Wednesday, December 19, 2007

Spagna supera l’Italia

Cari Amici lettori

Un nuovo articolo dopo il lungo silenzio sul nostro Blog. Mi scuso a nome mio e dei miei collaboratori per l’assenza di attivita’ nell’ultimo periodo.
Vi lascio alla lettura di due articoli presi da fonti ufficiali. Non intendo trattenervi troppo con questo commento personale. Vorrei solo farvi notare che la notizia eclatante non è il fatto di essere stati superati dalla Spagna per quanto riguarda il livello di ricchezza procapite, ma il fatto di essere in declino.
Siamo in declino amici miei cari. Non in crescita lenta come ci vogliono far credere. Ovunque la qualita’ della vita aumenta, ed e’giusto così.
Molti italiani sono in Spagna. Gli stipendi netti sono piu’ alti che in Italia, il costo della vita inferiore. Anche Madrid e Barcellona, che sono le citta' piu’ costose della Spagna, sono meno care di molte citta’ italiane!
Il caro Dante vive a Barcellona ed e’ una prova vivente di questo. Non siamo al livello dell’Irlanda, ma per il suo settore (ingegneria) la Spagna e’ molto meglio dell’Italia.
Ci sono ingegneri neolaureati che in Italia sudano per cominciare da 800€ con i soliti contratti-sfruttamento in città come Milano, Torino o Roma.
In verità, ci sono ancora società dove un ingegnere neolaureato può iniziare guadagnando 1200/1300€, però sono sempre meno rispetto gli anni passati. Infatti, direi che al giorno d’oggi in Italia, queste imprese sono delle vere mosche bianche. Questo è indice di un sintomatico regresso della nostra economia.
Invece, in Spagna, forti di un’economia in crescita, un ingegnere neolaureato può aspirare un decoroso contratto di entrata a tempo indeterminato da 1000/1100€. Logicamente, con più esperienza riesci a ottenere condizioni economiche molto migliori. Così dovrebbe essere anche nella nostra bella penisola. Ma sfortunatamente, ci sono tanti talenti (diciamo anche sprecati) che svolgono solo ruoli di semplice sviluppo che non hanno più l’opportunità di esprimere le proprie potenzialità e non possono mettere a disposizione la loro esperienza in modo da fare crescere a loro volta le imprese o gli enti in cui lavorano.
Ormai, non è una scoperta. Tutti sanno che l’Italia e le imprese italiane non investono nella ricerca e sviluppano sempre meno idee o prodotti innovativi in modo tale da permettere loro di mantenere un livello di competitivita crescente in un mercato sempre più aperto e globalizzato.
Amici!!! È tristissimo accettarlo. Ma e’ cosi. Tutto ciò è il chiaro sintomo di una parabola discendente che non ha altra denominazione se non quella definita prima come DECLINO. È inutile considerarsi migliori di altri paesi. Tutto ciò appartiene al passato. Forse, l’unica consolazione che ci resterà, sarà quella che a Giugno quegli undici fessi, che danno due colpi ad una sfera bianca in un campo di calcio guadagnando milionate di euro, vinceranno qualche partita o, magari, gli europei, battendo la Spagna o, nuovamente, la Francia in finale.

Alfredo & Dante
Dublino/Barcellona 19/12/07

Buona lettura


Pil, la Spagna sorpassa l'Italia
Per la prima volta il dato pro capite di Madrid è più alto del nostro
19/12/2007



La paella supera la pizza, ovvero la Spagna diventa più ricca dell’Italia a livello di Pil pro capite. Un altro tassello si aggiunge così al quadro di declino italiano che già ha tratteggiato il New York Times, mentre può festeggiare il premier spagnolo José Luis Zapatero.

Per la prima volta nella storia l’importante indicatore che misura la ricchezza prodotta dai beni e servizi di una nazione fratto il numero dei suoi abitanti è più favorevole a Madrid che a Roma.

Secondo i dati pubblicati da Eurostat, la Spagna è passata dal 101% della media comunitaria (Ue a 27 Stati membri) nel 2004 al 105% nel 2006. Il Pil italiano è invece sceso nello stesso periodo dal 107% al 103%. Il calcolo si effettua considerando il valore 100 come media dell’Unione e quindi risulta che anche l’Italia ne è ancora al di sopra. Ma quello che preoccupa è la costante discesa. E anche il fatto che il nostro Paese si mantenga ancora sotto la media della zona euro, fissata a 110.

Zapatero sembra aver così vinto la propria personale scommessa, dal momento che solo l'anno scorso aveva predetto un sorpasso nel giro di quattro anni. Il capo dell'esecutivo spagnolo insiste anche sul fatto che l'Italia resta appesantita dal fardello del debito pubblico.

La performance spagnola non è una novità assoluta, è già successo altre volte infatti che il pil del Paese iberico superasse la media Ue, ma questa è la prima volta che si pone davanti a quello italiano.

Se gli spagnoli festeggiano, tuttavia dai palazzi dell’Unione europea smorzano i toni. Paul Konjin, dalla sede di Eurostat in Lussemburgo fa sapere che il sorpasso di soli due punti è poco significativo e potrebbe rientrare nell’ambito di errori statistici che si verificano comparando i prezzi nei due Paesi. La stessa Eurostat preferisce mettere per questo sullo stesso piano Spagna, Italia e Grecia.

Ma il significato del dato è che la tendenza dei due indicatori, Pil italiano e spagnolo, risulta opposta da alcuni anni. Se quello spagnolo è in continua crescita rispetto alla media Ue, il nostro sta invece invariabilmente calando da anni. Nel 1995 questo era infatti al 104%, mentre quello spagnolo navigava molto più in basso al 79% e quindi sotto la media europea.

In testa alla classifica Eurostat c’è il Lussemburgo, con un Pil pro capite pari a 280 (254 nel 2004), mentre in fondo alla lista c’è la Bulgaria a quota 37.

DAL CORRIERE DELLA SERA

Fonte:

Il commento dopo i dati eurostat sul pil dell'europa a 27
Zapatero stuzzica Prodi dopo il sorpasso

Il premier spagnolo: «Secondo l'Ue, il nostro Paese ha superato l'Italia. A Romano l'avevo detto»

Zapatero (Reuters)
MADRID - Definisce un «risultato storico» il sorpasso dell'Italia da parte della Spagna. E stuzzica Romano Prodi: «glielo avevo detto». Il primo ministro spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, non nasconde la propria soddisfazione per i dati Eurostat sul Pil dei Paesi europei e durante un incontro con i giornalisti nel corso di un ricevimento natalizio dichiara che «il problema dell'Italia è il grande indebitamento pubblico». Zapatero sottolinea poi che dall'inizio degli anni '80, mentre l'economia italiana è sostanzialmente ferma, quella spagnola è in rapida crescita. Il premier spagnolo aggiunge che i risultati del 2007 saranno ancora migliori di quelli del 2006 e assicura che adesso la Spagna va alla rincorsa di Francia e Germania.


LA RICERCA - Secondo i tecnici di Bruxelles, nel 2006 la Spagna si trovava al 105% del Pil medio dell’Ue a 27, mentre l'Italia era al 103%. Ma non basta: i due Paesi hanno effettuato, dal 2005 al 2006, un percorso speculare: la Spagna è salita dal 103% al 105%, l'Italia è scesa dal 105 al 103. Certo, entrambi sono sotto il 110% medio della zona euro, e ancora lontani da Francia (111%), Germania (114%) e Gran Bretagna (118%).


LE REAZIONI - In effetti, non tutti nel Paese iberico cantano vittoria come Zapatero. Sono apparsi cauti, nel valutare il dato pubblicato dall'Ufficio statistico europeo, i commentatori intervistati dalla radio spagnola "Cadena Ser", dello stesso gruppo del quotidiano progressista "El Pais". Secondo Eduardo San Martin, codirettore del giornale conservatore "Abc", "il dato è ovviamente importante perché indica che la Spagna è sulla buona strada, soprattutto se si pensa alle condizioni in cui il paese entrò nellUe 20 anni fa». Per San Martin però, «non si puo’ dimenticare che l'Italia sta andando molto male, e quel che conta è specialmente la media europea». In questo senso, Madrid (a 105% della media Ue) è ancora, assieme a Roma (al 103%), ben al di sotto della media della zona euro (110), e di quelle di Francia (111), Germania (114) e Gran Bretagna (118). Un punto che, come spiega El Pais, sottolineano anche i tecnici di Eurostat a Lussemburgo. Per Paul Konjin, il dato è «poco significativo dal punto di vista statistico», perché pochi punti di differenza possono essere annullati da piccoli errori statistici nella comparazione dei prezzi nei due Paesi. Quindi, Eurostat preferisce considerare Spagna e Italia (assieme alla Grecia, a 98 punti) in un gruppo di Paesi che stanno «intorno alla media». Margarita Saenz-Diaz, caporedattrice del "Periodico de Catalunya" a Madrid, sottolinea che «ora, con questo dato, per i cittadini non sarà piu’ facile arrivare a fine mese, ma certo, per risollevare la morale generale e patriottica è già qualcosa...».

10 comments:

Anonymous said...

Basta vivere un pò di tempo in spagna per rendersi conto delle differenze, la classe politica é fatta di un'altra pasta con stipendi molto inferiori e pochi privilegi...

Anonymous said...

grande.
a noi non fa piacere parlare male dell'Italia, ma qualcosa non sta funzionando.
il Problema e' il debito pubblico....
saluti
enzo

Anonymous said...

Enzo cosi semplice? Il problema dipende solo da un parametro?

enzo said...

io ci ho vissuto in Spagna.
e vi dico che li si divertono alla grande...adesso superandoci, migliorano divertendosi.....
che accoppiata vincente...
si divertono sul posto di lavoro...
que pasada!!!
Invece in Italia, non solo siamo in declino, ma ambientei sono super stressati. Con facilita' i colleghi litigano tra di loro...si cerca di fregarsi l'uno con l'altro.
saluti
enzo

Anonymous said...

devo aggiungere purtroppo,
che uno straniero non ha scampo in Spagna. I titoli non valgono...purtroppo...
enzo

Anonymous said...

Come e' possibile che i titoli non valgano in Spagna? Ma Dante fa l'ingegnere li?

Dante said...

Enzo Enzo!!!
Fai sempre riferimanto alla tua esperienza con il mondo lavorativo catalano....Qui a Barcellona io conosco un sacco di stranieri che vivono, lavorano, pur non conoscendo il catalano e addirittura neanche il castigliano (spagnolo ufficiale). Non puoi generalizzare. Nel mio gruppo di lavoro su 40 persone 20 sono stranieri che hanno un titolo universitario preso fuori.
Tu... Vincè, pure, conosci altre persone che lavorano qui pur non avendo un titolo spagnolo. Pedro, per esempio. Inoltre, ho conosciuto persone che pur non parlando catalano lavorano in enti pubblici. Infatti, torniamo al solito discorso cui questo articolo fa riferimento. Le economie che sono in crescita non possono non utilizzare anche persone che vengono da altri paesi se sono qualificate. Altrimenti perdono colpi ed arrestano la crescita. Del resto, l'Irlanda n'è un chiaro esempio.

Anonymous said...

Salve
Purtroppo confermo e ribadisco,
In Spagna uno straniero non puo' lavorare se non fa l'omologacion del Titolo..neanche il diploma vale...cioe' bisogna inscriversi alle loro unuiversita' per integrare i loro esami..cosa ridicola a mio parere...un processo lungo e costoso...
Da questo punto di vista la spagna e' un paese chiuso, e protegge bene il mercato del lavoro...
non permettono agli stranieri di lavorare...
Questa cosa e' ridicola.....non torno in Spagna perche' ho paura di cio'.
nei paesi anglossasoni basta una traduzione del titolo a solo 52 euro....Pensa che in Irlanda puoi anche insegnare senza SICSI, grandioso no!!!
Questa e' civilta' e apertura verso culture diverse...
Tu e pedro lavorate in Multinazionali, Se vuoi lavorare in un azienda Spagnola e peggio in una catalana...ti vengono a chiedere l'omologacion...e li si comincia a essere discriminati...
ragazzi siamo in Europa..non in Australia.
in Spagna si vive bene, questo e' l'unico lato positivo....
Saluti
enzo

Dante said...

Però Enzo Io non sono sicuro ma penso che anche in italia sia la stessa cosa. Del resto, i nostri titoli di studio richiedono un impegno maggiore rispetto quelli conseguiti in paesi anglosassoni.
Questo è una limitazione che serve a proteggere il tuo titolo nel tuo paese. Altrimenti me ne vado in inghilterra mi prendo una seconda laurea lì in economia, per esempio in 3 anni e poi torno in italia e mi vale come una antica di 5.
Adesso tutti i paesi europei hanno sia laurea 3+2. Ma prima no. E questo serviva a proteggere la tua laurea. Chiaramente, in Spagna è un'esagerazione che una laurea di 5 anni non venga convalidata subito.

Anonymous said...

Redditi 2010, Italia batte Spagna
Eurostat: dopo il sorpasso del 2006
Nel 2006 la Spagna ci aveva superato in termini di ricchezza pro capite. Quest'anno l'Italia si riguadagnerà il primato. Lo dicono i dati Eurostat, secondo i quali dal 102,6% rispetto al reddito medio europeo registrato nel 2008 Madrid è destinata a scivolare al 97,4% nel 2010, mentre l'Italia nello stesso anno sarà a quota 98,4%. La notizia viene pubblicata sul quotidiano spagnolo Abc, che critica pesantemente il premier Zapatero

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