Cari Blogger,
Post abbastanza personale oggi, ultimo giorno dell’anno 2008. Si avvicina il mio terzo anniversario a Dublino, il 18 Gennaio 2009 saranno tre anni che vivo nella fair city, 36 mesi, 1096 giorni... a Barbaropoli ;). Mi piace questo termine coniato da uno dei Blogger nel nostro blogroll.

Quest’anno per la prima volta nella mia vita non ho trascorso il Natale con la mia famiglia. Durante il Natale 2006 trascorsi solo 3 giorni a casa, dal 23 mattina (dopo 7 ore di treno IC notturno da Pisa a Salerno, senza posto a sedere, ed un volo partito con due ore di ritardo da Dublino per Pisa) al 26, Santo Stefano. Quello fu il Natale piu’ corto con la famiglia.
Non nascondo che mi son mancati tantissimo mio padre, mia madre, mia sorella Eleonora ed il mio cagnolino Kriss, che ho soprannomitano fratellino peloso. E’ stata una dura prova, in ufficio ho le foto scattate in famiglia l’anno scorso a Natale, a guardarle provo attacchi di nostalgia, ma devo dire che per fortuna la permanenza qui non e’ stata male, anzi piuttosto positiva, gratificante. Non tutti i Natali saranno cosi, non tutti glia nni saremo lontani. Quest’anno sarebbero dovuti venire loro qui ma non han potuto ed io avevo bisogno di fermarmi, dopo un anno molto frenetico soprattutto grazie alla burocrazia italiana, ma non e’ questo il momento di parlarne...
Ho sempre sostetuno la tesi Dublino non e’ Temple Bar e l’Irlanda non e’ solo Dublino. Il piacere di vivere in un determinato luogo della terra dipende da tante cose. Se il tuo lavoro e’ stressante, sei circondato da teste di cavolo e magari anche poco educate, se vivi in Gardiner Street... in sharing con dei cretini (e magari francesi :P ), allora e’ ovvio che ti trovi male qui a Dublino.

Se la tua vita non ti soddisfa, devi far qualcosa per migliorarla, direttamente o indirettamente. Se non puoi cambiare lavoro, trova un hobby che ti faccia sentire bene. Se non ci riesci, cerca di fare buoni amici, se nemmeno questo ti riesce (in questo caso forse hai qualche problema tu, ma non insisto ;) non mollare perche’ il solo fatto di essere impegnato nel migliorare la tua vita in qualunque modo tu lo faccia, ti fa sentire utile e ti aiuta ad evitare la noia e la consuetudine.
Voglio parlare della mia esperienza personale riguardo questo Natale e riguardo le soddisfazioni che la vita puo’ dare. A parte il godersi la citta’ senza traffico ed i saldi da capigiro, mi son ritrovato ad avere piacere di alzarmi al mattino per recarmi in ufficio, perche’ per fortuna son circondato da abbastanza persone davvero gradevoli, intelligenti ed educate. Lavoro in eircom, nel quartier generale, lancio e management delle nuove tecnologie. Siamo circa 80, un solo italiano, io, gli altri tutti irish, eccetto un australiano e un olandese sposato con una irlandese. I colleghi stretti sono molto socievoli. Mi ritrovo a colazione o a pranzo in tavole da 5, 10 o piu’ persone, invitato e mai escluso. Si chiacchiera, qualche risata e poi al lavoro.
Per fortuna nessuno scorreggia (ricordo un post di Bacco ), nessuno guarda porno in ufficio o forse lo fa ma prima controlla bene il funzionamento delle cuffie!
Questo Natale mi son sentito di nuovo come uno studente del Liceo, quasi come in scuola media!
L’ammontare di lavoro e’ andato man mano riducendosi con l’avvicinarsi del Natale, fino a diventare davvero esiguo. I progetti vengono congelati durante le feste perche' e' rischioso portarli avanti, sarebbe difficile gestire escalations. Godo di un’ampia liberta’, posso venire al lavoro tardi ed andare via prima (essendo nel management e non nel call centre). Qui son tutti rilassati, ed e’ ovvio visto che si lavora meno, si ha piu voglia di scherzare. Siamo andati a pranzo al pub un paio di volte nell’ultima settimana prima di Natale, i manager hanno offerto. C’e’ stata davvero una forte atmosfera natalizia, lo ripeto come se fossi stato a scuola. Scherzi, risate, un’atmosfera accogliente, come e’ giusto che sia a Natale. Il 24 son andato al lavoro dalle 10 alle 13, quelli che c’erano son venuto con i figli. Una marea di bambini a correre in ufficio, irish coffee, dolci, musica natalizia, qualcuno ha portato un Lcd da casa ed un lettore dvd per far girare il cartoon Madagascar per mantenere i fanciulli occupati. In mensa a colazione eravamo come in famiglia, piu’ bambini che adulti. Ho scattato delle foto ma non le pubblico perche’ ci sono dei minori.
Mi son sentito come a casa. Ho sentito che siamo tutti uguali nel mio ufficio, ognuno e’ andato al lavoro per augurare un buon natale ai propri colleghi, ognuno ha provato piacere nel recarsi in ufficio per dare un abbraccio ai propri colleghi. Non sento di vivere in un paese estero qui a Dublino, per niente. Non ho mai incontrato tante persone gradevoli, educate ed oneste come nel mio lavoro. All’Universita’, al Liceo, c’erano sempre i soliti furbi, sgorbutici o semplicemente ignoranti. Ci sono anche a Dublino ed anche in eircom, ma in percentuale molti, molti in meno che in altri momenti della mia vita.
Al lavoro sento di essere parte di un gruppo, non degli italiani ma del broadband team in eircom. Quello che abbiamo in comune e’ questo, e non la nazionalita’. E siamo un po’ come una famiglia.
Fortuna e duro lavoro mi hanno portato qui dove sono. Il mio primo lavoro fu in Irlanda al Woolshed, il Pub australiano in Parnell Street. Un lavoro del “cacchio”, 10 ore a caricare casse di birra dalla cella al primo piano per portarle al secondo piano, perche’ erano troppo pesanti per le cameriere, mentre i bar tenant, uomini, troppo occupati a spillare birre. Alla fine ero senza forze e con le tonsille gonfie perche’ sudavo sul floor e poi con la t-shirt dovevo entrare nella cella frigorifera. Per 10 ore al giorno.
Fu un lavoro di fortuna, preso per mantenermi, trovato dopo una settimana dal mio sbarco. Vivevo in ostello e non avevo una lira e mio padre aveva perso il lavoro da un anno. Il mio secondo lavoro fu in HP-Ericsson, in Dublino 14. Molto pesante, stressante, senza bank holidays. Imparai tanto ed incontrai alcune persone speciali come Salvatore Cozzuto, Massimo Miliucci, Alessandro Desogus. Mi scuso con chi non viene citato. Dopo 9 mesi e mezzo cambiai per Google, servizi finanziari, piu’ precisamente la sezione gestione flussi di crediti e debiti mondiali. Avevo un bel lavoro, facevo reportistica finanziaria, scrivevo procedure e facevo training ai locali ed alla sezione di Shangay, ma alcuni manager indirettamente razzisti e sfruttatori presero il sopravvento dopo e fu l’inferno per molti mesi. Non sono mai stato stressato come in quel periodo. Mai. Tuttavia anche li ho imparato tanto ed incontrato alcune persone speciali. A gennaio 2008 entrai in eircom, dove mi trovo davvero bene. Per arrivare dove sono ho sudato. Straordinari non pagati, umiliazioni, sacrifici ed un po’ fortuna. La ricetta ideale.
Dublino e’ la mia seconda casa, perche’ mi piacciono gli irlandesi, con tutti i loro difetti. Qualcuno beve troppo ma e’ normale se giri solo per il centro dove e’ pieno di giovani, qualcuno mette i piedi sui sediolini sulla luas e non si alza per dare posto alle persone anziane, qualcuno scorreggia troppo. Insomma, siamo essere umani e non siamo perfetti. Io mi trovo meglio qui che in Campania. Ipotizzando di pesare su una bilancia i pro ed i contro della societa’ irlandese e campana, nel mio caso vince l’irlanda, e pesa molto la mia vita personale in questo.
Dublino e’ la mia seconda casa anche perche’ e’ qui che ho conosciuto mia moglie, e’ qui dove abbiamo convissuto ed ora abitiamo.

Ho trascorso il Natale con lei, il fratello e sua madre. Niente e nessuno possono sostituire la mia famiglia, e’ ovvio, ma di sicuro il fatto che la sua famiglia abbia fortissimi valori come una buona famiglia meridionale mi ha aiutato e mi rende felice e sereno. Come amo dire, spesso si parla la stessa lingua ma non ci si intende, spesso il tuo vicino di casa italiano e’ molto piu’ diverso da te che un irlandese o un polacco. Siamo fatti di anima e corpo, cultura e costumi, la nazionalita’ conta, ma la cultura ancora piu’. Un ignorante e’ un ignorante ovunque, per un rozzo la storia e’ la stessa e vale lo stesso per un prepotente, un arrogante o un parcheggiatore abusivo. Non ti fa sentire meglio sapere che parla la tua stessa lingua o conoscerlo da una vita.
Buon Natale e Buon Anno a tutti voi
Cominciando da Bacco e Vincenzo
Alfredo
DEDICATO A TUTTI VOI














