Wednesday, December 31, 2008

Ed il 2008 se ne va’ . Racconto di una esperienza positiva di un Cavese a Dublino

Cari Blogger,

Post abbastanza personale oggi, ultimo giorno dell’anno 2008. Si avvicina il mio terzo anniversario a Dublino, il 18 Gennaio 2009 saranno tre anni che vivo nella fair city, 36 mesi, 1096 giorni... a Barbaropoli ;). Mi piace questo termine coniato da uno dei Blogger nel nostro blogroll.

Quest’anno per la prima volta nella mia vita non ho trascorso il Natale con la mia famiglia. Durante il Natale 2006 trascorsi solo 3 giorni a casa, dal 23 mattina (dopo 7 ore di treno IC notturno da Pisa a Salerno, senza posto a sedere, ed un volo partito con due ore di ritardo da Dublino per Pisa) al 26, Santo Stefano. Quello fu il Natale piu’ corto con la famiglia.

Non nascondo che mi son mancati tantissimo mio padre, mia madre, mia sorella Eleonora ed il mio cagnolino Kriss, che ho soprannomitano fratellino peloso. E’ stata una dura prova, in ufficio ho le foto scattate in famiglia l’anno scorso a Natale, a guardarle provo attacchi di nostalgia, ma devo dire che per fortuna la permanenza qui non e’ stata male, anzi piuttosto positiva, gratificante. Non tutti i Natali saranno cosi, non tutti glia nni saremo lontani. Quest’anno sarebbero dovuti venire loro qui ma non han potuto ed io avevo bisogno di fermarmi, dopo un anno molto frenetico soprattutto grazie alla burocrazia italiana, ma non e’ questo il momento di parlarne...

Ho sempre sostetuno la tesi Dublino non e’ Temple Bar e l’Irlanda non e’ solo Dublino. Il piacere di vivere in un determinato luogo della terra dipende da tante cose. Se il tuo lavoro e’ stressante, sei circondato da teste di cavolo e magari anche poco educate, se vivi in Gardiner Street... in sharing con dei cretini (e magari francesi :P ), allora e’ ovvio che ti trovi male qui a Dublino.


Se la tua vita non ti soddisfa, devi far qualcosa per migliorarla, direttamente o indirettamente. Se non puoi cambiare lavoro, trova un hobby che ti faccia sentire bene. Se non ci riesci, cerca di fare buoni amici, se nemmeno questo ti riesce (in questo caso forse hai qualche problema tu, ma non insisto ;)  non mollare  perche’ il solo fatto di essere impegnato nel migliorare la tua vita in qualunque modo tu lo faccia, ti fa sentire utile e ti aiuta ad evitare la noia e la consuetudine.

Voglio parlare della mia esperienza personale riguardo questo Natale e riguardo le soddisfazioni che la vita puo’ dare. A parte il godersi la citta’ senza traffico ed i saldi da capigiro, mi son ritrovato ad avere piacere di alzarmi al mattino per recarmi in ufficio, perche’ per fortuna son circondato da abbastanza persone davvero gradevoli, intelligenti ed educate. Lavoro in eircom, nel quartier generale, lancio e management delle nuove tecnologie. Siamo circa 80, un solo italiano, io, gli altri tutti irish, eccetto un australiano e un olandese sposato con una irlandese. I colleghi stretti sono molto socievoli. Mi ritrovo a colazione o a pranzo in tavole da 5, 10 o piu’ persone, invitato e mai escluso. Si chiacchiera, qualche risata e poi al lavoro.

Per fortuna nessuno scorreggia (ricordo un post di Bacco ), nessuno guarda porno in ufficio o forse lo fa ma prima controlla bene il funzionamento delle cuffie!

Questo Natale mi son sentito di nuovo come uno studente del Liceo, quasi come in scuola media!

L’ammontare di lavoro e’ andato man mano riducendosi con l’avvicinarsi del Natale, fino a diventare davvero esiguo. I progetti vengono congelati durante le feste perche' e' rischioso portarli avanti, sarebbe difficile gestire escalations. Godo di un’ampia liberta’, posso venire al lavoro tardi ed andare via prima (essendo nel management e non nel call centre). Qui son tutti rilassati, ed e’ ovvio visto che si lavora meno, si ha piu voglia di scherzare. Siamo andati a pranzo al pub un paio di volte nell’ultima settimana prima di Natale, i manager hanno offerto. C’e’ stata davvero una forte atmosfera natalizia, lo ripeto come se fossi stato a scuola. Scherzi, risate, un’atmosfera accogliente, come e’ giusto che sia a Natale. Il 24 son andato al lavoro dalle 10 alle 13, quelli che c’erano son venuto con i figli. Una marea di bambini a correre in ufficio, irish coffee, dolci, musica natalizia, qualcuno ha portato un Lcd da casa ed un lettore dvd per far girare il cartoon Madagascar per mantenere i fanciulli occupati. In mensa a colazione eravamo come in famiglia, piu’ bambini che adulti. Ho scattato delle foto ma non le pubblico perche’ ci sono dei minori.

Mi son sentito come a casa. Ho sentito che siamo tutti uguali nel mio ufficio, ognuno e’ andato al lavoro per augurare un buon natale ai propri colleghi, ognuno ha provato piacere nel recarsi in ufficio per dare un abbraccio ai propri colleghi. Non sento di vivere in un paese estero qui a Dublino, per niente. Non ho mai incontrato tante persone gradevoli, educate ed oneste come nel mio lavoro. All’Universita’, al Liceo, c’erano sempre i soliti furbi, sgorbutici o semplicemente ignoranti. Ci sono anche a Dublino ed anche in eircom, ma in percentuale molti, molti in meno che in altri momenti della mia vita.

Al lavoro sento di essere parte di un gruppo, non degli italiani ma del broadband team in eircom. Quello che abbiamo in comune e’ questo, e non la nazionalita’. E siamo un po’ come una famiglia.

Fortuna e duro lavoro mi hanno portato qui dove sono. Il mio primo lavoro fu in Irlanda al Woolshed, il Pub australiano in Parnell Street. Un lavoro del “cacchio”, 10 ore a caricare casse di birra dalla cella al primo piano per portarle al secondo piano, perche’ erano troppo pesanti per le cameriere, mentre i bar tenant, uomini, troppo occupati a spillare birre. Alla fine ero senza forze e con le tonsille gonfie perche’ sudavo sul floor e poi con la t-shirt dovevo entrare nella cella frigorifera. Per 10 ore al giorno.

Fu un lavoro di fortuna, preso per mantenermi, trovato dopo una settimana dal mio sbarco. Vivevo in ostello e non avevo una lira e mio padre aveva perso il lavoro da un anno. Il mio secondo lavoro fu in HP-Ericsson, in Dublino 14. Molto pesante, stressante, senza bank holidays. Imparai tanto ed incontrai alcune persone speciali come Salvatore Cozzuto, Massimo Miliucci, Alessandro Desogus. Mi scuso con chi non viene citato. Dopo 9 mesi e mezzo cambiai per Google, servizi finanziari, piu’ precisamente la sezione gestione flussi di crediti e debiti mondiali. Avevo un bel lavoro, facevo reportistica finanziaria, scrivevo procedure e facevo training ai locali ed alla sezione di Shangay, ma alcuni manager indirettamente razzisti e sfruttatori presero il sopravvento dopo  e fu l’inferno per molti mesi. Non sono mai stato stressato come in quel periodo. Mai.  Tuttavia anche li ho imparato tanto ed incontrato alcune persone speciali. A gennaio 2008 entrai in eircom, dove mi trovo davvero bene. Per arrivare dove sono ho sudato. Straordinari non pagati, umiliazioni, sacrifici ed un po’ fortuna. La ricetta ideale.

Dublino e’ la mia seconda casa, perche’ mi piacciono gli irlandesi, con tutti i loro difetti. Qualcuno beve troppo ma e’ normale se giri solo per il centro dove e’ pieno di giovani, qualcuno mette i piedi sui sediolini sulla luas e non si alza per dare posto alle persone anziane, qualcuno scorreggia troppo. Insomma, siamo essere umani e non siamo perfetti. Io mi trovo meglio qui che in Campania. Ipotizzando di pesare su una bilancia i pro ed i contro della societa’ irlandese e campana, nel mio caso vince l’irlanda, e pesa molto la mia vita personale in questo.

Dublino e’ la mia seconda casa anche perche’ e’ qui che ho conosciuto mia moglie, e’ qui dove abbiamo convissuto ed ora abitiamo. 

Ho trascorso il Natale con lei, il fratello e sua madre. Niente e nessuno possono sostituire la mia famiglia, e’ ovvio, ma di sicuro il fatto che la sua famiglia abbia fortissimi valori come una buona famiglia meridionale mi ha aiutato e mi rende felice e sereno. Come amo dire, spesso si parla la stessa lingua  ma non ci si intende, spesso il tuo vicino di casa italiano e’ molto piu’ diverso da te che un irlandese o un polacco. Siamo fatti di anima e corpo, cultura e costumi, la nazionalita’ conta, ma la cultura ancora piu’. Un ignorante e’ un ignorante ovunque, per un rozzo la storia e’ la stessa e vale lo stesso per un prepotente, un arrogante o un parcheggiatore abusivo. Non ti fa sentire meglio sapere che parla la tua stessa lingua o conoscerlo da una vita.

Buon Natale e Buon Anno a tutti voi

Cominciando da Bacco e Vincenzo

Alfredo



DEDICATO A TUTTI VOI




Tuesday, December 30, 2008

I love Dacia

E' un po' di tempo che si vedono in giro un modello di auto, di marca Dacia Logan.
Ho sentito le teorie piu' disparate, qualcuna addirittura divertente, in questi giorni mentre ero in Italia.
Chi dice che la Dacia e' brasiliana, chi addirittura dice che e' argentina, chi dice che e' polacca.

Ora, che una persona non sappia la provenienza di una determinata marca, ci puo' stare. Magari se si fosse studiato un po' di storia......

La Dacia prende il nome dai Daci, popolazione che , durante l'mpero romano, prima della conquista di Traiano, occupava parte dei Carpazi, l'attuale Moldavia e la Sarmazia , che si estendeva fino all'attuale Ukraina.

La Dacia e' una fabbrica d'auto Rumena. Fu creata dallo stato Rumeno sin dal 1966, e per decenni e' stata l'auto del popolo rumeno, secondo la formula tipica dei "governi" comunisti : Lo stato ti da la casa e l'autovettura.

Oggi la Dacia e' stata acquisita dalla Renault, ed e' di fatto francese. Da li' l'introduzione del nuovo modello Logan che si vede spesso anche in Italia.
Ancora non lo vedo qui in Irlanda.
Comunque, per farvi capire come erano le vecchie Dacia, ecco una foto scattata a Bucharest nel 2006.
Sulla sinistra il vostro Bacco, sulla destra un mio ex collega. Abbiamo lavorato a Bucharest per circa 10 mesi.
Da notare la ruota posteriore sinistra sgonfia....



Accattateve a Logan!!!!!

Bacco1977

Monday, December 29, 2008

Risposte a domande stupide

Vi ricordate questo mio mitico articolo sull'ignoranza della gente.: ???;-)))

http://cavesiadublin.blogspot.com/2007/11/risposte-domande-stupide.html


Siccome sto prendendo contatti con Cava, devo ripubblicare quest'articolo perche' sto continuando a ricevere le solite domande....Ma fa fridd loc??? etc.....

ricordo ai cari lettori di leggere attentamente....

Saluti

Vincenzo

Ps ricordo le nostre case non sono degli ostelli di ospitalita'. Non assicuriamo posti letto qui a Dublino...

Sunday, December 28, 2008

Il parcheggiatore abusivo

Vivendo da 19 mesi a Dublino avevo "quasi" dimenticato di questa figura mitologica che al momento ho visto solo in Campania, e per la precisione a Napoli, più raramente nel Salernitano:

Il parcheggiatore abusivo

E così ieri sera vado in un pub inglese con degli amici (dico io, torno in Italia da Dublino, e mi portate in un pub!?!?!?) e , dopo solo due ore, riesco a trovare parcheggio addirittura non in doppia fila. Che fortuna!!!

Passiamo la serata tranquillamente, e verso le due di notte ci avviamo a prendere l'auto. Ci districhiamo tra le centinaia di auto in doppia fila e, all'improvviso, compare lui.
Ormai non si presentano nemmeno. Ti si piazzano davanti e non dicono nulla, annuendo col capo come a dire : " E allor?". Da campano ho capito subito, e ho chiamato Manuela da lontano chiedendole 1 euro, e lui mi fa : "No, sono due euro!".
Eh si, due euro di parcheggio abusivo val la pena pur di stare in questa città di sole, mare, poesia, ironia e sfogliatella. Lo so, non dovrei offendere la città di mia madre, ma a me rompe le scatole chi viene a chiederti dei soldi senza motivo. Questa si chiama camorra al mio paese.

La cosa bella è che Manuela mi fa :"vieniti a prendere i soldi" , ed io , dico al galantuomo di attendere che prendo i soldi dalla mia ragazza, e lui , mentre mi avvicinavo a Manuela e contavamo i sildi, ci si attacca praticamente alle spalle. Lo guardo male due tre volte, e con un gesto gli faccio segno di metetrsi in disparte, ma lui neanche per sogno. Se ne va solo quando gli ho dato i due euro.
Certo, sono andato bene. A Mergellina vogliono di solito 3 euro. A volte, addirittura, capita che si mettono nei parcheggi a pagamento, e tu paghi la doppia tariffa: una al comune, ed una al parcheggiatore abusivo che si "assicura" che non ti venga ammaccata o rigata l'auto.

Devo anche ammettere, che a Cava de' Tirreni i parcheggiatori abusivi erano due o tre e che oramai sono spariti grazie al sindaco che ha messo parcheggi a pagamento ovunque. Idem a Salerno. Insomma il parcheggiatore abusivo è molto più diffuso nel Napoletano che nelle altre province Campane.

Ma si, lo so, "Emma campà tutte quant"
"E campamm tutte quante" dico io. Anzi no, campateci voi. Io me ne ritorno a barbaropoli.

Saluti

Bacco1977

Friday, December 26, 2008

Il compromesso della tradizione

Natale e post religioso dovuto. Non che sia un aspirante Diacono. E' che sono un appassionato di religione cattolica, soprattutto del profilo storico del Cattolicesimo.

Ieri leggevo questo post qui, di Francesca, italo/americana residente nel "Bel Paese".
Il commento era su questa canzone che spesso noi italiani ( e non solo) sentiamo a Natale:

Tu scendi dalle stelle,
O Re del Cielo,
e vieni in una grotta,
al freddo al gelo
e vieni in una grotta,
al freddo al gelo
.
O Bambino mio Divino
Io ti vedo qui a tremar
O Dio Beato
Ahi, quanto ti costò
l’avermi amato!


In pratica Francesca si chiede dove sia la gioia del Natale in questa e molte altre canzoni della Chiesa Cattolica.

Io invece volevo ragionare su un qualcosa su cui mi fece riflettere un vecchio professore di religione che (quando avevo voglia) ascoltavo con piacere.

Mi fece ragionare su una cosa. Prendiamo questo passo:

e vieni in una grotta,
al freddo al gelo
.
O Bambino mio Divino
Io ti vedo qui a tremar

Dunque, il professore ci disse che questa credenza, di un Gesù nudo, al freddo ed al gelo in una grotta, beh, era ormai solo tradizione, ma era chiaro ai più che la cosa non era fattibile.
I motivi erano vari. Addirittura pare fu una bimba di 6 anni, circa 20 anni fa, a porre la questione all'interno della Chiesa Cattolica, che non potè far altro che ammettere l'assurdità della cosa, ma, giustamente, mantenne la tradizione.
Ma dove è l'assurdità?
Beh, è una sola, ma piuttosto grossolana. Maria era donna, ed era incinta. Sapeva di dover partorire. E' mai possibile, si chiese la bambina di sei anni, che non avesse portato con se una coperta, una serie di coperte, delle lenzuola, per tenere caldo il bambino? Quale madre farebbe nascere suo figlio nudo al freddo ed al gelo?Non fa una piega.

Qualuncuno potrebbe replicare: ma Gesù non era di famiglia povera?
Altro errore molto grossolano, e direi addirittura grave.
Gesù era figlio di un falegname. E' storicamente provato che Giuseppe fosse di buona famiglia. Era un artigiano, ma non uno qualunque. Pare fosse particolarmente bravo, e nella sua vita gli furono commissionati molti lavori di particolare prestigio. L' intera mobilia, porte e finestre del palazzo del re d' Israele (che di li a poco avrebbe cessato di esistere come nazione), e moltissimi lavori presso persone abbienti e meno abbienti dell'epoca. Per dirlo in parole più chiare, Giuseppe era un piccolo imprenditore benestante, ed aveva con sè anche alcuni operai . Sul numero non vi è certezza. Pare dai 5 ai 10 operai. Lo stesso Gesù fu falegname, anche piuttosto bravo secondo alcune ricostruzioni dell'epoca, e seguì il padre fino all'età di 28 anni, fino a quando cominciò la sua predicazione con il discorso sotto la montagna (che il papa odierno farebbe bene a rileggersi con attenzione).
Del suo lavoro come falegname, ne parla , seppur brevemente, Mel Gibson nel film "The Passion", quando fa vedere Gesù che lavora ad un tavolo per "gente molto ricca", e Maria che gli fa notare che forse era un pò troppo alto.
Anche un altro film, chiamato "Jesus", prodotto da RAI International, rimarca molto la professione di Gesù di falegname. Proprio in quel film si vedono delle scene in cui Gesù è con il padre ed alcuni operai del padre a montare delle finestre in una casa. Si contano, mi pare, circa 5 operai.
Poi , insomma, la bravura degli Ebrei in campo di commercio e business più in generale era già nota all'epoca, e non era un mistero che Israele fosse una delle province più benestanti, ma anche più calde dell'impero Romano. Non a caso Ponzio Pilato pare si giocò la carriera di governatore proprio lì .

In pratica , ciò che voglio dire, è che il compromesso odierno è ancora quello di una Sacra Famiglia povera, al freddo ed al gelo, nutrita solo dall'amore, dall'affetto tra di loro, e dalla fede.
Una bella immagine, che fa bene a tutti, ma che sappiamo non essere veritiera al 100%.
La storia ci consegna invece sempre una Sacra Famiglia intrinsa di una grande fede.
Ma era una Sacra Famiglia benestante.
E questo non è necessariamente un male.

Auguri di nuovo a tutti.

Bacco1977

Thursday, December 25, 2008

Emigrant Day Back Again

Cari Cavesi e non.

Vi invito ad andare alla nuova edizione dell' Emigrant Day il 29 Dicembre a Cava dei Tirreni....
Idettagli al seguente link:

http://www.facebook.com/group.php?gid=52478383973

se non vi e' possibile accedere a Facebook scrivete a :



Io purtroppo non ci potro' essere perche' scendero' il primo Gennaio a Cava...

sotto vi copio e incollo le informazioni che ci sono in Facebook:

Emigrant Day

L'incontro dei tifosi aquilotti sparsi in Italia e nel mondo.
Informazioni evento
Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Global
Ora e luogo
Inizio:
lunedì 29 dicembre 2008 alle ore 21.00
Fine:
martedì 30 dicembre 2008 alle ore 8.00
Luogo:
Cava de'Tirreni
Indirizzo:
Bar TIME
Info di contatto
E-mail:


Fatemi sapere se ci andate.

Buon natale

Vincenzo Masullo, Dublino 25/12/08

Wednesday, December 24, 2008

Buon Natale

Ed anche sui Cavesi un bel post Natalizio.

Ma cosa scrivere se non Buon Natale?

E quindi, Buon Natale a tutti i Cavesi, a Dublino e non.
Buon Natale a tutti i bloggers Italo/Irlandesi, in Italia e non.

Buon natale agli eroi, quelli che partono e quelli che restano.

Buon Natale da Bacco, Enzo, Alfredo.

Buon Natale a tutti

Tuesday, December 23, 2008

Vicenda Aeroporto di Salerno. Estratto dal sito liriportal.net

Cari Blogger,

Tempo fa promisi ad Antonio Sessa di decidare un post al suo sito, alla sua opera ed a quella dei visitatori del suo sito http://www.liriportal.net/

Purtroppo posso fare questa dedica solo ora quando non ci sono buone notizie in giro, i voli sono stati congelati pochi giorni fa.

Antonio ed i suoi amici sono un esempio di cio' che e' buono nella nostra Campania. C'e' ancora troppo poco di buono dalle nostre parti, ma il fatto che non tutto sia cosi negativo ti da speranza.
Per mesi ho seguito la vicenda aeroporto prima dell'apertura, un giorno ebbi la fortuna di trovarmi sul sito liriportal, un vero e proprio portale amatoriale.

Tanti ragazzi insieme per un solo motivo, promuovere l'apertura dell'aeroporto e per il benessere di tutti. Antonio non aveva nessun interesse personale, solo amore per il proprio territorio.

I ragazzi si son mobilitati tantissimo, hanno scritto a tutte le autorita' competenti richiedendo informazioni, facendo reclami, ed il tutto era sempre reso pubblico sul sito, in modo da diffondere l'informazione. Credo che cio' sia davvero nobile, lavorare per la comunita' senza interessi personali.

Mi inchino di fronte al gruppo di Liriportal ed al suo fondatore Antonio.

Qui sotto il testo degli auguri di Natale fatti dal sito, con sarcasmo nei confronti di chi ce l'ha messa tutta per rendere le cose piu' difficili.



BUONE FESTE!PDFStampaE-mail
Scritto da Antonio Sessa   
Lunedì 22 Dicembre 2008 17:01
Con la presente desideriamo fare i nostri auguri , anche se non avremmo mai pensato però di doverlo fare con un po di rabbia e tristezza per le note vicende di questi giorni.

Buon Natale ai 3000 e passa passeggeri che sono rimasti a terra all'improvviso.
Buon Natale a chi era sull'aereo pronto a partire ed è stato fatto scendere.
Buon Natale a chi si è adoperato per far volare dopo 30 anni i salernitani e non dal Costa D'Amalfi.
Buon Natale a chi ha creduto in Salerno, a chi ha lavorato sodo per far si che tutto andasse nel miglior modo possibile.
Buon Natale sopratutto a chi in questi giorni DEVE lavorare per far si che il sogno non si chiuda per sempre in un cassetto.
Buon Natale ai dipendenti GAN, OrionAir , Consorzio Aeroporto Salerno e a tutti coloro che lavorano nell'indotto.
Buon Natale a chi ci ha elogiato per il nostro piccolo servizio che abbiamo cercato di dare.
Buon Natale a tutti i passeggeri che hanno usato lo scalo salernitano per i propri viaggi di affari e turismo.
Buon Natale a chi in questo primo anno di attività ha supportato e "sopportato" il nostro portale.

Buon Natale a chi ha lasciato a terra 3000 persone senza preavviso alcuno.
Buon Natale a chi ha bloccato l'aereo con tutti i passeggeri a bordo.
Buon Natale a chi ha non aveva mai pezzi di ricambio in magazzino.
Buon Natale a chi ha instituito un servizio Bus da/per l'aeroporto in orari a dir poco assurdi.
Buon Natale a chi dal primo giorno ha voluto evidenziare sempre e solo i problemi , inventandosi a volte anche false notizie.
Buon Natale a chi ha detto che il costo del biglietto "varia in base alla fila".
Buon Natale a chi crede che scioperare per 2€ sia un aiuto ai lavoratori e all'aeroporto.
Buon Natale a chi crede che 3 cartelli possano essere chiamati 
SEGNALETICA per un aeroporto.
Buon Natale a chi , nonostante il nome della SUA città fosse tra le destinazioni di importanti città 
NAZIONALI ED EUROPEE, ha voluto dissociarsi da questa struttura.
Buon Natale a tutti coloro che sono "apparsi" ad ogni occasione e a chi non perde tempo ad "apparire" non appena c'è un problema.
Buon Natale a chi crede che l'Aversana possa essere chiamata strada cosi com'è conciata.
Buon Natale a chi non è capace di aggiornare il sito dell'aeroporto e a chi l'ha hackerato.
Buon Natale a chi ci ha chiamato "venditori di piattini".


Alfredo da Dublino
Daccordo al 100% con quanto scritto sopra

Buon Natale ad Antonio Sessa ed ai ragazzi di Liriportal

Sunday, December 21, 2008

Mi Occorre Un Consiglio

Cari Blogger,

Bacco chiedo scusa per questo post tempestivo dopo il tuo, ma credo potrebbe interessare anche a te questo argomento.

Stasera scrivo perche' mi occorre un consiglio e molti di voi lasciano sempre commenti molto dettagliati e tecnici su ogni sorta di discussione. Ricordo Freddy ad esempio, Andima, Antonio recentemente sul burro chiarificato. Insomma ragazzi, qui siamo tanti e molti di voi hanno knowledge in tanti campi davvero interessanti! Ho bisogno del vostro aiuto.

E' da qualche giorno che cerco sul web di capire se in Italia e' possibile aprire un mutuo per l'acquisto di un immobile all'estero, ad esempio l'Irlanda. I tassi Italiani sono leggermenti piu' bassi che in Irlanda e sembra si possa avere il finanziamento anche superiore al 90% piu' facilmente.
Io sono intenzionato ad acquistare una 2 o 3 bedroom e spendere fino a 250000 € in Irlanda. Mi stuo muovendo ora e programmo di acquistare nei prossimi 12 mesi, approfittando dei tassi attualmente bassi e dal crollo del mercato irlandese. 

Credo che l'anno prossimo si tocchera' il minimo dei prezzi, poi dopo, nel lungo termine cresceranno o saranno almeno stabili. 
Questo e' quello che si prevede, e non sono io a dirlo ma riviste e quotidiani economiche abbastanza rinomati ed affidabili. Mi sto muovendo in anticipo in modo da essere pronto nei prossimi mesi in caso di un'occasione da non perdere.

A Lucan ho visto su daft una town house, tutti muri interni (non end of terrace) 3 stanze ed un bagno a 229000€, ottimo prezzo. Con quello che pago ora di fitto per una one bedroom pagherei il mutuo li. 




Insomma se vivo qui, devo dormire da qualche parte e pagare un fitto, e non voglio dividere con altri, quindi mi servono per forza 1000€ se voglio fittare e non in Gardiner Street o in qualche altro posto umido e malfamato.

Tanto vale spostarmi verso un mutuo con una rata di 1200  e versando i bonus o eventuali somme risparmiate nel tempo di tanto in tanto. Non intendo investire bensi vivere meglio, spendere non so 100€ in piu' d'ora di fitto ma non vivere in 40 mq, (il che SUCKS!) anche se si parla di Clontarf, zona posh di Dublino.

Voglio un posto mio, dove non devo pensare se sia un una buona idea o meno acquistare qualcosa per la casa, anche qualcosa di stupido come un mobiletto. Quando sei in fitto, non sai mai quanto resterai in quel posto e non vuoi regalare niente al landlord. 
Mio padre mi ha insegnato tanto riguardo il fai date a casa, come verniciare, costruire mobili, riparare guasti, insomma ogni sorta di lavoro tecnico che ti fa sentire la tua casa ancora piu' tua ed anche risparmiare qualche soldino. Mi farebbe piacere avere piu' spazio comodita'.

Qualcuno sa darmi un consiglio? Qualcuno sa se e' possibile accendere un mutuo nell'aera euro (non voglio aprirlo in altre valute!) pur residendo in un paese diverso da quello dove la banca offerente a sede?

Vi ringrazio anticipatamente!
Alfreo



Maxi operazione Anti Camorra

L'altro ieri, qui a Cava de' Tirreni e Vietri Sul Mare, hanno fatto una maxi operazione anti camorra.
Una quarantina di arrestati.

Niente di nuovo. Pur essendo una cittadina "abbastanza" civile, Cava de' Tirreni non è certo nuova a questa tipologia di operazioni. E non è passata indenne alla piaga della criminalità organizzata.

Mi hanno , però, fatto riflettere alcuni particolari.

Una maxi operazione di questa portata, in una cittadina di soli 55000 abitanti, fa capire di che dimensioni è il fenomeno camorra da noi.

Fa anche riflettere molto la tipologia di reato : spaccio di droga ed usura.
Da noi ormai la droga la trovi come le sigarette. Non sono stato certo io a dire che Napoli è il più grosso mercato di droga mondiale (parlatene con Saviano se non siete d'accordo).
E tra i giovani il consumo è fuori controllo. Prendono droga come se fosse "super figo", e non capiscono nemmeno che così finanziano il malaffare. Problemi loro, almeno credo.

Il reato di usura, invece, non fa altro che finire di uccidere un' economia ormai basata sul baratto.

Altro particolare che ha suscitato la mia attenzione, sono le fotografie degli arrestati sul giornale.

E così scopri arrestato un tuo vicino di casa, il datore di lavoro di tuo padre quando faceva apprendistato (che, da norma, non gli versò i contributi pensionistici), il tuo compagno di scuola delle elementari, il compagno di scuola delle medie di tua sorella, e qualche tuo omonimo. Si omonimo, perchè il mio nome e cognome a Cava de' tirreni è come Esposito Gennaro a Napoli, o Brambilla Fumagalli Cazzaniga a Milano, per capirci.

Ricordo che una volta i carabinieri mi vennero a prelevare. Considerando che il massimo reato che ho commesso in vita mia è stato tirare i "cuppitielli" alla professoressa d'Inglese in seconda superiore, ed un senso vietato in auto, a 19 anni, sono rimasto perplesso.
- Antonio Senatore?
- si
- ci segua
- perchè?
- lei lo sa bene....
- guardi, si sta sbagliando..
- è lei Antonio Senatore , nato il DD/MM/80? (formattazione europea)
- no, sono del 77, deve andare un pò più in la.
- Ah mi scusi, buona serata
- Buon lavoro

Non voglio vivere in questo ambiente.
Non voglio che i miei figli crescano in Campania. Mi spiace, è la mia regione, ci sono nato, ma non me la sono scelta.
Ora che posso scegliere, scelgo altro.

Bacco1977

Friday, December 19, 2008

Vergogna - Vergogna - Vergogna - Il sogno Aeroporto di Salerno sta' morendo

Cari lettori,

Oggi un post che forse non interessa a tutti voi. Oggi e' un giorno triste, e' successo quello che speravo non accadesse, l'irreparabile. E' successo tutto quello che avviene ad ogni buona iniziativa che riesce a decollare dalle nostre parti (pochissime) superando la marea di ostacoli creati dalla politica, burocrazia e crimine organizzato. Qualcuno ci mette il bastone tra le gambe, utilizzando ogni mezzo.

I voli sull'aeroporto di Pontecagnano sono stati congelati.
Si amici, avete letto bene.
CONGELATI.

Nonostante le prenotazioni andassero bene, nonostante ci fosse mercato.
Perche'?

Perche' a qualcuno non andava bene e perche' chi dovrebbe fare il proprio lavoro per la societa' non lo fa. Forse a Napoli a qualcuno non andava giu'. 
Perche' siamo parte di una terra dimenticata, soffocata. 

Se mai questa vicenda si risolvera', molti avranno paura di riprenotare, la fiducia sarebbe poca nello scalo. Proprio ieri avevo notato, con grande felicita' che lo scalo era presente in un sito che utilizzo per trovare le compagnie che coprono determinate rotte, http://www.whichbudget.com/

Credo solo che cio' che e' accaduto sia il motivo per cui in Italia tante iniziative non partono o muoiono per strada. E questo interessa a tutti, non solo a noi Cavesi.

Scusate il tono cosi drammatico e le poche parole, io stasera sono troppo giu' per poter scrivere un post lungo.


Salerno non decolla più
Stop voli da Pontecagnano
Annuncio a sorpresa quello fatto dalla Global Aviation Network che ha sospeso il servizio che assicurava per l'aeroporto di Salerno. La società che ha dato vita allo scalo in un lungo comunicato specifica le ragioni che hanno portato alla scelta, alcune legate agli scenari economici mondiali, ma altre a motivi locali. Fra questi la scelta di OrionAir fatta da Global Aviation Network come partner per operare i voli. ''Purtroppo e sorprendentemente, alcuni dei problemi che hanno creato maggiori disagi ai passeggeri sono venuti proprio dal velivolo'', si legge nella nota. Altro attore negativo di questa vicenda è stata la contrapposizione fra enti ed istituzioni: ''La politica locale è stata, in tutti questi mesi, così capace di influire negativamente sul destino dell'aeroporto, da rendere la cosa del tutto inspiegabile agli occhi di una società che si stava impegnando con tutte le sue risorse, finanziarie, tecniche e umane, per fare funzionare i voli. L'escalation di scontri, il cui apice è stato il momento in cui si è arrivati a provvedimenti giudiziari gli uni contro gli altri, hanno generato profondo disagio presso il pubblico, un calo della domanda, la convinzione presso molti che l'aeroporto avrebbe chiuso e la presa di posizione di alcuni operatori turistici, soprattutto agenzie del nord Italia, che 'Salerno non funziona', con conseguente vendita di biglietti su Napoli e disagio per i salernitani. Fattori quali minacce di scioperi, mancanza di segnaletica stradale, carenze infrastrutturali e altre situazioni poco piacevoli non hanno aiutato lo scalo a sostenere i voli di Global Aviation''. Gli ultimi incidenti sono stati la rottura del sistema VOR e l'azionamento da parte del personale di pulizia, dello scivolo d'emergenza che ha impedito i voli. Il presidente del conorzio aeroportuale, Augusto Strianese, precisa che l'aeroporto non chiuderà e che il consorzio è parte lesa in questa vicenda e si sta già attivando a trovare altre compagnie aeree disposte a garantire il servizio. I legali del consorzio sono già al lavoro, aggiunge, anche perché sono gia' stati venduti 3000 biglietti aerei per le prossime vacanze di Natale, ''il segnale più evidente questo della buona salute dello scalo salernitano e delle grandi potenzialità che ha''.


Ecco il link all'articolo

http://lacittadisalerno.repubblica.it/dettaglio/Salerno-non-decolla-piu-Stop-voli-da-Pontecagnano/1564133

Alfredo
Figlio di una terra dove non e' permesso sognare

Le rotte


Interno dell'aeroporto


Foto scattata da me agli inizi di Ottobre



Per tutti quelli come noi Cavesi a Dublino, quelli che non accettano il sistema. 
Continuate a lottare, continuate a sognare.
IO NON HO TRADITO


Correva l'anno......1982

Perchè un blog si possa considerare serio, come questo, bisogna coprire 3 argomenti principali.
Cucina.
Mignotte
Calcio

A livello di cucina i Cavesi a Dublino si stanno dando da fare. Non tanto a ricette a quanto a descrizione dei prodotti.

A livello di mignotte, purtroppo su questo blog esiste la censura. Tutti i post (quelli che scrive Bacco) passano e vengono revisionati da una ragazzona Campana di un metro ed ottantuno che, avendo deciso di sposarmi, ha messo il veto che non si parli di zoccole su questo blog. O che almeno io non lo faccia. Ha addirittura preteso fedeltà eterna. Io non so dove andremo a finire di questo passo.

A livello di calcio siamo veramente carenti.
Ed allora raccontiamo una bella favola.

Correva l'anno 1982
In serie B vi era una neo promossa. La Cavese. Allenata da Rino Santin. Squadra rappresentativa di una ridente città Campana di allora 42000 abitanti (oggi sono 52000) , definita "La Piccola Svizzera", per la particolare conformazione montuosa ed a valli del territorio, il tenore di vita decisamente più alto delle altre cittadine Campane e, non da poco, la proverbiale civiltà dei suoi abitanti: I Metelliani .
La città in questione era Cava de' Tirreni.

In serie B vi era una neo retrocessa. Per scandalo scommesse, il Milan è in serie B. Allenata da Ilario Castagner, la corazzata rossonera straccerà il campionato staccando di 8 punti la seconda classificata, la Lazio.
Tutte cadranno o a stento pareggeranno a San Siro. Tranne una squadra.
7 novembre 1982

Milan 1
Cavese 2
(primo tempo 1-1)
MILAN: Piotti, Icardi, Evani, Pasinato, Tassotti, Baresi E, Cuoghi, (Incocciati dal 61’), Battistini, Jordan, Verza (Romano ‘38), Serena. (12 Nuciari, 13 Benetti, 16 Damiani). All.: Castagner
CAVESE: Paleari, Gregorio, Pidone, Bitetto, Guida, Guerini, Cupini, Piangerelli, Di Michele (Bilardi 88’), Pavone, Tivelli (Puzone 84’). (12 Assante, 13 Magliocca, 15 Caffarelli). All.: Santin
Arbitro: Falzier di Treviso
Marcatori: Jordan al 23’, Tivelli al 26’, Di Michele al 55’. Ammoniti Guida, Jordan e Icardi per gioco scorretto. Tivelli per comportamento non regolamentare. Angoli 8-2 per il Milan (0-2 p.t.). Il calciatore Verza è uscito a causa di uno strappo alla coscia destra.
Note: Giornata fredda, cielo grigio. Spettatori 40.000 circa dei quali 30.384 paganti (7.438 abbonati) per un incasso di 218.425.500. Larga rappresentanza cavese (oltre 6.000 tifosi giunti dalla città campana, dai centri del nord Italia, da Svizzera e Germania). Presente in tribuna l’avvocato Sordillo, presidente della Federcalcio.

Il Milan passa al 22’. Discesa di Pasinato sulla destra, cross al centro e il colpo di testa di Verza viene respinto, ancora Verza di piede cerca di spingere la sfera in rete, ma la palla si alza e Jordan colpisce di testa spedendola alle spalle di Paleari. Sulla linea di porta Piangerelli effettua una rovesciata agganciando al volo il pallone.
L’arbitro è indeciso se la sfera abbia oltrepassato o no la linea bianca, ma il guardalinee corre verso il centrocampo e Falzier, nel dubbio, convalida il punto ai potenti rossoneri. Uno a zero e palla al centro. Sembra l’inizio di una débacle. Tutti attendono la goleada. Invece.

al 26’, Baresi libera male di tacco e subito Pavone si impossessa della sfera smistando sulla sinistra per Tivelli, che brucia Icardi sullo scatto Due tocchi al pallone e parte una sventola di sinistro dai ventidue metri che stende Piotti. Uno a uno.

l 55’ la svolta. Un’azione d’attacco degli aquilotti fa pervenire la sfera sulla fascia destra a Pavone, che trova uno sprint vincente su Baresi e crossa da fondo campo un pallone millimetrato per la testa di Di Michele, che surclassa Tassotti nello stacco e indirizza la palla oltre le spalle di Piotti. Due a uno in favore della Cavese. Miracolo a Milano

Poi d’incanto, giunge il triplice fischio finale. Cavese schierata a centrocampo e tifosi in delirio. Il Milan alla spicciolata raggiunge gli spogliatoi. Santin in trionfo. “Tutto il calcio minuto per minuto” commenta l’impresa della Cavese
Sembrava il Real Madrid.






Ecco lo storico tabellone:



Ecco l' undici agli ordini di Rino Santin





Dalla sinistra in piedi: Pavone, Gregorio, Scarpa, Paleari, Guida, Bitetto; accosciati: Puzone, Cupini, Piangerelli, Guerini, Tivelli.


Rino Santin:




Santin e (Lode a Te) Costante Tivelli:




P.S.
Alcuni anni dopo tre eroi (afammocc) Cavensi(antico nome medievale dato agli abitanti della cittaà) lasciarono i monti e le valli metelliane per recarsi nella Capitale Celtica, dando vita a questo blog.

Thursday, December 18, 2008

La situazione in Is(r)landa

Prendete questa inchiesta di Io Donna.
Invece di Islanda, cambiate la "s" con la "r".
Invece di Reykjavik, mette Dublino.
Invece di Bjork, metteteci Bono.
Invece di ***dottir o di ***sson metteteci Kennedy, O' Brien O'Reilly, Fitzgerald, Buckley,Ryan.
Invece del primo ministro, metteteci il Taoiseach.

E fatemi sapere come vi sembra il gioco.
Saluti

Bacco1977

Il reportage di «Io Donna»

Islanda: noi, popolo di ipotecati

Sono fallite tre banche e un intero Paese. Ma è un terremoto o una truffa? Passerà la nottata?

Li chiamano già «i vecchi tempi». Negli anni migliori c’erano più Range Rover qui che in tutta la Scandinavia. E per i compleanni dei vichinghi - come avevano ribattezzato gli yuppie delle grandi banche - il regalo preferito era Elton John che intonava happy birthday. Fino a due mesi fa l’unico problema era il rumore dei jet privati in decollo dall’aeroporto cittadino. L’unica preoccupazione una casa più grande, un Suv più potente, il prossimo week end a Parigi. Ora che le gru sono ferme, le casse vuote e c’è la coda per scappare in Europa, verrebbe da dire che se la sono cercata. Se non fosse che il freddo, l’aria e la neve bianca di Reykjavik sembrano una garanzia di innocenza. Come il sorriso di Gudny Magnusdottir che ha trentadue anni, cinque figli, è senza lavoro e si è messa in coda anche lei. Invece di lamentarsi va ogni mattina all’ufficio di collocamento, e mentre aspetta il suo turno offre a tutti biscotti alla cannella, cioccolata calda e musica natalizia con lo stereo che ha portato da casa: «Mi hanno licenziata, sono piena di debiti e il prossimo mese dovrò restituire la Skoda Oktavia che ho comprato l’altr’anno». Prende il thermos, versa una tazza anche a noi: «È un momento difficile, ma la mia vita è bella, e non ho paura di niente».

La vita è bella in Islanda. Anche in quest’inverno con quattro ore di luce e un buco da novanta miliardi di euro. Il 6 ottobre scorso il primo ministro Geir Haarde compare in televisione per annunciare che la festa è finita. Peccato: è stato bello spingersi fino a Copenaghen per issare la bandiera dell’isola sui Magasin du nord e l’Hotel d’Angleterre, le due perle commerciali degli ex colonizzatori danesi. Ed è stato bello pensare che i tycoon dei ghiacci potessero mangiarsi i consumatori inglesi della catena di giocattoli Hamleys, dei grandi magazzini Oasis, o addirittura dei supermercati Woolworth: «Per noi è sempre stato vitale muoverci, conoscere nuovi paesi e conquistare nuovi mercati» ci dice lo scrittore Einar Már Gudmundsson. «Basti pensare che nella nostra lingua stupido si dice heimskur, letteralmente “chi resta a casa”».

Peccato: sembrava un viaggio e invece erano debiti, fuffa, illusioni, un volo finanziario che si schianta tra le pernacchie del mondo. La festa è finita, le Range Rover sono ribattezzate game over, gli ultimi bar di lusso «fanno molto 2007» e Ólöf Sigfúsdóttir, antropologa dell’Accademia di Reykjavik, sintetizza con durezza il pensiero di tanti: «Per arricchirsi i nostri banchieri hanno ipotecato il popolo». Non resta che tornare a terra: cent’anni fa erano pareti di legno, tetti di torba e menù di patate. Oggi sono una montagna di debiti che travolgono i trecentomila abitanti dell’isola: «Ho comprato casa un anno fa» ci dice la giornalista Kolfinna Baldvinsdóttir in un italiano impeccabile. «Metà l’ho pagata in contanti, metà con un mutuo. Ad agosto dovevo alla banca dodici milioni di corone, tre mesi dopo sono diventati ventotto». C’è chi la chiama tempesta perfetta, chi terremoto finanziario, Kolfinna preferisce parlare di truffa legalizzata: «Dov’erano le autorità di controllo? Che faceva il nostro governo? Perché non hanno fermato il delirio dei banchieri?». Nell’agosto 2007 Jon Heidar, trasportatore ventinovenne, si compra un furgone con un mutuo di un milione e duecentomila corone: «Un anno dopo si sono ripresi il furgone, ho perso il lavoro, ma il mio debito è cresciuto a un milione e settecentomila corone». Un incubo: la corona perde terreno, ma i debiti sono in euro, dollari e yen. E così più paghi e più devi, più aumenta il valore del mutuo e meno vale il bene per cui ti sei indebitato. Il regista Jon Gustafsson racconta di un amico che sta per vendere casa pur di liberarsi delle ipoteche sul suo Toyota Land Cruiser: «Sono stati anni folli. Io ho studiato in Canada, e quando sono rientrato nel 2005 non ci potevo credere: in città si parlava solo di cilindrate, metri quadri e investimenti azionari». Sarà vero che la vita è bella in Islanda?

Qualcosa non andava già prima. E Björk, il geniale folletto che da Reykjavik ha conquistato le platee più esigenti del mondo, il 28 giugno fa un concerto a cui assiste un islandese su dieci: lo chiama Náttúra perché vuole protestare contro la costruzione di due megaimpianti di produzione di alluminio, e ricordare che c’è anche uno sviluppo diverso, con meno profitto, meno inquinamento, più qualità e più rispetto per l’ambiente dell’isola. Oggi a Io donna dice che la crisi è una chance: «Noi islandesi siamo pochi, e quando finiamo contro il muro ci finiamo tutti assieme. Ma siamo molto determinati, e sappiamo riprenderci in fretta. Spero che useremo questo momento durissimo per mostrare a tutti che si può lavorare diversamente ». Fa male la caduta, ma quel volo andava comunque fermato… «L’Islanda» continua Björk «è stata una colonia danese per oltre seicento anni. Dopo l’indipendenza del 1944 siamo cresciuti in fretta e con troppa ingordigia. Ora è il momento di essere umili e di tornare alle cose più autenticamente islandesi». Molto naturali, supertecnologiche.

Come le coltivazioni molecolari di Orf, azienda leader nella produzione di proteine che dalla crisi di questi mesi ha tutto da guadagnare: «Finalmente anche noi potremo assumere i migliori» ci dice il Ceo Björn Orvar. «Negli ultimi cinque anni i ragazzi più promettenti correvano tutti in banca». O come il Suv di Rósa Halldórsdóttir che invece di arrancare come i gemelli di città tra un caffè e una lezione di yoga corre sulle piste innevate che dal porticciolo di Höfn puntano al Vatnajokull, il ghiacciaio più esteso d’Europa. Qui la vita d’Islanda è bella davvero, a ogni curva tocca spalancare la bocca come bambini incantati, e a ogni sosta incontriamo tipi che farebbero felice Björk: pescatori contenti perché il paese ha di nuovo bisogno di loro («il crollo delle banche è la vendetta del pesce» ci dice un omome che ha appena venduto mille tonnellate d’aringhe), contadini che immaginano lussuose spa e alberghi di nicchia dove oggi l’ultima lingua del ghiacciaio incontra la prima sorgente d’acqua termale («ci vogliono due milioni di euro, ma vedrà che li troviamo»). In compagnia del suo Mitsubishi e dei suoi tre cani siberiani, Rósa Halldórsdóttir perlustra il deserto ghiacciato, mette in rete voci di terra e di mare, promuove progetti per il mercato dell’alimentazione e del turismo. Chissà se intendeva questo Björk quando ci ha detto: «Sento che possiamo cambiare. Se ci crediamo tutti ce la facciamo di sicuro».

A cambiare pensa anche Kristin Petursdottir, che a Reykjavik è diventata una star perché guida Audur, uno dei pochi istituti finanziari sopravvissuti al ciclone: «In realtà lavoravo in una delle grandi banche che sono fallite ad ottobre, ma due anni fa mi sono detta che non era per me: come donna non potevo accettare tanta opacità, tanta voglia di bonus e quell’ossessione per i profitti di trimestre in trimestre». Come donna? «Oh, sì. Sono convinta che c’è un modo femminile di stare sul mercato: ai nostri clienti consigliamo di investire in aziende con un futuro, ci siamo sempre tenuti alla larga dai prodotti di pura speculazione». Chissà se intendeva questo Björk dicendo che «quest’emergenza è una notte piena di luci di speranza». Ma intanto sarà notte un bel po’, e bisogna decidere con chi è meglio passarla. La piccola folla che si raduna ogni sabato davanti al Parlamento non ne vuole sapere di tenersi i leader che hanno sfasciato il paese. A guidarli è Hördur Torfason, celebre chansonnier che ha alle spalle trent’anni di scontri per i diritti dei gay d’Islanda. Gli chiediamo se è più dura ora o quando fece il suo clamoroso outing nell’agosto del ‘75. Ci risponde che allora erano una minoranza, oggi sono in piazza per tutti. La folla arriva, ascolta, applaude, si disperde in silenzio nei bar del centro. Lo slogan più gettonato è splendidamente laconico: «Noi protestiamo tutti». Il freddo, l’aria e la neve di Reykjavik sembrano una garanzia che tutti finiranno per rimettersi in piedi

Raffaele Oriani

Wednesday, December 17, 2008

E se la colpa fosse solo loro?

Sono appena rientrato in Italia. Accendo la televisione ed assisto ad una "bufera" politica che ha travolto la classe dirigente Campana.
Arresti ed avvisi di garanzia vari ad assessori e parlamentari. Bufera sul PD.

Era abbastanza evidente che in una regione con la disoccupazione al 20.5%, criminalità alle stelle, spazzatura ovunque, un territorio avvelenato da rifiuti tossici , un incidenza di tumori, leucemie, e malattie respiratorie il doppio ed a volte il triplo della media Europea, clientelismo galoppante, beh, era evidente che forse questo "pesce" puzzasse dalla testa.
Lo so che quando ad amministrare è la sinistra, è difficile credere che questa testa possa puzzare, ma pare che i qualunquisti avessero ragione.
In una regione con tutti questi problemi, non si poteva certo dire che la classe dirigente stesse lavorando bene.
Ma pare che a nessuno fosse passato per la testa che forse la giunta , la doppia giunta, comunale / regionale, della banda bassotti Iervolino/Bassolino, stesse lavorando bene per loro, ma male per noi.
Però era ancora divertente sentire, di tanto in tanto, che Bassolino era vittima del sistema, che la Iervolino fosse un sindaco "appassionato" , etc etc etc. parole, parole, parole. ideologia, mera ideologia, utopie (non irlandesi) che si scontano con i fatti, con la realtà.
La realtà recita questo: I politici Campani sono dei criminali, in giacca e cravatta, ma pur sempre criminali. Cominciano a somigliare fin troppo ai maiali di Orwell ( e non pensate sempre solo a Mastella).
Lo so, lo so , lo so! Ci sono delle eccezioni. Ma le eccezioni confermano la regola. E la regola è che sono peggio dei peggiori banditi e criminali. Uccidono un territorio. Uccidono un popolo che tanto potrebbe dare al progresso, al futuro dell'umanità intera.

Forse , invece di sparare sempre sull' Italia, e sugli Italiani , non basterebbe prendersela con i politici?
Invece di insultare sempre la nostra Patria e la nostra gente, perchè non insultiamo loro?
Perchè non li disprezziamo?
Perchè non gli tiriamo uova marce?
Perchè non li denigriamo?

Si, forse sono solo loro la causa di tutti i nostri problemi.

Perchè gli Italiani, quelli veri, sono brava gente.
Scusate lo sfogo.

Bacco1977

Tuesday, December 16, 2008

Niente Paura, c'e' l'immigrato.

Probabilmente noi Campani ci portiamo qualcosa dentro che scatta in un determinato momento, quasi all'unisono, dentro ognuno di noi, quando veniamo sottoposti alle stesse sollecitazioni.
E cosi' stamani Andima pubblica questo.
E Bacco invece racconta di alcuni episodi che, seppure in maniera indiretta, si riallacciano al discorso del giovane eroe (:P) Cilentano (non confondetelo con Pisacane, che non era Cilentano!!).

Luas verde, Sabato pomeriggio.
Direzione Dun Drum. Tram pieno, corsa forsennata agli acquisti. Alla fermata Windy Arbour, un'anziana signora, all' atto di scendere un gradino, cade. La caduta non e' colpa di nessuno,il guidatore non ha responsabilita', insomma son cose che accadono.
Nessuno si muove. Scena tipica: vacca con cappotto color cacca e rossetto rosso; piccola mignotta con i piedi sul sedile, vestita di tutto punto il giorno prima da Penny's, Serie di imbecilli che ridono e non si muovono. Si muove, dopo pochi secondi, un ragazzo che dal viso sembrava essere polacco (se non lo era, era allora il sosia del Papa Wojtyła da giovane), ed aiuta la vecchina a rialzarsi ed a scendere. Bravo l'immigrato. Ha fatto il suo dovere.

Luas verde, Sabato pomeriggio, ritorno in centro. Tram pieno.
Fermata, non ricordo quale.
Vecchina in cappotto rosso, sugli 85 anni, che sale. nessuno, e dico NESSUNO, si alza per farla sedere. Io la chiamo da lontano ad alta voce, dopo 2 minuti che vedo che nessuno la da sedere(ero abbastanza distante da lei)
Mi alzo e le tengo il posto, onde evitare che i maiali col rossetto (citazione da freddy) abbiano la becera idea di fregarsi il posto. La vecchina mi sorride, mi ringrazia, si siede, e mi dice :
"Hai fatto la tua buona azione quotidiana. Possa il Signore ricompensarti."
Giro lo sguardo verso una signora in cappotto color rosa chiaro (da maiale), e rossetto color cacca, esile figura di 120 Kg circa, seduta col suo enorme deretano sul sedile che spettava, DI DIRITTO, alla vecchina.
Le lancio un'occhiata che e' tutto un programma. Occhiata intrinsa d'odio in risposta.
L'immigrato Italiano ha fatto il suo dovere.

Giorno qualunque, Bushy park, terenure, fermata autobus.
Circa 10 persone alla fermata, tutti "OUIRUISH". Arriva una vecchina che a stento camminava. All'arrivo dell'autobus tutti si precipitano dentro come CANI in calore, bava alla bocca.
Rimane dietro l'immigrato italiano, che alcuni chiamano Bacco, qualcuno Bacc, qualcuno Mr. Bacc, altri semplicemente Antonio.
Prende letteralmente la vecchina di peso per farla salire in autobus. Fortunatamente si trova un posto.
L'autista gli fa un cenno con il capo di ringraziamento. Un signore anziano si toglie il cappello sorridendo.
Bravo l'immigrato. Ha fatto il suo dovere.


Giorno qualunque, Rathgar, in autobus.
Autobus pieno, e sono seduto . Ad una fermata c'e' una donna in passeggino.
Scena: "Ragazzini in tuta, uomini della mia eta', alcuni uomini di mezza eta', maiali vari con il rossetto.
Nessuno si muove. testa bassa. Si alza Bacco, che aiuta la donna a salire, e le cede ovviamente il posto.
Well done immigrant!!! But now go back to your fucking country.


Giorno qualunque, Rathmines, fermata autobus.
Alla fermata dell'autobus, donna anziana con il bastone. Camminava veramente a stento. Ero con Manuela. la aiuto a salire prendendola di peso, ma in autobus nessuno si alza per farla sedere.
Una ragazza, dal centro dell'autobus, dopo 2/3 minuti, mi fa segno che le cede il posto. La guardo bene. non e' Irlandese. Russa o Rumena, non riesco a capire. La signora dice che non si vuol sedere, perche' scende in 3 fermate, ed ha difficolta' a rialzarsi.
La aiuto a tenersi in piedi ed a scendere.
Bravo immigronzo. Continua cosi'

Se qualcuno si interroga del perche' ho usato un linguaggio cosi' forte, usando termini tipo maiali, vacche, mignotte ecc, rispondo subito.
Sono poche le cose che mi mandano in bestia: l'incivilta', la mancanza di rispetto verso anziani e deboli, l'arroganza.
Innanzi a questi comportamenti vado in bestia. Ma credo che dal post si capisca abbondantemente.

Cara Dublino. O forse cara Europa. Dove sono finiti i tuoi valori? Dove sono finiti i tuoi principi? Cosa insegni oggi ad i tuoi figli? Chi e' il tuo Dio?
E' forse il caso, che questa societa', cominci a vergognarsi.
Un paese che non ha rispetto per gli anziani, per i deboli, e' un paese senza futuro. Consumati Dal Consumismo , ma anche dall'arroganza, dall' ignoranza, dalla barbarie culturale.

Si Dublino, Si Europa.

Vergognatevi.

Bacco1977

Sunday, December 14, 2008

Un po' d' Italia a Dublino

Cio' che e' male:





Cio' che e' bene:


Saturday, December 13, 2008

Meeting a Cava

Ciao a tutti

vi invio un link dove potrete tovare il meeting che i ragazzi di cavesinati hano organizzato il 17 dicembre..

http://www.cavesinati.it/site/index.php

guardate anche questo link:

http://www.beppegrillo.it/2008/12/trentino_alto_a/index.html?s=n2008-12-13

la situazione si sta facendo insostenibile!!!

Vincenzo

Friday, December 12, 2008

Burro e Latte a Dublino

Solo una breve riflessione.
Uno spunto per una discussione, ancora di tipo culinario, piu' o meno.

Secondo me una delle cose piu' buone in Irlanda sono il latte ed il burro.
Siamo sinceri.
Io da bambino sono cresciuto con vero latte di mucca, fino all'eta' di 13 anni. Lo compravo da alcuni contadini vicino casa, e vi assicuro (da esperto ;P) che il latte che si trova normalmente nei supermercati Irlandesi mi ricorda quello che prendevo da ragazzino.
Il latte intero qui' e' cosi' corposo , che se hai qualche problemino di digestione, diventa imbevibile. Ma anche quello "Low fat" ha un'ottima consistenza. Ed il sapore, non si puo' descrivere. Sembra di bere la panna; veramente buono. Ormai non riesco a staccare Manuela dalla bottiglia di latte del Tesco.

Quando torno a casa, a Cava de' Tirreni, onestamente il latte che bevo sembra acqua a confronto, ma tranquilli, mi rifaccio con centinaia di altri prodotti culinari. L'Italia in cucina non la batte nessuno.

E che mi dite del burro? A me non e' mai piaciuto il burro in Italia. Qui riesco a spalmarlo sul pane. E' cosi' cremoso che e' veramente un alimento da poter consumare (con moderazione, molta moderazione) come pasto a se' stante.

Ho conosciuto una ragazza calabrese, mi pare si chiami Sabrina, amica anche del buon Pallotron, che mi raccontava che ormai non riesce a fare a meno del burro Irlandese. Ne mangia in quantita' industriali. Speriamo il suo colesterolo non ne risenta; per ora il fisico parrebbe di no.
Da quel che ho notato il burro Irlandese lo fanno salato e non. Quello non salato e' veramente una crema. Quello salato , per cucinare e' eccezionale.
Purtroppo gli irlandesi ne abusano. Ma questo e' un loro problema, di totale mancanza di un minimo di cultura alimentare;i risultati sono ben visibili in strada, tra la gente.
Volendo fare un paragone col burro che abbiamo in Campania, devo ammettere che quello Irlandese e' molto migliore sia in termini di gusto ma anche di qualita'.


Comunque , a proposito di latticini. Il buon Saviano, un anno fa, ci raccontava come la camorra dalle nostre parti ha messo le mani anche sul mercato ei latticini. Al minuto 4 comincia a parlare del burro Campano:



A voi i commenti, anche se preferirei si parlasse di latte e burro Irlandese su questo post. E magari paragonarlo a quello della vostra regione, visto che in Italia, anche il latte ed i latticini variano molto da regione a regione.

Sarei curioso di sapere che ne pensate di latte e burro in Irlanda.

Saluti

Bacco1977

Thursday, December 11, 2008

Consigli su un sugo di pomodoro

Ciao Ragazzi.

Ho scoperto da poco , al Tesco, un sugo di pomodoro abbastanza buono, ed economico.
Costa 31 centesimi al barattolo, abbastanza "affordable".

Sono i cosiddetti Plum Tomatoes (I nostri pelati ) di Tesco.
Fate attenzione: I Plum Tomatoes di Tesco in genere fanno schifo perche' acquosi e, appunto, ricoperti di acqua per riempire il barattolo.
La particolarita' di questi e' che sono ricoperti di sugo di pomodoro, invece che di acqua, e sembrano piu' maturi.

Ecco la confezione:







Come vedete, la confezione recita "Plum Tomatoes in Tomato juice".
Secondo l'etichetta, sono prodotti in Italia.



Fatemi sapere cosa ne pensate.
Evitate' pero' di abbinarli a paste strane tipo "Tesco", "Roma" , "Napoletanina" ed altre pseudo marche.
Tanto ormai la De Cecco la si trova quasi ovunque.

Salutoni

Bacco1977

Wednesday, December 10, 2008

Push or Pull? L' eterna lotta

Alzi la mano chi di voi, almeno una volta, innanzi ad una porta Irlandese, in un negozio, pub, libreria, caffe', non ha esitato qualche secondo innanzi alla scritta "Push" oppure "Pull".
E quante volte invece ti tirare (Pull) abbiamo spinto(Push) o viceversa?

Io vi confesso di essere, dopo 1 anno e mezzo, ancora un inetto a riguardo.
Sbaglio sistematicamente il meccanismo, tirare o spingere? Pull or Push?

Ne hanno fatte le spese alcune porte.
Emblematico quando nello StarBucks sono rimasto col maniglione d'acciaio in mano, ed il giorno dopo vi era un cartello enorme, dall'interno, con su scritto "PLEASE PUSH!!!".
Ricordo ancora la faccia della gente. Comunque, da buona persona civile, misi il maniglione di lato , poggiato al muro, e me ne andai al lavoro.

Anche la maniglia di O' Neills , a Pearse Street, nostro dopolavoro ferroviario, ne ha fatto le spese.

Sperando che non abbattiate tutte le porte d'Irlanda,

Vi saluto

Bacco1977

Monday, December 8, 2008

Bye Bye Polish Friend

La voce girava gia' da molto tempo, e le motivazioni erano varie.

Vuoi che la moneta polacca ormai aveva recuperato tantissimo sull' Euro.
Vuoi che la recessione si fa sentire, soprattutto nelle costruzioni.
Vuoi che prima o poi tutti si torna a casa.

Di fatto, era evidente a tutti che erano sempre di piu' i polacchi che stavano rientrando.
E daft ne era una prova. Mai viste tante case libere su quel portale.
Poi bastava guardarsi in giro, negli uffici, tra amici, tra conoscenti, per capire che era ormai piu' di una tendenza.

Sinceramente pero', non mi aspettavo un numero cosi' grande.
Saranno il 33% dei 200.000 polacchi ora presenti, che lasceranno l'Irlanda in un anno.
Un altro 13% lascera' in due anni.
fanno 100000 in due anni, se non erro.

Una cifra astronomica. Resta da capire che impatti ci saranno sulla vita di tutti i giorni, sull'economia, sui prezzi delle case.

Ecco il link alla fonte.
Staremo a vedere

Saluti

Bacco1977

Cava Dei Tirreni