Showing posts with label brutta Italia. Show all posts
Showing posts with label brutta Italia. Show all posts

Thursday, March 11, 2010

L'Europa Lontana

Il 4-0 di ieri sera del Manchester al Milan stende definitivamente un velo pietoso sul livello del nostro calcio.
Oggi Sconcerti sul Corriere parla di Europa sempre piu' lontana.
Mi ha colpito la seguente frase:

"La mia opinione è che Leonardo abbia inventato un Milan che in realtà non può esserci. Esiste in Italia, dove il calcio è mediamente superato e infatti la Roma su 24 partite perde le uniche 2 volte che gioca con una normale squadra straniera (il Panathinaikos). E il Genoa esce al primo turno di Europa League. Non è il Milan a essere sbagliato, siamo noi ormai a livelli minimi, un po’ greci e un po’ turchi. Cioè sempre convinti di essere i primi e ormai sempre disillusi."


Beh, vi posso assicurare che questa frase la si puo' estrapolare dal contesto calcistico ed applicare ovunque.
Siamo sempre convinti di essere vestiti meglio degli altri.
Di avere le migliori universita'.
Di avere le migliori scuole.
I migliori medici.
I migliori ospedali.
I migliori laureati.
I migliori letterati.

La verita' e' che siamo ai livelli minimi su tutto. Un po' Pupo ed un po' Moccia. Ma sempre convinti di essere i primi e sempre disillusi.


Bacco1977

Wednesday, March 10, 2010

Riguardo la chiesa e la criminalita' organizzata

Ultimamente la chiesa mi sta deludendo piu' di quanto lo facesse gia' prima. Lo scandalo sugli abusi sessuali proprio non mi va giu'. Se e' vero che ci sono mele marce ovunque, non e' proprio accettabile il fatto che questi abusi siano stati coperti.
Dov'e' Dio nei cuori di questi sporchi bastardi? Sono attaccati al potere allo stesso modo dei politici corrotti. Preferisco di gran lunga un politico corrotto ad un membro del clero che copre un abuso sessuale.

Nel nostro immaginario la chiesa e' un'organizzazione da rispettare. Dio e' da rispettare, la religione, le religioni pacifiche lo sono, come il cristianesimo, ma non la chiesa, com'e' oggi.
Ci sono voci di protesta all'interno della chiesa. Qualcuno ha coperto e copre anche la mafia si sa. In Italia, soprattutto nei paesini, le persone vengono attirate in chiesa tramite la venerazione dei santi, non di Dio. Questo non e' positivo. Ho conosciuto una suora a Dublino, una signora gentilissima a cui non ho chiesto l'eta' ma mi ha detto che ha piu' di 80 anni. Le ho chiesto cosa ne pensa della venerazione ossessiva dei santi, anzi delle statue dei santi. Lei mi ha spiegato che i santi intercedono tra noi e Dio ma non sono Dio. Nelle preghiere dovremmo rivolgerci prima di tutto verso Dio per essere ottimi cristiani.

Bando alle ciance ora vado verso il nocciolo del post, l'intreccio tra mafia e chiesa in alcune zone del bel paese. La chiesa purtroppo spesso e' complice o semplicemente come potere non si esprime. Questo e' dispregevole. La falsa cristianita' dei boss mafiosi e il far finta di non sapere o vedere della chiesa mi provocano repulsione, disgusto ed in aggiunta la classe politica non fa nulla, accetta il sistema, se ne lava le mani. L'Italia e' ammalata di un tumore che ha attaccato i poteri dello Stato. Questo e' il problema.

L'articolo che vi propongo e' molto interessante e profondo. E' un'analisi che condivido della nostra societa'. Buona lettura.

Dimenticavo, onore ai preti onesti, quelli che hanno davvero a cuore i fedeli.


Mafia, la protesta dei vescovi del Sud

"Basta feste religiose nei comuni collusi"


PALERMO - Basta con la timidezza della Chiesa, basta con il sostegno ai politici che scendono a patti con la criminalità, basta con la falsa religiosità dei mafiosi. Dopo il documento della Cei sul Mezzogiorno, scendono in campo i presuli di trincea con due proposte forti: uno "sciopero elettorale" che sottolinei l'inadeguatezza della classe politica e l'abolizione delle feste religiose nei paesi in cui regna la criminalità mafiosa.

Da Locri ad Acerra, da Mazara del Vallo ad Agrigento: i vescovi di frontiera parlano dalle colonne di Famiglia cristiana e fanno autocritica per le timidezze del clero. Così Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del Consiglio per gli affari giuridici della Conferenza episcopale italiana, teme una Chiesa "icona dell'antimafia", che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità e lancia il guanto di sfida per non lasciare lettera morta il recente documento della Cei sul Mezzogiorno. "Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà, avremo fallito. Anche nelle nostre comunità - dice - occorre riflettere sul senso della parola terribile citata nel documento: collusione". Monsignor Mogavero, che nei giorni scorsi era intervenuto con durezza sul decreto per la riammissione delle liste del Pdl per le Regionali e sulle leggi "ad personam", ora invita i fedeli ad azioni dimostrative: "Ogni comunità - propone - scelga un argomento in relazione alla situazione del proprio territorio e agisca: pizzo, usura, corruzione della politica, mafia devota che offre soldi per le feste popolari".

Invita invece ad uno sciopero elettorale don Riboldi. "Adesso tocca a noi - dice il vescovo di Acerra - Ai politici bisogna dire: o ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più. I cristiani al Sud devono svegliarsi. Oggi sono continuamente assistiti. Il Mezzogiorno non è l'Italia, oggi si può dire che è una zona annessa. Sarà brutto, ma è così. In 50 anni al Sud ho visto solo parole ed errori: fabbriche nate e morte, terreni agricoli devastati, turismo in abbandono. Le mafie hanno avuto terreno fertile, arato dallo Stato e da un sistema di corruzione e di collusione impostato con straordinaria efficacia. E la gente ha subito e si è rassegnata". Don Riboldi non risparmia dure critiche ai rappresentanti delle istituzioni: "La cultura dell'illegalità è stata diffusa dallo Stato. E non mi consola vedere che proprio chi ha contribuito alla logica della corruzione propone una legge contro di essa. La camorra domina i cuori e le menti. Impedisce ai ragazzini di andare a scuola, perché è lei che li vuole educare. Eppure tagliamo i fondi alla scuola. Bisogna tagliare i ponti, anche quelli tra le nostre chiese e la cultura mafiosa, che spesso dimostra di essere devota". Un concetto che sta molto a cuore al vescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, quello che a Natale tolse i Re Magi dal presepe lasciando la scritta: "respinti alla frontiera" come immigrati clandestini. Oggi dice: "Aboliamo ogni festa religiosa nei paesi dove si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l'unica ammessa".  E Giuseppe Morosini, vescovo di Locri, ammette le responsabilità: "Bisognava essere più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida".



Fonte:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/10/news/mafia_feste_religiose-2574730/

Sunday, March 7, 2010

La scuola fallita

Ringrazio il direttore per la segnalazione. Si tratta di una puntata di "Presa Diretta".
Prima di scrivere qualunque cosa guardatevela tutto.
La parte delle scuole private di Milano e' spettacolare.
Sugli uffici fatiscenti (ovvero scuole di merda, con merda intesa come costruzione), ne abbiamo parlato a sufficienza in passato, per cui glissiamo.
Mi spaventa l'incapacita' della scuola di riuscire a sfruttare il potenziale degli alunni.
Ed ovviamente mi spaventano i tagli

Ecco il link.

Tutti meravigliati di Napolitano.....

Non e' sempre vero che ogni paese ha il governo che si merita.
Pero' sembra che, nel nostro caso, abbiamo il presidente della Repubblica che ci meritiamo.
Cosi' come meritavamo Pertini ai suoi tempi (e' positiva verso Pertini e verso l'Italiaquesta affermazione).

Oggi siamo tutti contro Napolitano.
"Arbitro non imparziale."
" Senza spina dorsale"
"Da sempre amico di Berlusconi"

ecc ecc.

Eppure Napolitano non mi pare sia membro di Forza Italia e non e' mai stato una mente di destra o filo berlusconiana.
Napolitano e' uno storico militante e mente del PCI.
Uno che "saluto'" l'intervento militare dell'allora Unione Sovietica con queste parole di liberta':
«L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo»

Tutto questo mentre i ragazzi di Budapest morivano per difendere la loro patria.
Morivano. non giocavano coi megafoni e le sciarpette viola.

Insomma. Un altro paladino della liberta' (come i due citati nel post precedente).
Ora mi chiedo.
Ora mi domando. Ma quando avete applaudito alla sua elezione, conoscevate la caratura morale di quest'uomo?

Di cosa vi meravigliate se ora, come presidente della Repubblica, fa letteralmente vomitare?


Io non mi meraviglio. Ho sempre saputo di che pasta fosse fatto.

Bacco1977

Saturday, March 6, 2010

Il popolo viola



Paladini della liberta eh?
Cercate di essere coerenti e prendete questi signori a calci nel culo quando li vedete nei vostri cortei.
Altrimenti non avrete fatto altro che l'ennesimo corteo col megafono, in stile radical chic, con sciarpettine viola e giubbettini alla moda. Tipologia di corteo molto in voga nell'Italia senza spina dorsale degli ultimi quindici anni. Tipologia di corteo che alla base non ha nulla, se non la puzza di falso intellettualismo. Moderni compagni di lotta che non sanno lottare, perche' semplicemente non avete nulla per cui lottare.

Non avete nulla per cui lottare.


Per cui mi ripeto. Se volete essere coerenti, quando li vedete nel corteo con voi, prendeteli a calci nel culo.

Solo in tal caso avrete il mio appoggio.

Altrimenti, con le vostre sciarpette viola, pulitevici il culo. Saranno d'utilita' maggiore.

Bacco1977

Friday, March 5, 2010

Non e' la Dart




Sulla Dart ci trovate i giornali la mattina, qualche lattina a terra e la gente che stende comodamente i piedi.

Non e' bello a vedersi ma e' mooolto lontano da cio' che si vede nel bel paese dell'amore.

Bacco, ma perche fai questi post?
Per ristabilire la verita'.
Quale verita'?
Quella che ci dice da quale parte sta la merda....

Io spero che questa video faccia riflettere molti. Soprattutto tra quelli che parlano a vanvera.


Bacco1977

Un confronto....

Secondo voi tra

Romafaschifo

e

barbaropoli

chi vince?

Secondo me Romafaschifo vince proprio a mani basse.
Cioe', il paragone non si porrebbe nemmeno.
Barbaropoli tende a rimarcare le tendenze "barbare" del mondo anglosassone.
Romafaschifo mette a nudo quella che e' ormai una fogna a cielo aperto, ma che i romani continuano a difendendere con imbarazzante ardore.

Secondo me questo post non ha senso, ma vorrei una vostra opinione.


Bacco1977

Tuesday, March 2, 2010

Fabrizio Corona in cattedra a Salerno (Merda)

Proseguendo la sua lunga tradizione di docenti di livello e fama mondiale, nonche' produttrice di svariati premi Nobel, laureati con competenze superiori alla media europea, ed una ricerca tra le prime nel mondo, l' Universita' degli studi di De Mita, ehm, di Avellino, ehm, scusate, di Salerno oggi fa salire in cattedra un noto scienziato e dottore dell' informazione.

Un re Mida della comunicazione mondiale. Un Guru del marketing. L'uomo che vede il futuro. L'uomo che sa il futuro. L'uomo che ha creato il futuro.

Signore e signori: Fabrizio Corona in cattedra a Fiscianooooooooooooooooooooo.
A spiegarci il caso marrazzo

"

SALERNO (2 marzo) - Fabrizio Corona, all'Università degli Studi di Salerno, sale in cattedra, in un convegno, e parla anche del caso Marazzo. «Per primo sono venuto in possesso del materiale in questione ma non l'ho utilizzato», confessa alla platea di studenti. «Ci si scandalizza tanto, ma gli altarini da scoprire sono sia a destra che a sinistra, senza distinzione. Le foto, comunque, raccontano fatti inequivocabili - ha aggiunto - Si può camuffare o nascondere una notizia, ma non si potrà mai modificare una foto». «Quella appare per come è la realtà - conclude - Rappresenta la verità, con tutte le sue conseguenze».

L'11 febbraio scorso, lo stesso Corona, al termine dell'audizione in procura a Roma in relazione al caso Marrazzo, in merito al video che ritraeva l'ex presidente della Regione Lazio in compagnia del transessuale Natalie, aveva detto: «Forse me l'hanno proposto, non ricordo. Ricevo oltre duecento telefonate al giorno. Se anche me lo avessero offerto non lo avrei accettato perchè ormai non faccio più questo lavoro e comunque un video del genere non è commercializzabile come invece le mie foto dei calciatori».


Applausi.
Da notare il branco di idioti che lo circonda.

Voi ce lo vedreste uno del genere al Trinity di Dublino? Io no.
Per cui.

Italia merda.

Bacco1977

P.S. non sbavate troppo nei commenti

Friday, February 26, 2010

Esser ciechi in Italia

Tempo fa scrissi un post sui ciechi a Dublino. Quelli che incontravo. Quelli che in qualche modo vedevo durante il percorso casa lavoro.
Eccolo qui.
Nonostante Dublin Bus manchi di un sistema di segnalazione delle fermate (upgrade in corso ma che richiedera' almeno altri due anni) la chiamata della fermata alla persone disabili viene fatta dall'autista.

Comunque, tra i commenti del post, il solito anonimo(dall'ip era veneto) mi faceva notare che anche dalle sue parti i ciechi venivano trattati bene. Anzi, ai disabili pensavano le associazioni che portavano loro anche la spesa a casa.
E' bene che vi siano le associazioni. Ma io sono del parere che la societa' stessa debba consentire ai disabili di vivere dignitosamente, rimuovendo le barriere, fisiche e mentali. Prima fisiche, possibilmente. Architettoniche ad esempio.

Ieri due articoli parlano dell'essere ciechi sia nelle grandi, che nelle piccole citta', in Italia.

Qui, a Treviso, il cane non puo' entrare.

Pagate bastardi


Qui le grandi citta' vengono bocciate.

Bacco1977

Thursday, February 25, 2010

Un paese a puttane

Un Primo Ministro puttaniere.
Il capo della protezione civile corrotto e puttaniere.
Mafiosi in Parlamento
Governatori di regioni che fanno affari con la camorra.
Assessori regionali camorristi.
Sindaci di grandi citta' collusi con la mafia.
Tra Nord e Sud ormai quasi nessuna differenza, in termini di rapporti con la malavita.
Grandi manager mafiosi.
Figli di leghisti semi analfabeti con incarichi di prestigio.
Gente totalmente analfabeta in uffici pubblici.
Dirigenti di Google arrestati perche' non filtrano la verita'.

Io sono quasi scioccato.


Bacco1977

Monday, February 22, 2010

A rischio il 70% dei comuni

Finisco ora di leggere un articolo su Repubblica.

Il 70% dei comuni d' Italia e' a rischio frane, valanghe, alluvioni, dissesti, eruzioni e fine del mondo.

Cosa vuol dire alla fine dei conti? In sostanza? Provando a tirare le somme?

Tirando le somme: il 70% delle abitazioni in Italia e' costruito una merda.
Dato di legambiente, mica di Bacco.

Ovviamente riprendo la mia solita cantilena da vecchio rimbambito. Io lo dico da sempre. Legambiente si sveglia oggi?

Fortuna che abbiamo miscelatori e bidet.

In effetti spesso si vede, dopo le frane o le alluvioni, che l'unico pezzo rimasto intatto e' il bidet.

Ironia della sorte. Morire con il culo pulito.

Bacco1977

Saturday, February 20, 2010

"Italia amore mio"




Passato l'imbarazzo iniziale, provo ad analizzare cio' che abbiamo appena ascoltato.

A parte che hanno rovinato, per sempre, i ricordi stupendi della notte di Berlino. Va bene, ce ne faremo una ragione, Magari tra qualche tempo la dimenticheremo ed il ricordo di quella stupenda notte ritornera' nitido.

Non voglio analizzare la performance canora; non sono un esperto di canto per cui lascio ad altri l'ardua sentenza.
Mi soffermerei sul testo. Il giudizio e' abbastanza banale. Fa cagare. Ovviamente in senso figurato. Non penso che nessun medico da qui ad un prossimo futuro ne consigliera' mai l'ascolto per stitici cronici.

La cosa che pero' mi ha fatto sobbalzare dalla sedia sapete qual'e'? Ve la dico?

Non ci crederete, ma questa canzone mi ha riportato alla mente i miei quasi tre anni da blogger e geek in generale . Le parole della canzone sono le stesse che spesso sono state scritte su questo blog, nei commenti, quando si e' cercato di attaccare (senza ovviamente costruire mai una tesi che avesse un minimo di sostanza) i nostri post che denunciavano il declino, in ogni senso, del nostro paese.
Le parole che piu' o meno sono arrivate erano "la nostra cultura", "siamo campioni del mondo", "gente onesta che lavora", "gente che si vuole bene e si abbraccia", "paese del sorriso", ecc.

Per cui, non debbo fare altro che riprendere un po' di vecchi post. Magari andare in giro su altri blog dove eredi di Pupo e Moccia si sbizzarriscono a dare una chiave di lettura della nostra superiorita' rispetto a qualunque altro popolo che non conosca bidet e giubbotto monnezza. Anche un giretto su qualche forum, tra irlandando, altrairlanda. Qualche commento su blog di freddy dove qualcuno dice che siamo superfighi perche' abbiamo il miscelatore. Ora che mi ci fate pensare. Il miscelatore! Il bidet! Perche' Pupo non ha menzionato questi preziosi? Forse perche' e' venuto a sapere che i Cavesi a Dublino hanno tutti e tre il miscelatore in casa? Ecco perche' dico sempre di non dare troppe informazioni personali sul blog.
Nella canzone di Pupo manca il riferimento al bidet. Per il resto sarebbe stata perfetta. Comunque, come dicevo, basterebbe raccogliere queste varie perle di saggezza sparse per il web, comporre una canzone e proporla a Sanremo con gli altri due Cavesi. Sara' difficile fare peggio di questi tre incapaci.

E' veramente imbarazzante. Questa canzone riassume totalmente l'Italia di oggi. Campioni del mondo (ancora per poco purtroppo), ma totalmente in declino.
L'ideale, per chiudere in bellezza, sarebbe stato che i tre si fossero presentati con le scarpine fighette sportive tanto in voga ed il giubbotto monnezza!

Se mi chiedessero di descrivere l'Italia di oggi, farei ascoltare questa canzone e ne tradurrei il testo per i non Italiani.
Grazie a questi tre mentecatti che la cantano posso finalmente andare a dormire soddisfatto. In questi tre anni avevo ragione. L'Italia e' un gran paese di merda.

Si lo so, i cantanti bravi ci sono. Ne sono consapevole, ascolto anche molta musica italiana. Il problema e' che , in un paese di merda, va avanti tutto cio' che e' di merda. In questo caso la musica ed i cantanti. Alla faccia di coloro che sono artisti veri, con le palle , che faticano e tirano fuori delle grandissime opere (che nessuno conosce).

Mi sono sfogato.

Ad ogni modo, dopo averla ascoltata, mi e' venuta voglia di buttare il passaporto nel cesso ed acquisire la nazionalita' francese, chiamare il mio primogenito Zinedine e tifare Salernitana.

Una cosa abominevole. Ma dove arriveremo?

Bacco1977

Monday, February 15, 2010

Rubentus



Qualcuno adesso me lo spiega... Con calma.

Sunday, February 14, 2010

Intravedo un futuro brillante....



Io veramente non vedo speranze.
Ma se a voi va bene cosi'.

A Rute'.... Ma le regioni non erano venti?
Magari sbaglio io...

Indovinate di quale barbaropoli si parla....

Prendiamone uno spezzone:

"Rome isn't really my favorite city - don't get me wrong, there's of course lots and lots of history, impressive buildings, sights, ruins and architecture, not to mention some of the finest art treasures in the world. But it is also noisy, dirty, packed with tourists, unfriendly and full of panhandlers, beggars, pickpockets and all kinds of riffraff (who seem to have increased in numbers since I was last here). After a couple of hours of walking around in the drizzle I get tired and depressed enough to head back to the airport, taking the metro to Termini (while waiting a lady tries to pickpocket me while using her infant as a bait to get my attention away from what her busy hands are doing, thankfully I notice this on time and give her a small lesson in swearwords in Finnish. Yet another reason to dislike Rome) and waiting for too long for the next "Express" train."

Ecco la fonte.


Non posso che essere d'accordo con le impressioni dell'educato autore. Fin troppo educato nel descrivere la citta' eterna.

La cosa incredibile era anche, in periodi di vacche grasse qui in Irlanda, dover ragionare con alcuni romani a Dublino. La cosa che li infastidiva erano le pozze di vomito.
"Che schifo il vomito..."
Io a Roma ci ho vissuto oltre un anno. Volete sapere cosa vedevo?
Questo.
Ovviamente che Roma Termini sia un cesso travestito da stazione questo non infastidisce. Vuoi mettere? Siamo a Roma!
"Er colosseo, er cupolone". Peccato che questi patrimoni dell'umanita' siano circondati da cio' che il nostro amico ci ha descritto.

Degrado, sporcizia, cattiva educazione.So gia' che molti adesso commenteranno contro di me difendendo l'indifendibile e tirando fuori qualche difetto di Dublino (che indubbiamente ne ha).
Ma il degrado che si vede OGGI a Roma, qui, se non me ne vado a Finglas o Ballymun(che tra l'altro stanno riqualificando) non lo trovo a nessuna parte.

Se oggi venisse qualcuno e mi offrisse un lavoro migliore ed il doppio dei soldi che prendo qui per tornarmene a viver a Roma, gli direi di tenerseli.
Opinioni personali. ma da quello che si legge in rete sembra, finalmente, che non sia piu' il solo.

A riguardo, ci rimando ad un vecchio post di una ragazza sarda a Dublino.

Le stesse impressioni hanno avuto colleghi POLACCHI ed Irlandesi quando hanno visitato Roma. Bei monumenti, belle piazze, belle zone, il tutto avvolto da sporcizia, zingari, cattiva educazione, traffico, caos, degrado.

Poi parlano di Napoli. Se non ci fosse stata l'emergenza rifiuti, Napoli sarebbe da considerarsi IMMENSAMENTE piu' pulita,civile ed educata di Roma.


Buona domenica a tutti.

Bacco1977

Friday, January 29, 2010

Rapporto Eurispes: «Gli stipendi italiani tra i più bassi dei Paesi industrializzati»

E che ne parliamo a fare? Parliamo di notizie serie.
Chi dice non sia vero, chi afferma il contrario. Gli stipendi italiani, il dilemma del XXI secolo. Il rapporto OCSE sostiene che gli stipendi netti italiani siano al 23esimo posto tra i paesi industrializzati, poco piu' di 14000 euro medi netti all'anno e che in alcuni casi gli affitti sono cosi alti in proporzione allo stipendio che per vivere in una zona centrale in una delle otto citta' esaminate occorrerebbe il 116% del reddito di una famiglia che intasca 20000 euro annui. In pratica non si puo pagare l'affitto con un solo stipendio in centro citta'.

Non per fare il solito paragone, ma vivendo a Dublino io porto un esempio dalla citta' dove vivo. Oggi uno stipendio minimo e' intorno a 1400/1500 euro e l'affitto di un bel appartamento in ottimo stato di 50 metri quadri con una stanza costa 800/900 euro in zona centrale, a pochi minuti a piedi dalla linea del tram e dalle due stazioni principali. Spostandosi di meno di 2 km, sempre all'interno della citta' l'affitto scende, e di molto. Insomma un single con un lavoro come lavapiatti puo' permettersi un appartamento al centro.

E' possibile a Roma? Ed a Milano? Non credo. Un neolaureato fortunato si ritrova al massimo 1100 euro ed una camera costa oltre 500 euro, quanto un monolocale? Qualcuno mi dia informazioni per favore.
Questo post nasce allo scopo di protesta, una protesta contro questa ingiustizia. Non e' un post scritto per fare invidia a nessuno che si ritrovi a vivere e lavorare in Italia al momento.

Non voglio dilungarmi troppo, vi lascio alla lettura dell'articolo preso dal Corriere . Per chi sostenga che il Corriere sia comunista, la notizia appare anche sul Sole 24 Ore . Vi consiglio inoltre la lettura di questo articolo ed il rapporto Eurispes.

Qui sotto il testo integrale come dal Corriere. Buona lettura.



Rapporto Eurispes: «Gli stipendi italiani
tra i più bassi dei Paesi industrializzati»
L'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta dell'Ocse. E l'affitto può assorbire tutto il budget familiare

MILANO - Gli stipendi italiani sono tra i più bassi dei Paesi industrializzati. «Dalla classifica 2008 relativa alle economie che fanno parte dell'Ocse emerge che, a parità di potere d'acquisto, l'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi monitorati, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro». È quanto si legge nel "Rapporto Eurispes Italia 2010 (scarica il testo completo in pdf).



(Fotogramma)LA CLASSIFICA - «Tra i paesi con il maggior salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari si collocano tra i primi dieci: Corea del Sud (39.931 dollari), Regno Unito (38.147), Svizzera (36.063), Lussemburgo (36.035), Giappone (34.445), Norvegia (33.413), Australia (31.762), Irlanda (31.337), Paesi Bassi (30.796) e Usa (30.774) - continua l'Eurispes - Il nostro Paese con 21.374 dollari occupa invece la ventitreesima posizione. «Volendo fare un paragone con gli altri cittadini europei, il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44% rispetto al dipendente inglese, guadagna il 32% in meno di quello irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 19% in meno di un greco, il 18% in meno del cittadino francese e il 14% in meno di quello spagnolo. I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei paesi industrializzati, mediamente il 17% in meno della media Ocse, il cui valore è pari a 25.739 dollari».

LA CRISI - Il rapporto Eurispes, come sempre, scatta un'istantanea del nostro Paese sotto molti punti di vista. Sempre analizzando il quadro economico italiano, la ricerca rivela che nonostante la crisi «galoppante» a livello mondiale, il sistema produttivo italiano ha registrato un aumento delle imprese di 28mila unità nel secondo trimestre del 2009. Aumento che ha riguardato per lo più imprese individuali con titolari non giovanissimi, visto che la percentuale di giovani imprenditori con età inferiore ai 30 anni è diminuita, mentre è aumentata quella relativa alla fascia di imprenditori tra i 30 e i 49 anni. E sono in particolare le «imprese rosa» quelle che resistono meglio alla crisi.


AFFITTI - L'Eurispes si occupa anche di redditi familiari, sottolineando che un affitto ormai può pesare sul budget di una famiglia con un reddito annuo di 20 mila euro l’anno e che abita in una zona centrale fino al 116 per cento. L'Eurispes confronta il canone di locazione annuo medio di otto città (zona centrale o periferica) con un reddito lordo disponibile di 20 mila o 30 mila euro. Una famiglia con un reddito annuo di 20mila euro che volesse vivere in una zona urbana centrale di una delle otto città considerate, afferma l'Istituto, dovrebbe destinare al pagamento del solo canone di locazione (escluse quindi le spese accessorie), una percentuale del proprio reddito compresa tra il 24,8% e il 116,6%, mentre in zona periferica la stessa percentuale varierebbe dal 20,2% e il 67,5% (rispettivamente Palermo e Roma). L'incidenza del canone di locazione su un reddito di 30mila euro l'anno «risulterebbe, ovviamente, inferiore, ma tutt'altro che trascurabile», si sottolinea nel Rapporto: Varierebbe, infatti, tra il 16,6% e il 77,8% in una zona urbana centrale e tra il 13,4% e il 45% in periferia (rispettivamente Palermo e Roma). Inoltre, una famiglia su tre non arriva a fine mese. L'Eurispes rileva però «segnali di ripresa» perché diminuiscono gli italiani che devono »raschiare il fondo del barile» o che hanno difficoltà a pagare il mutuo o l'affitto. Rispetto allo scorso anno, spiega l’Eurispes, sono in diminuzione le famiglie che hanno necessità di utilizzare i risparmi familiari (42,9% del 2010 contro il 51,2% del 2009) o che hanno difficoltà a pagare la rata del mutuo (23,3% del 2010 contro il 34,3% del 2009) o il canone d'affitto (18,1% del 2010 contro il 23,1% del 2009). Il 30,8% delle famiglie italiane inoltre, riesce a risparmiare qualcosa.

BANCHE - La maggioranza degli italiani, sottolinea ancora l'Eurispes, è critica verso le banche: per l’86,1%, quasi 9 su 10, gli istituti non sono in grado di farsi carico delle necessità delle famiglie. Per quanto riguarda l'onerosità dei prestiti bancari, il giudizio degli italiani è «decisamente negativo»: quasi la metà (45,7%) di coloro che hanno avuto accesso al credito «negli ultimi tre anni ritiene che il tasso di interesse applicato sia alto» e solo uno su tre (32,3%) ritiene viceversa che sia «adeguato». L'86,1% ritiene che il sistema bancario italiano non sia «in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie (rispettivamente il 46,6% e il 39,5%)», mentre solo l'8,8% pensa che sia abbastanza in grado e solo lo 0,7% molto in grado. Il 55,2% degli italiani è inoltre «molto convinto» che le banche diano credito solo a chi dimostra già di possedere beni, mentre il 33,6% ne è comunque abbastanza convinto.

IMMIGRATI - Non manca un'analisi dell'immigrazione: secondo l'Eurispes, quasi la metà degli italiani (46,1%) ritiene che un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli immigrati sia giustificabile, ma solo in alcuni casi. Il 22,8% definisce questo atteggiamento pericoloso, il 17,7% riprovevole, il 10,4% condivisibile. Nelle Isole la diffidenza verso gli immigrati viene definita pericolosa in percentuale superiore alla media (27,2%). Al Nord-Est, invece, sono particolarmente numerosi coloro che considerano giustificabile la diffidenza verso gli immigrati, ma solo in alcuni casi (53,2%), mentre sono inferiori alla media quelli che la considerano riprovevole (13%).

DAL CAPPUCCINO AI SINGLE - Spazio poi alle curiosità. In ordine sparso: il 17% degli italiani salta cappuccino e cornetto; in soli tre anni i single nel nostro Paese sono aumentati del 10%; il 60% degli italiani è contrario alla rimozione del crocifisso; il 2009 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui sono avvenute più segnalazioni da dieci anni a questa parte; un italiano adulto su tre dichiara di bere alcolici, e se questa è un'abitudine saltuaria per il 55,7%, beve spesso l'11% e tutti i giorni il 4,1%.


Wednesday, January 20, 2010

Rovinare il meglio delle nostre produzioni

Cio' che maggiormente mi fa incazzare del mio paese e' il fatto che, con estrema facilita', si cerchi di rovinare produzioni, marchi, capacita', conoscenze storiche.

Quattro ladroni, quattro camorristi, mettono a repentaglio la reputazione internazionale dei nostri prodotti.
Leggete qui

Questo vale per la mozzarella, per il prosciutto, per il parmigiano, per i formaggi (avariati), ecc. ecc.
Il peggior nemico del nostro paese e' proprio la classe dirigente ed imprenditoriale, c'e' poco da fare.

Grazie ad Enzo per la segnalazione.

Bacco1977

Monday, January 4, 2010

Gli stipendi Italiani - Altre impressioni dall'Italia


Non sono stato in Italia di recente ma non occorre una vacanza, quando si parla di economia, per avere notizie e scrivere un post. Basta leggere i giornali. Non si trova tutto ma spulciando si puo’ raccogliere una quantita’ di informazioni soddisfacente. Se ci si sposta su riviste straniere riconosciute a livello internazionale poi si puo’ avere un quadro completo. E’ in televisione che non si parla molto di problemi seri. Si rischia il lavoro.

Riceviamo spesso su questo blog commenti a dir poco ridicoli quando si discute di stipendi. In Italia la nozione di carriera non esiste. La carriera, la posizione sul lavoro, dipende troppo spesso da conoscenze. Meritocrazia? “E che’re’?”  (trad dal dialetto napoletano: e che cosa e’?) . Non dico che non esistano corruzione ed atteggiamenti del genere all’estero, ma la cosa in Italia e’ normalita’, triste normalita’ ed oramai chi protesta, come me, chi sostiene che non cosi’ ovunque rischia il linciaggio verbale da pate di sindromati, moralmente accartocciati, supini sotto questa situazione oppressiva ed incazzati a morte contro chi facendo informazione li spaventa, ricordandogli che lo stanno prendendo da qualche parte. Senza critiche verso chi resta, o chi si muove ma all’interno del paese. Io sogno un paese piu’ giusto e parlo di cio’ che non funziona. 
Tutto qui. Mi dispiace per le persone che a causa di disparita’ ed ingiustizie hanno un tenore di vita inferiore di quello che avrebbero potuto godere e non mi permetto assolutamente di offendere nessuno. Non godo delle disgrazie altrui. Ammiro chi lavora onestamente. Conosco tante persone che parlano apertamente dei problemi e delle difficolta’ che incontrano lavorando in un paese in una situazione simile, non prendono la discussione personalmente. E perche’ dovrebbero mi domando?

Tra qualche anno persone come me forse rischieremo la galera o la perdita del passaporto o del diritto di scrivere pubblicamente. Il reato? Diffusione di pessimismo, istigazione alla violenza. Un esempio: se si dice che il primo ministro e’ un corrotto chi lo attacca si sente un eroe , anche se fosse la verita’ non si crede sia giusto poterla diffondere perche' le persone possono cominciare a stancarsi di un presidente corrotto e compiere atti illeggittimi. Mi sembra giusto. Non e' una soluzione rimuovere dal suo ufficio una persona corrotta che tramile il suo potere, datogli per il bene del paese e non il bene proprio, cerca di creare leggi che gli diano immunita'. No.
E' piu' giusto chiedere a chi ha occhi ed orecchie di far finta di non vedere ne sentire. Fair enough.

Alcuni paesi sono avanzati nel trattare problemi simili. E' una cosa seria.  In Iran stanno reagendo seriamente ad un nuovo reato, guerra psicologica. L’italia vorrebbe adeguarsi, si e’ discusso di filtri alla rete tipo quelli utilizzati in Cina. Anche con il Natale cosi vicino i parlamentari si son dati da fare per il bene del paese. Che brava gente. 10000 euro al mese e portaborse se li meritano fin troppo. Dobbiamo accettarlo. Sono migliori di noi, ci meritiamo un decimo rispetto a loro, senza la segretaria portaborsa sotto il tavolo.

Ritornando al tema, gli stipendi, in Italia non solo la nozione di carriera non esiste, non esiste nemmeno la concezione di stipendio minimo dignitoso e di una scala di stipendi adeguata alla professionalita’ dei lavoratori. Gli stipendi sono piatti, chi e’ fortunato ha uno stipendio tra i 1000 ed i 1500 euro che non cresce mai se non per rinnovi contrattuali nazionali, quindi seguendo l’inflazione. Chi e’ sfortunato ha contratti co.co.co e giu di li, “a pecorina” insomma, guadagna poco, 700/900 euro in una grande citta’ costosa tanto quando Dublino ed e’ sotto continuo stress visto che la situazione non e’ per niente stabile. Si lavora con contratti mensili, trimestrali, semestrali, al massimo annuali all’infinito. Non parliamo di categorie nettamente sotto il lavoro nero, speciaomente al Sud: commessi, parrucchieri, lavoratori dell’edilizia, camerieri. Una tragedia, una situazione da repubblica delle banane.

Questa e’ la realta’ per la stragrande maggioranza delle persone, soprattutto i giovani entrati nel mercato del lavoro negli ultimi 5/7 anni. So benissimo ci sono casi positivi, di persone che sono soddisfatte, che hanno ottimi rapporti all’interno dell’azienda con il management ed i proprietari, ma son troppo pochi e comunque in un contesto disastroso dove perdere un lavoro con un’azienda umana e’ una tragedia visto che intorno c’e’ solo lo schifo appena descritto.
Non voglio rendere il mio discorso introduttivo troppo lungo, bensi semplicemente condividere con voi la lettura di un articolo apparso oggi 4 gennaio 2010 sul Corriere. L’articolo riguarda gli stipendi italiani, per farla breve riassumo i punti secondo me piu’ importanti:


1)      Stipendi lordi italiani -32,3% rispetto alla media UE
2)      Buste paga nette al 23esimo posto tra i 30 paesi piu’ industrializzati al mondo
3)      A parita’ di potere di acquisto stiamo meglio solo della Repubblica Ceca, l’Ungheria, il Messico, la Nuova Zelanda, la Polonia, il Portogallo, la Slovacchia e la Turchia
4)      Stipendi medi lordi

a.       26.191 euro lordi per un lavoratore medio italiano
b.      32.826 per un francese
c.       43.942 per un tedesco
5)      I salari reali, secondo l’agenzia dell’Onu, considerati a parità di potere d’acquisto, sono crollati in Italia di quasi il 16% tra il 1988 ed il 2006. Il calo più forte, manco a dirlo, che si è registrato tra i primi undici Paesi industrializzati del mondo, superiore pure a quello della Spagna (-14,5%).
6)      L’Italia e’ uno dei pochi paesi al mondo dove una laurea non garantisce affatto salari dignitosi e dove le imprese sembrano assai poco disposte a premiare la manodopera più qualificata. E le donne. Anche se sono dei geni.
7)      A parità di livello di istruzione con gli uomini, le donne italiane sono quelle che guadagnano meno di tutte rispetto agli altri Paesi industrializzati del mondo. In media, il 50% in meno. (Vergognoso)
Questi sono numeri ma gia’ lo so come al solito ci saranno i soliti melodrammatici che porteranno avanti tesi da teatrino. Ecco alcuni esempi, li scrivo io per anticipare chi voglia portare la discussione avanti su queste tesi, cosi risparmiamo tempo:
a)      All’estero sono tutti alcolizzati
b)      All’estero le donne sono zoccole
c)       All’esterno non c’e’ l’assistenza sanitaria
d)      All’estero non c’e’ il miscelatore nel bagno
E chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Per i leghisti fanatici vorrei ricordare che la pizza e’ di origini napoletane, quindi per favore trovate altre scuse. Riguardo uno dei punti piu’ forti, la sanita’, sto preparando un post che pubblichero’ nei prossimi giorni, frutto di un articolo apparso sul corriere in questi giorni supportato da una mia esperienza personale alquanto traumatica, ma non aspettatevi niente a supporto dei lamentosi, e’ un’esperienza italiana.
Ecco il testo integrale dell’articolo

Gli stipendi lordi degli italiani 
sotto la media Ue del 32,3%

Non solo tasse, pesano i contributi sociali. L’Ocse: buste paga al 23esimo posto
ROMA — Non è solo un problema di tasse. È vero che l’imposizione fiscale fa del suo meglio, ma se le buste paga degli italiani, che nel 2008 secondo i dati anticipati dal Corriere della Sera, hanno denunciato un reddito medio di 19.100 euro, sono tra le più basse in Europa e tra i Paesi industrializzati, è colpa anche dei salari lordi troppo bassi e dei contributi sociali molto alti che gravano sui lavoratori e sulle imprese. E un po’ anche dell’università che in Italia, a differenza di moltissimi altri Paesi, non rappresenta un investimento redditizio per ottenere salari più alti nella carriera lavorativa.
Secondo le ultime classifiche dell’Ocse gli stipendi netti degli italiani sono al ventitreesimo posto nella classifica dei trenta Paesi più industrializzati che aderiscono all’organizzazione. E se si considera lo stipendio al lordo delle ritenute fiscali e dei contributi, la nostra classifica migliora solo di una posizione. A parità di potere d’acquisto, lo stipendio di un lavoratore italiano single senza figli è pari a 30.245 dollari, e nella graduatoria Ocse siamo davanti solo alla Repubblica Ceca, l’Ungheria, il Messico, la Nuova Zelanda, la Polonia, il Portogallo, la Slovacchia e la Turchia. E nella classifica che considera il salario netto, pari per un italiano a 21.374 dollari, ci supera pure la Nuova Zelanda. La nostra distanza dalla testa della classifica, che vede al primo posto per il salario netto la Corea (39.931 dollari), seguita da Regno Unito (38.147) e dalla Svizzera (36.063), è siderale. Ma siamo molto lontani anche dalla Germania (29.570 dollari) e dalla Francia (poco più di 26 mila).
Per farla breve, basti considerare che i salari lordi italiani sono più bassi del 32,3%rispetto alla media dell’Europa a quindici. Naturalmente, siamo ben sotto la media dei 30 Paesi Ocse, con un 16% per cento abbondante in meno. Le differenze del salario tra gli italiani e i loro concittadini europei appaiono ancor più macroscopiche se si considerano i valori assoluti degli stipendi: 26.191 euro lordi per un lavoratore medio italiano, 32.826 per un francese, 43.942 per un tedesco e poco meno per un olandese. Solo spagnoli, greci e portoghesi, ma senza considerare l’inflazione, le tasse ed i carichi sociali previdenziali, sono dietro. E il peggio è che con il tempo, da noi, le cose stanno peggiorando. 

In vent’anni, secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il valore degli stipendi degli italiani rispetto al prodotto interno lordo è diminuito di quasi il 13%, contro una flessione media dell’8% registrata nei 19 Paesi più avanzati.
I salari reali, secondo l’agenzia dell’Onu, considerati a parità di potere d’acquisto, sono crollati in Italia di quasi il 16% tra il 1988 ed il 2006. Il calo più forte, manco a dirlo, che si è registrato tra i primi undici Paesi industrializzati del mondo, superiore pure a quello della Spagna (-14,5%).
Colpa delle tasse, ma non solo. Pesano, e tanto, anche i contributi sociali. In particolare quelli a carico dei datori di lavoro: nella classifica Ocse l’Italia è addirittura ventiseiesima, seguita solo da Svezia, Repubblica Ceca, Ungheria e Francia (dove però c’è una tassazione del lavoro più bassa). Fatta la somma, la pressione tributaria complessiva sulla busta paga media di un italiano è pari al 46,5% del costo del lavoro, ed è più alta solo in Germania, Belgio, Austria e Francia. Così l’Italia occupa la posizione numero 19 nella graduatoria del costo del lavoro: con un valore di 39,9 siamo quasi alla metà della Germania (61,6) e di gran lunga sotto la Francia (51,2). Anche se negli anni il nostro Paese non pare proprio che sia riuscito a sfruttare questo vantaggio competitivo.
Sul banco degli imputati, allora, vanno pure le imprese ed il sistema dell’istruzione. E anche qui è l’Ocse ad illuminare con luce tetra la situazione del nostro Paese, uno dei pochi al mondo dove una laurea non garantisce affatto salari dignitosi e dove le imprese sembrano assai poco disposte a premiare la manodopera più qualificata. E le donne. Anche se sono dei geni.
Tra il 1998 ed il 2004 in Italia il differenziale di stipendio tra un lavoratore laureato ed uno che ha fatto solo la scuola dell’obbligo, è diminuito del 6,2%, del 5% se si considerano i lavoratori con il diploma di scuola secondaria superiore. È, ancora una volta, la flessione più consistente che si è registrata tra i 22 Paesi più industrializzati del mondo. Ma non è l’ultimo record negativo, perché a parità di livello di istruzione con gli uomini, le donne italiane sono quelle che guadagnano meno di tutte rispetto agli altri Paesi industrializzati del mondo. In media, il 50% in meno. 

Link alla fonte dell’articolo


Alfredo

Sunday, January 3, 2010

Seats are not for feet - il modello Italiano

Continuiamo i post a raffica sulle impressioni (tutte negative al momento) della mia vacanza natalizia in Italia.

"Seats are not for feet". In molte occasione ho parlato della pessima abitudine degli Irlandesi (ed anche di molti altri popoli anglofoni) di mettere i piedi sui sediolini degli autobus, dart, luas. Cosa che mi infastidisce tantissimo e che ho piu' volte segnalato alle autorita' competenti.

Rientrando in Italia ho scoperto che Irlanda ed UK devono aver esportato l' insana abitudine anche da noi.

Intercity Roma-Salerno. Molti ragazzi coi piedi sui sediolini.
Treni locali. Stessa cosa.
Eurostar. Gente svaccata in ogni possibile posizione.
Condizioni igieniche talmente scarse, che la dart a alle dieci di sera a confronto sembra un Grand Hotel.

Avevo un ricordo del mio paese migliore sotto questo punto di vista. Era considerato NON normale mettere i piedi sui sediolini dei treni. Si era passibili di rimprovero del vicino di posto o di sanzione da parte del bigliettaio.
Ora su Facebook nascono anche gruppi che inveiscono contro i bigliettai che chiedono di togliere i piedi dal sediolino.
"Tu a casa tua metti i piedi sul divano?"
"E tu a casa tua vai in giro a chiedere i biglietti?".

In generale ho notato si tratta di giovani sotto i 20 anni.

Qualcuno faccia qualcosa o impazzisco

Bacco1977

Cava Dei Tirreni