Friday, March 12, 2010
La brutta faccia della recessione
Blog risse a parte (sono ormai uno specializzato) oggi vorrei tornare a parlare di Irlanda e della recessione.
Ho riletto a ritroso questo blog. Ho scritto veramente molte cose opinabili in passato. Ma restano li. Siete liberissimi di criticarmi (senza offendere possibilmente.)
Delle tante cose opinabili, vi sono i miei post sulla crisi. Rileggendoli sembra quasi che la crisi abbia portato solo del bene. Tutto costa meno, meno gente in giro, citta' piu' vivibile. Pare si stia meglio insomma.
Non si sta meglio in senso assoluto.
Camminando per Grafton Street Manuela incontrava spesso una ragazza bionda, seduta in strada ad elemosinare, avvolta nel suo sacco a pelo con un bellissimo cagnolino, Lilly.
Cio' che l'aveva colpita di questa ragazza era il viso. Candido, lineamenti dolci e sguardo fiero e dignitoso. Estremamente dignitoso.
Molte sere Manuela mi ha raccontato di questa "bellissima ragazza" che vedeva ad elemosinare per Grafton Street. Una ragazza che era chiaramente fuori posto su quella strada. Ma verrebbe da chiedermi chi e' nel posto giusto quando si trova ad elemosinare.
Questo inverno a Dublino e' stato terribile. Un mese ed oltre di gelate. Molte mattine la temperatura ha toccato i -8. Molte notti i -10. Ghiaccio ovunque. Neve ovunque.
E questa ragazza era li' in strada a dormire ed a ripararsi in rifugi di fortuna.
Un giorno Manuela l'ha fermata e si son messe a chiacchierare. Lei e' Lituana. ha perso il lavoro, non ha nessuno in patria, e' finita in strada perche' non poteva pagare l'affitto. Manu le ha chiesto dove vivesse e lei:"In strada".
Le ha dato dei soldi. pochi. Un'altro giorno le abbiamo comprato la cena. Ci ha ringraziato ed ha aspettato che andassimo via prima di cominciare a mangiare.
Dignita'. Estrema
Spesso, leggendo in giro sui vari blog e forum, appariva la frase "finalmente questi Irlandesi torneranno a mangiare patate".
"Adesso avranno cio' che si meritano questi zoticoni".
Alcune di queste frasi le ho dette, scritte e pensate anche io.
Forse e' vero, ma la crisi non ha colpito solo gli irlandesi e c'e' chi non ha nemmeno le patate da mangiare. C'e' chi per la crisi ha perso tutto. Non dimentichiamolo mai.
La crisi crea poverta'. E coloro che hanno causato la crisi non pagano mai. Gli zoticoni che dovrebbero tornare a mangiare patate, i contadini o pastori arricchiti, probabilmente rimarranno nelle loro magioni dorate. Venderanno forse l'auto. Avranno una casa piu' piccola, un Natale meno ricco, ma andranno avanti.
Gli ultimi invece, loro saranno sempre piu' ultimi.
Quando esultiamo per i disastri ricordiamoci degli ultimi.
Sono sempre loro a pagare.
In bocca al lupo alla ragazza Lituana.
Forza.
Bacco1977
Wednesday, March 3, 2010
Disoccupazione al 12.6%
Scende dello 0.1% rispetto al mese precedente.
Per il futuro?
Alfredo scrivera' a breve un articolo molto interessante.
Bacco1977
Thursday, February 4, 2010
Me ne vado in Spagnaaaaaaaaaaaaaaaa
Sono solo voci...Non capisci un cazzo.....Li si fa sempre fiesta..
Non ricordo chi scrisse su questo blog che la Spagna di Zapatero aveva pure ricevuto i complimenti dall'Europa.
Quest'oggi si sono complimentate le borse
Lo dico da circa due anni che la situazione Spagnola era pure peggio di quella Irlandese.
Dovrei dire ve lo avevo detto.
Ed infatti lo sto facendo.
Ve lo avevo detto. Lo scrissi in vari post di fare attenzione a spostamenti azzardati in Spagna, che la situazione stava precipitando, che avevo alcuni familiari molto vicini che se la stavano passando molto ma molto male.
Niente.
Dicevo fesserie.
Auguro alla Spagna di uscirne presto, visto che e' un gran bel paese che merita prosperita' ed un futuro radioso.
Un paese di gente in gamba talentuosa, capace.
Un popolo molto vicino al nostro.
Bacco1977
Tuesday, February 2, 2010
Riprende a salire la disoccupazione
Siamo al 12,7%....
In caso qualcuno si chieda se valga ancora la pena di "tentare l'avventura".....
Friday, January 15, 2010
Ridateci i soldi
Io sono coerente. Quando fa delle cose buone lo scrivo, quando fa cazzate lo scrivo uguale.
Obama si e' incazzato per i mega profitti che le banche continuano a fare e per i super bonus che continuano ad elargire.
117 miliardi di dollari e' la somma le banche americane deve al governo USA.
Meno degli 800 miliardi che si temeva inizialmente.
Obama si e' inventato una tassa per riavere il denaro indietro, comprensivo di interessi, nell'arco di 10 anni.
Fair play all'abbronzato di origini irlandeso/kenyote.
Bacco1977
Sunday, December 27, 2009
Compro Parco della Vittoria

Una divertente partita a monopoli, ieri sera, seguita da una gloriosa vittoria del sottoscritto, mi fa riflettere , e non poco, sul boom edilizio, sulla compravendita di case, appartamenti, cessi di cartone, avvenuta in Irlanda, UK, USA , che quasi mandavano in bancarotta i paesi appena citati.
Aveva ragione Alfredo quando diceva sempre che agli Irlandesi e' piaciuto giocare al monopoli. Giocando a monopoli non puoi non pensare a cosa questo continuo gioco al rialzo ha significato per l'Irlanda. Il monopoli, ad un certo punto del gioco, fa credere a tutti di essere diventati ricchi. Ci sono case, alberghi,proprieta'. La gente comincia a pagare affitti alti per soggiornare sulle vostre proprieta', e si guadagnano dei bei soldi. Ma alla fine anche noi diventiamo vittima di questo circolo vizioso. Tutto e' al rialzo, tutto e' sovravvalutato. Anche noi ci troviamo a sborsare cifre enormi in questo paese dove ormai il valore reale delle cose non esiste piu' e tutto viene deciso da chi ha piu' proprieta'. Siamo ricchi, ma non lo siamo.
Il finale e' terribile, tutti vanno in bancarotta e solo uno vince.
Si, e' cosi'. Alfredo aveva ragione. Hanno giocato al monopoli ed ora la partita e' finita. Si rimettonoa posto le proprieta' che, solo in quel momento, ritornano al loro valore iniziale. Purtroppo pero' la vita reale non e' un gioco.
Tornando al mondo reale, appunto, ieri sera, mentre seguivo il TG2, passano una notizia che mi lascia a bocca aperta.
Gli Italiani si sono accorti che all'estero ormail le case costano di meno e stanno cominciando a contattare agenzie per comprare fuori dal bel paese. Le mete preferite? Ovviamente gli Stati Uniti grazie alla debolezza del dollaro, o forse faremmo meglio a dire grazie alla forza dell ' euro. Altra meta preferita e' Londra e UK in generale. Molti stanno comprando mini appartamenti nella capitale inglese. Tira molto anche Parigi,e, udite udite udite, Dublino e tutta l'Irlanda. Non sono assolutamente sorpreso. Se aprite daft e cercate case fuori Dublini, o in zone non ricche della capitale, noterete che ormai i prezzi sono piu' che dimezzati. Si vede ancora qualche stolto che cerca di vendere a prezzi da tigre celtica, ma le case restano li' per mesi senza vendersi. Prendete un auto e fatevi un giro sulla nuova autostrada Dublino Galway. Partendo da Leixlip, contate il numero di cartelloni che indicano vendite di case. Perderete il conto dopo una decina di chilometri.
Che dire?
Non lo so. Al momento in Irlanda ci sono piu' case che famiglie. Il risultato e' che forse, a breve, comincera' a convenire acquistare qualcosa per chi decida di stare qui oltre i cinque anni.
Buona Domenica
Bacco1977
Thursday, December 17, 2009
Un dato che fa riflettere
E' semplicemente un articolo che riporta numeri, dati, non e' quindi criticabile.
In pratica l'articolo evidenzia una tendenza di cui molti di noi si erano gia' accorti da tempo. Gli italiani hanno ripreso ad emigrare e tantissimi sono i connazionali che si spostano all'interno dell'unione europea. In termini numerici, siamo secondi solo ai romeni.
A voi la lettura
Che ne pensate? Siamo di fronte ad un nuovo fenomeno di emigrazione di massa? E' un momento storico o soltanto un qualcosa di passaggio dovuto anche all'apertura delle frontiere?
Saluti
Bacco1977
Tuesday, December 15, 2009
Gli uffici (vuoti) di Dublino
Gli uffici. Vuoti. Una miriade di uffici pronti ad essere utilizzati ma mai richiesti. Troppi uffici per aziende che non esistono e che, forse, non esisteranno per qualche anno ancora.
Sembra che per gli uffici sia stata fatta la stessa cosa che e' stata fatta per le case. Boom economico e costruzioni senza criterio numerico. Si continuava a costruire finche' si poteva. Secondo l'autorita' delle Docklands che gestisce il progetto, solo il 20% degli uffici e' stato al momento locato, il resto , nulla, vuoto e polvere.
Ed anche loro, come tutti i costruttori, hanno chiesto che il governo metta mano al portafogli se vuole che l'intero progetto delle Docklands venga totalmente portato a termine. Intanto una commissione governativa indaga.
Passeggiando per Gran Canal Dock la situazione sembrerebbe, apparentemente , diversa. Si vedono molti uffici pieni, specialmente dal lato che affaccia sul Liffey o dal lato opposto, all'interno, verso Pearse Street e la Dart per capirci. Ma se provate a passeggiare tra il Liffey e Pearse Street, noterete che, all' interno, vi sono solo edifici vuoti.
Amici mi informano che lo stesso discorso vale per Sandyford e Cherrywood.
Personalmente ho visto le stesse scene anche a Leopardstown. Il nulla espresso in metri quadri e mura di cartongesso.
La crisi c'e'. E' passata di qui. Non e' andata ancora via.
E si vede.
Bacco1977
Wednesday, December 9, 2009
Budget - aggiornamento live
Secondo Lehinan il peggio e' passato.
PIL al -7.5% quest'anno. -1.5% l'anno prossimo. Il peggio e' passato? E prima come eravamo messi?
Il suo Budget taglia 4 miliardi di Euro e contiene, a suo dire, molti stimoli all'economia.
4% di tagli per il social welfare ed il child benefit
Dettagli:
"For new applicants, the rate of Job-Seekers Allowance and Supplementary Welfare Allowance for those aged 20 and 21 who have no children will be cut to €100 a week. For those aged 22-24, the rate falls to €150 a week.
Child benefit will come down by €16 a month for the first child, with compensation payments for those on social welfare.
The lower rate comes down to €150, the higher rate to €187."
Ecco la stangata! Il settore pubblico avra' una bella riduzione di stipendio.
dal 5 al 15% secondo le seguenti fasce :
"here will be pay cuts across the public sector from January 1, starting at 5% for those earning below €30,000 a year.
There will be cuts of 7.5% on the next €40,000 and 10% on the next €55,000 after that.
Public servants on higher pay bands will have pay cuts of 8% for those between €125,000 and €165,000.
Cuts will be 12% from €165,000 to €200,000 and 15% for those above €200,000. The Taoiseach's pay will drop by 20%."
Facciamo un esempio. Un sindromato italiano assunto al comune di Dublino guadagna 30k ne prendera' 28500 dal prossimo anno. Un centone in meno al mese. Immaginate gli altri...
E meno male che avevano scioperato. Questo per farvi capire quanto contino i sindacati qui.
Il primo ministro si riduce la paga del 20%! Io glie la azzererei
Dal 2011 il sistema di tassazione sara' semplificato. Pare che accorperanno la PRSI in una Welfare tax che conterra' pure le tasse sulla sanita' (che quindi aumenteranno).
Si paghera' l'acqua a consumo. Un certo livello sara' gratuito, poi chi consumera' oltre quel livello paghera'.
Sara' introdotta una Carbon Tax:
"A carbon tax of €15 a tonne is to be brought in, leading to a rise in the price of petrol and diesel from tonight."
Cioe' 1.2 cents al litro per la benzina
4.2% al litro per il diesel
L' IVA ritorna ai livelli dell'ottobre 2008, ovvero diminuisce . La alzano la abbassano. Pare non abbiano chiaro cosa fare. Comunque dal 21,5% scende al 21%.
Diminuiscono gli alcoolici. Peer la serie beviamoci sopra!
Birre ridotte del 12cents . Bottiglia di vino del 60cents!. Avete letto bene.
Per il prossimo anno introdurranno, FINALMENTE, la tassa sulla proprieta'.
Per ora non se ne parla.
Ascoltando RTE un giornalista chiede. Chi soffre di meno in questo budget? Secondo un esperto di economia su RTE Radio 1 i lavoratori nel privato sono quelli che andranno meglio.
Di fatto piu' o meno per loro il tutto rimarra' invariato, con un potere di acquisto che aumenta grazie alla VAT ed al fatto che i prezzi continueranno a scendere anche a causa del taglio agli stipendi nel settore pubblico. Sto soltanto riprotando dei commenti per radio.
Io non vedo stimoli per l'economia.
Non ne vedo.
Questo e' un aggiornamento live.
Integrazioni stasera
Bacco1977
- Aggiornamento
Ho trovato questo link che fa un riassunto del tutto
Il Budget

Oggi il peggiore ministro delle finanze europeo (secondo una classifica stilata proprio dalla commissione europea) Brian Lenihan (in foto), si prepara a stilare il nuovo budget.
Parrebbe e dico PARREBBE , che non vi siano nuove tasse all'orizzonte.
Solo una carbon tax che aumenterebbe gas e benzina (il gas pero' scendera' del 6% a febbraio sulle bollette). Tassa che approvo visto che Dublino ha ancora un alto livello di emissioni dovuto ad un sistema di trasporti troppo carente ma in via di miglioramento.
Mi chiedo quando e se elimineranno le levy, visto che furono introdotte come tasse per fronteggiare l'emergenza ed ormai l'emergenza dovrebbe volgere al termine entro il 2011.
A proposito. Proprio a riguardo oggi dovremmo sapere come funzionera' il nuovo sistema di tassazione che sara' attivo da gennaio 2011.
Ecco una fonte. Appena lo pubblicano facciamo un bel post riepilogativo.
Ora vado a fare l'eroe.
A dopo
Bacco1977
Monday, November 9, 2009
Frena la disoccupazione
I piu' pessimisti parlavano di un 20% entro inizio 2010, a questo punto direi improbabile.
I meno pessimisti parlavano di un 13.5 entro fine anno, anch' esso a questo punto improbabile.
Gli ottimisti ritenevano si sarebbe assestata intorno al 12%.
Vedremo gli sviluppi.
Bacco1977
Thursday, May 14, 2009
Non cambieranno mai


La cifra era 1100 Euro, ma il pecoraro (scusate ma solo cosi' lo posso chiamare questo farabutto) in questione era addirittura "disposto" ad abbassare a 1000 Euro.Un affarone.
Purtroppo di affaroni del genere se ne vedono ancora tanti in giro, e se ne vedranno ancora per un po'.
Io a Dublino voglio bene, ma se continuano a fare queste cose.
Forse non hanno capito che tra un po' ci sara' ben poca gente a cui affittare, e la differenziazione, la qualita', tornera'' ad essere ago della bilancia. Se hai un "tugurio", te lo tieni, e non lo fitti.
Staremo a vedere
Bacco1977
Friday, March 13, 2009
Aumento PRSI in vista
Quindi avremo l'1% in meno in busta paga. Questo a partire dal prossimo budget, che si fara' tra marzo ed aprile credo. Quindi, massimo entro maggio/giugno, prepariamoci a sborsare un po' di quattrini al governo Irlandese.
Meno male che quest'anno ho avuto l'aumento. Almeno il governo si mangia quello.
Ah, dimenticavo.
Ecco qui la fonte
Ed ecco qui cosa significherebbe in termini pratici:
"Each 1pc rise in PRSI would cost taxpayers earning €50,000 around €500 a year, with those on €100,000 losing double that amount"
Ovviamente, di aumentare poi la pensione, non se ne parla......
......And Recession for All....
Bacco1977
Tuesday, March 10, 2009
Finalmente se ne sono accorti
Crisi, cresce la disoccupazione
In due mesi 370 mila domande di sussidio
A gennaio e febbraio le domande di indennità sono aumentate del 46% rispetto allo stesso periodo del 2008
Ecco il link all'articolo: cliccare qui
Pensavo un attimino alle dimensioni del problema.
Berlusconi ha promesso 1 milione di posti di lavoro in un quinquiennio. Secondo me sarebbe ragionevole in un paese normale.
Ora, se tu in 2 mesi ne perdi il 35% di quelli che avevi promesso in 5 anni, e la tua promessa partiva da una base molto ma molto ottimistica, allora vuol dire che siamo innanzi ad una catastrofe.
Se a cio' sommiamo tutti i problemi che abbiamo, tra deriva culturale, prove generiche di regime, criminalita' organizzata, una magistratura ormai soffocata e corruzione a livelli mai visti prima, allora permettetemi di essere molto pessimista.
Sia ben chiaro, sono pessimista anche sull'Irlanda. L'unica differenza e' che , nei confronti del mio paese , non nutro speranze (speranza e' diverso da amore o stima). Per l' Irlanda ho un piccolo lumicino di speranza dovuto a ragioni che un giorno vi spieghero'.
Ma comunque dell'Irlanda poco mi interessa visto che, non avendo avuto ultimatum come altri bloggers, prima o poi andro' via.
Regards
Bacco1977
Wednesday, March 4, 2009
Emergency Budget
Preparatevi a vedere la vostra busta paga assottigliarsi a partire da giugno. Se per allora avrete ancora un lavoro.
Alcuni dati.
Io vivo in Irlanda e parlo dell'Irlanda, ma la tendenza e' la stessa ovunque nell'occidente.
Unemployment al 10.4% dato di febbraio 2009.
354000 gli iscritti al "live register", ovvero i disoccupati.
Saranno oltre i 450.000 per fine anno secondo il buon Cowen, ex ministro delle finanze, e quindi anch'egli responsabile.
Ed intanto l'Europa si decide (con ritardo che risultera' devastante) ad approvare un piano anticrisi che servira' a poco.
Buona recessione a tutti.
Bacco1977
P.S. Non chiedetemi piu' se conviene venire in Irlanda, o andare in Spagna o ovunque vogliate, la risposta sara' una ed una sola:"statev a cas!!!"
Un Dato per Riflettere. Fonte RTE
The Live Register includes part-time workers, seasonal and casual
workers entitled to jobseekers benefit or allowance.
Come viene calcolato in Italia tale numero?
Thursday, February 26, 2009
Le azioni da prendere per uscire dalla crisi
Spero sinceramente che la trasmissione venga registrata, o che la rimandino in onda perche' altri la possano vedere.
E' una trasmissione veramente interessante.
La prima parte della trasmissione e' dedicata ovviamente alla crisi, argomento che ormai monopolizza l'attenzione degli Irlandesi, ma direi degli Europei.
Una cosa mi ha colpito molto, e voglio condividerla con tutti voi.
In pratica gli esperti in studio (che sembravano competenti) di cui non ricordo i nomi, biasimavano il governo perche' non aveva preso azioni serie fino a quel momento. Secondo loro vi era ancora molto margine per uscire dalla crisi, ma le azioni da intraprendere erano chiare ed immediate.
L'indebitamento pubblico e' alto. I costi del settore pubblico sono alti. Gli irlandesi, nel pubblico, guadagnano molto di piu' degli altri partners Europei. Devono ridurre questi costi. La soluzione parrebbe essere SOLO una riduzione dei salari e la ristrutturazione di alcune aree per renderle piu' efficienti. Per far fronte a questo indebidamento pubblico l'Irlanda si sta indebitando con i partner stranieri. Gli interessi per questo debito potrebbero strangolare le finanze.
Altra azione da prendere, secondo molti ormai inevitabile ed assolutamente necessaria, ma che rappresenterebbe una svolta storica per questo paese. Aumentare le tasse per le aziende. E conseguentemente rivedere i salari in molte di esse.
La forza dell'Irlanda e' stata, fino ad oggi, tasse basse per le aziende. Vedremo come cambieranno le cose.
Terzo punto. Se tutto sta andando a puttane, bisogna puntare su qualche settore che tira, e svilupparlo in modo che faccia da ammortizzatore , da materasso, in questo periodo di crisi. Ma deve essere un settore che generi ricchezza reale. In pratica bisogna concentrarsi su uno o piu' settori che consentano una grosso export all'estero, garantendo un economia reale, dei soldi veri, non gonfiati, dei soldi che arrivano da un qualcosa che si produce e si vende all'estero, come ogni buona economia reale raccomanda.
Domanda. Ma siamo capaci di farlo? Siamo ancora competitivi? Vi sono settori dove possiamo fare questo?
La risposta e' chiaramente si. Settori come il software, l'IT, ma anche un certo tipo di produzione manufatturiera, le fattorie, i prodotti alimentari, sono una ricchezza VERA per questo paese.
Ma cosa bisogna fare perche' questi settori?
La risposta e' semplice, e si chiama sviluppo e ristrutturazione.
Ristrutturazione vorrebbe dire anche rivedere gli stipendi, i costi. Abbassare il tutto, perche' a questi prezzi l'Irlanda non e' competitiva. Abbassare i costi in questi settori significhera' poi abbassarli in tutto il paese. Energia, fitti, acquisto case, assicurazioni, cibo, vestiario. Ovvero rivedere tutto il lyfe style ed il modello economico fin'ora in piedi. Insomma, non un giochettino semplice.
O si va verso queste direzioni o sara' bancarotta.
Non vi e' soluzione.
I margini per far fronte alla crisi ci sono. Bisogna pero' avere il coraggio di prendere queste decisioni, prima che sia troppo tardi.
Spero che questo post possa venire utile a qualcuno.
Un saluto
Bacco1977
Wednesday, February 25, 2009
La polveriera che viene dall' EST
Innanzitutto ringraziamo il direttore per averci segnalato un articolo.
Tempo fa dissi, poco prima della crisi, supportato anche da Utopie Irlandesi che ormai ha chiuso il blog, che uno dei paesi , dopo USA, UK ed Irlanda, maggiormente colpiti dalla crisi, sarebbe stata la Spagna, a causa di un'economia anche'essa fortemente dipendente dal business delle costruzioni. Non lo dissi perche' avevo la sfera di cristallo, ma semplicemente perche' avevo seguito una trasmissione radiofonica su Radio24, "la zanzara", in cui si parlava del collasso immobiliare Spagnolo. Secondo il conduttore, e molti analisti, il collasso immobiliare Spagnolo era ormai iniziato da tempo. I maggiori costruttori del paese avevano dichiarato bancarotta, e molti erano vicini.
Oggi, sui telegiornali Italiani, hanno mostrato piu' volte l'ormai tristemente famoso "paghi1 prendi due" del mercato immobiliare spagnolo. Compri una casa e ne hai due. Una in omaggio. La disoccupazione si e' assestata al 12% mi pare, dato molto preoccupante.
E' di questi tempi la convinzione che, siccome le multinazionali americane si spostano ad est, il futuro sia in quei paesi, che ormai cavalcano l'onda del progresso e dello sviluppo.
Permettetemi di dubitarne.
In periodi di recessione non si e' mai visto che i paesi piu' poveri diventino incredibilmente piu' ricchi. Quando c'e' recessione, chi e' piu' povero, muore di fame. Questa e' la regola, a chi non piace io non posso farci nulla.
Ho molti amici nell'est Europa. polacchi, rumeni ed ungheresi. Tutti mi dicono che la situazione li peggiora costantemente, e l' emigrazione , che prima era una soluzione, ora non lo e' piu' vista la crisi internazionale.
Paesi come Polonia, Romania, Bulgaria, Moldova , Slovacchia e, in parte anche Rep. Ceca ed Ungheria, hanno un grosso incoming dovuto ai connazionali all'estero che mandano soldi in Patria. Basta fare il conto di quanti immigrati all'estero hanno questi paesi. Mi pare che i polacchi siano 3 milioni. 1 milione di Rumeni e' in italia, 1 milione di Moldavi e' all'estero. Molti di loro rientreranno in patria a breve. Cio' significa che con loro, finira' il flusso di denaro dall'occidente. Inoltre anche le loro banche sono fortemente indebitate con l'estero. Molti di questi paesi mancano addirittura di grossi istituti bancari nazionali, e di fatto il loro sistema e' tutto basato sul prestito all'estero.
Questo e' quello che dico io. Liberi di contraddirmi. Non mi offendo, lo sapete. io dico solo la mia.
Pero' vi riporto in basso un articolo segnalatomi dal Direttore, che sembra confermare cio' che dico io. Anzi, disegna scenari allucinanti, e direi catastrofici e preoccupanti anche in termini di sicurezza internazionale.
Prima di leggerlo ricordo il senso di cio' che voglio dire. In periodi di recessione globale, chi e' povero, muore di fame.
Un abbraccio a tutti
Bacco1977
Un nuovo FMI per salvare i paesi dell’Est
Tuesday, 17 February, 2009
di Mario Seminerio - ©LiberoMercato
E’ di questi giorni la notizia che un consorzio delle principali banche russe sta contattando i creditori occidentali per proporre una rinegoziazione dei termini dei finanziamenti in essere. L’iniziativa deriva dalla vera e propria emergenza sulle riserve in valute forti che la Russia sta affrontando. Quest’anno, banche ed imprese russe dovranno infatti rimborsare o rinnovare debiti in valuta estera per 117 miliardi di dollari, ma le riserve ufficiali del paese stanno inesorabilmente prosciugandosi a causa dell’effetto congiunto del rimpatrio di capitali esteri, e del debole andamento delle quotazioni del greggio, che impedisce al paese di ricostituire le proprie scorte valutarie. A ciò si aggiunge la gestione del cambio finora adottata dalle autorità russe, che hanno dilapidato riserve nel futile tentativo di frenare il deprezzamento del rublo. Mosca ha già iniziato a concedere prestiti a società pericolanti, dietro pegno di azioni che porteranno entro breve tempo alla nazionalizzazione di interi settori dell’economia. Ma anche così il sistema appare già insolvente rispetto ai creditori internazionali, rappresentati in larga misura da banche europee.
E qui risiede il prossimo grande rischio per l’economia del nostro continente, oltre che per quella globale: la crisi dell’Est Europa, che si aggrava ogni giorno di più, e rischia di travolgere non solo le banche del continente, ma anche alcuni governi nazionali. La situazione più seria è quella austriaca, il cui sistema bancario ha prestato 230 miliardi di euro ai paesi del blocco ex sovietico, una cifra pari al 70 per cento del Pil nazionale. Eventuali insolvenze anche solo per un decimo di tale importo finirebbero col distruggere il sistema finanziario austriaco, e il governo di Vienna ha già mandato inequivocabili segnali all’Unione Europea (e, soprattutto, alla Germania) per ottenere sostegno. Il governo di Berlino ha già informalmente fatto sapere di considerare questo un problema austriaco. Salvo poi essere costretto a ricredersi quando, a breve, apparirà drammaticamente chiaro che questo è un evento sistemico continentale dalla portata ancora più devastante della crisi delle cartolarizzazioni tossiche.
L’insieme dei paesi dell’Est ha in scadenza, nel 2009, debiti verso banche estere per circa 400 miliardi di euro (pari ad un terzo del Pil della regione), che sono parte di un indebitamento complessivo stimato pari a 1700 miliardi di euro, in prevalenza a breve termine o a tasso variabile. Sono anche il frutto della corsa al mutuo denominato in euro da parte di paesi che stavano per convergere alla moneta unica, ma si portavano dietro rilevanti ed irrisolti squilibri macroeconomici e demografici, che hanno finito col fare esplodere i consumi e l’indebitamento in valute forti in presenza di tassi reali negativi e salari reali in forte crescita. Oggi il problema principale è quello di chiudere il deficit delle partite correnti senza causare catene di fallimenti (di imprese e banche) e disoccupazione di massa. In un momento in cui il credito è imploso e ripiegato per linee nazionali, questi paesi hanno insufficiente risparmio domestico e si trovano ad affrontare un aggiustamento brutale.
Poiché ogni grande debitore trascina con sé anche i propri creditori, il problema è destinato a ricadere sulle banche europee, già coinvolte nelle cartolarizzazioni americane ma con l’aggravante di essere dotate di un grado di leva finanziaria che, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, è fino al 50 per cento superiore a quello delle banche statunitensi. Quello che è davvero sorprendente (o sconcertante) è che gli europei contino per circa i tre quarti dell’intero portafoglio di crediti erogati ai paesi emergenti, stimati pari a 4900 miliardi di dollari. Non a caso i principali banchieri dell’Unione europea hanno sollecitato le istituzioni comunitarie a prendere in considerazione la creazione di facilities creditizie anche per i paesi dell’Est Europa. Ma le risorse fiscali scarseggiano, soprattutto in assenza di strutture sovranazionali che gestiscano l’emergenza, e con le autorità nazionali che stanno ordinando alle proprie banche di concentrare gli sforzi creditizi all’interno dei rispettivi paesi. E’ l’ennesimo aspetto del credit crunch, quello che ripercorre a ritroso il sentiero della globalizzazione dei flussi creditizi. E l’Europa è costretta ad affrontare questo tsunami con un’architettura istituzionale ampiamente incompiuta.
Resta la possibilità, a lungo dibattuta, di una riforma che potenzi ruolo, risorse e raggio d’azione del Fondo Monetario Internazionale. Istituzione “occidentale” per antonomasia, controllata da americani ed europei, frutto di un’era storica in cui i paesi emergenti avevano un peso del tutto trascurabile su economia e commercio mondiali. La stessa dotazione di risorse del FMI è cresciuta in questi ultimi lustri molto meno dell’economia globale. Le linee di intervento per rilanciare l’istituzione sovranazionale sono note da tempo: identificare le tipologie di salvataggio ammissibile, discriminando tra condotte spericolate dei singoli paesi ed eventi negativi ad essi esterni; riformare il sistema di seggi e quote dei paesi finanziatori, aumentando il peso dei paesi asiatici; da ultimo, e per effetto delle precedenti priorità, procedere ad una forte ricapitalizzazione del Fondo. Per questa via, ad esempio, la Cina potrebbe trovare nuova legittimazione internazionale. E’ comprensibile la resistenza degli americani, che rischiano di vedersi scippare uno dei principali strumenti attraverso i quali hanno esercitato per decenni la propria egemonia geopolitica, ma allo stato attuale sembra non esistano alternative per tentare di puntellare un sistema economico mondiale che sta dando paurosi segni di cedimento. O meglio, l’alternativa è quella di negoziati bilaterali dei cinesi con i paesi per essi più “promettenti”, come fornitori di materie prime o mercati di sbocco. L’esito non cambierebbe: sarebbe solo la certificazione dell’indebolimento della leadership americana, ma farlo con una concertazione multilaterale è certamente meno traumatico rispetto all’affermazione di tendenze spontanee che sono per loro natura disgregatrici.
Nel frattempo gli europei dovranno pensare a cosa fare per evitare che il crollo dell’Est assesti un colpo esiziale alla costruzione unitaria. Ma sappiamo già sin d’ora che non sarà possibile salvare tutto e tutti.
Cava Dei Tirreni