
Sono un po' nervoso nel scrivere questo post, temo di farmi molti nemici, ma non mi interessa. Quello che mi interessa davvero, quello che anzi mi fa stare male e' sapere che un paese che e' ancora nel G8 (anche se molti paesi si chiedono come ci sia ancora) si trovi in 49esima posizione quando si parla di liberta' di stampa.
La liberta' di stampa e' alla base di una democrazia, ne ho gia' parlato in un vecchio post . Se non c'e' liberta' di stampa non c'e' informazione e se non c'e' informazione i cittadini sono costretti a prendere decisioni sulla base di elementi imparziali, inesatti o incompleti. Sono come chiusi nell'ovatta e drogati per non vedere ne' sentire, per continuare a vivere come maiali destinati al macello, senza pero' il vantaggio di ingrassare a spese altrui, con l'unica preoccupazione di mangiare e defecare. Coloro che invece controllano l'informazione si arricchiscono di denaro e potere a discapito della stragrande porzione della popolazione. Il vantaggio di pochi e' la sfortuna di molti.
La civilta' di un paese dovrebbe misusarsi molto di piu' sulla base dei diritti garantiti ai suoi cittadini che sul prodotto interno lordo ed il reddito pro capite. Xenofobia e razzismo nascono spesso dalla paura, paura nei confronti di cittadini di paesi che riteniamo meno civili. Eppure andando a vedere la classifica stilata dall'associazione Reporters sans frontieres (sito web http://www.rsf.org/-Anglais-.html.) vediamo che l'Estonia e' sesta, la Lituania e' decima. La Repubblica Ceca e' 24esima, Uruguay, Costa Rica ed Ungheria sono sotto la trentesima posizione. La Polonia e' 37esima, anche la Bosnia sta meglio di noi alla 39esima posizione. Paesi che nell'immaginario comune di una fetta del paese sono terzo mondo o peggio.
Vi stupite? E' davvero scioccante no? Per me e' deprimente. Io come persona di cultura, aperto mentalmente e con un grado di istruzione universitaria non riesco ad accettare di vivere in un paese dove non c'e' liberta' di stampa. Scommetto che chi fino a ieri fosse estremamente orgoglioso di vivere in un paese che considera civilmente al di sopra di altri oggi possa sentirsi in imbarazzo o innervosito da questa notizia che sembra quasi una calunnia e magari sfoghera' il suo rancore nei miei confronti o nei confronti di chi condivide la mia opinione.
Qualcuno mi dira' che in un paese pero' si "piscia" per strada, in un altro ci sono troppi ubriaconi e in quell'altro non c'e' il bide nel bagno o manca il miscelatore e ci si scotta con l'acqua calda. In quel paese l'Universita' e' piu' facile della nostra quindi i laureati sono meno acculturati (a proposito di universita' c'e' un post che verra' pubblicato nei prossimi giorni molto scottante), in quell'altro c'e' ancora la monarchia.
Belli miei queste sono verita' usate per gettare fumo e coprire i problemi piu' seri. Ancora una volta per mancanza di informazione spesso siamo davvero convinti che quello che ci hanno insegnato sia l'unica e sacrosanta verita'. Invece non e' cosi.
Non mi va di essere limitato, di leggere una verita' pilotata od offuscatai o ritrovarmi circondato da tante persone che non conoscono i fatti. Per carita' il report dice che la situazione non e' allarmante. Non sono stati uccisi giornalisti, non sono stati imprigionati dissidenti nell'ultimo anno, non sto buttando l'Italia in basso, posso lamentarmi su questo blog di Silvio e non vado in galera. Ci sono paesi dove si sta molto peggio, lo dico io stesso. Quello che mi rattrista sono una serie di elementi su cui tutti dovrebbero riflettere:
- Il nostro paese ha una grandissima storia alle sue spalle a cominciare dalla civilta' greca e tutte le successive civilta' che hanno lasciato segni nella cultura, l'arte e la nostra lingua. Eravamo un paese di serie A gia' 2000 anni fa.
- Siamo scesi dalla 44esima alla 49esima posizione in un anno
- Nel 2004 eravamo alla 39esima posizione
Siamo un paese di serie A o di serie B oggi? O meglio, vogliamo essere un paese di serie A o di serie B?
Siamo stati ricchi ed acculturati prima di altri paesi, e' giusto perdere terreno oggi? Preferirei un paese piu' povero ma piu' libero. La mancanza di liberta' di informazione comporta una perdita di valori, cultura e di speranza. La mancanza di informazione rende piu' difficile il progresso, che sia economico, sociale, tecnologico o culturale.
Camminiamo ma in direzione sbagliata. Andiamo indietro. Ed il passato, quello glorioso, diventa sempre piu' idilliaco e lontano. Oggi c'e' ancora qualcuno che l'ha vissuto, domani sara' solo nei libri e non negli occhi e nelle menti degli italiani.
Da notare che secondo l'inchiesta l'Irlanda e' nel 2009 in terza posizione e negli ultimi anni e' migliorata tanto, oscillando tra oltre la decima e la terza attuale. Tra i primi spiccano praticamente ogni anno i paesi scandinavi.
Gia' lo so qualcuno verra' a protestare sul report. Magari non e' affidabile, non e' credibile. Oppure io sono stupido a parlarne. Qualcuno mi dira' che c'e' corruzione sia in Irlanda che in UK a livello politico. Io vi dico che e' vero, ma vi dico che i giornali ne parlano, vengono acquistati e l'opinione pubblica cambia e che non stiamo parlando di corruzione in questo post bensi dell'indice di liberta' di stampa, quindi voglio commenti che non sono "out of scope", fuori discorso.
Non si depura una classe politica in una elezione ma di anno in anno, decennio in decennio si procede verso una situazione migliore quando i giornali possono parlare e punire chi e' oggetto di uno scandalo, quando i politici prendono decisioni sbagliate o peggio non ne prendono affatto. Il paese perfetto si sa esiste solo nei libri, ma i paesi che migliorano esistono. E' bello vedere il miglioramento, mantiene la speranza e ci da' ispirazione e fiducia nel futuro, per affrontare le piccole e grandi difficolta' quotidiane.
Ragazzi miei il problema italinao non si risolve se facciamo finta di non vederlo, se litighiamo l'un con l'altro chiamandoci terroni o polentoni o italiani "fuggiti all'estero", vigliacchi o senza palle perche' ancora in Italia. L'ho gia' detto che la situazione non e' catastrofica, ma un paese come il nostro, con la sua storia e con una cultura e la ricchezza economica di qualche anno fa non dovrebbe essere in questa posizione. Tutto qui.
Ritornando al report, andando nella sezione paesi si puo' consultare l'analisi effettuata sull'Italia. Vi incollo il testo qui sotto dopo le mie ultime considerazioni.

Non si parla solo di Berlusconi. I cittadini italiani hanno come fonte di informazione principale la TV e sappiamo bene che ci sono poche TV nazionali. Oggi Silvio controlla direttamente ed indirettamente Rai e Mediaset. Domani se perdera' le elezioni controllera' solo le TV private ma ci sara' ancora una grave concentrazione nel pubblico sotto l'influenza del governo e nel privato sotto l'influenza della famiglia Berlusconi.
Gruppi ultra violenti minacciano giornalisti sportivi. La Mafia minaccia la vita di giornalisti come Saviano e personaggi importanti delle forze dell'ordine sostengono che non dovrebbe avere la scorta!. Che figura ci facciamo nei confronti dei personaggi internazionali che han mostrato solidarieta' a Saviano?

Il report analizza anche la gravissima minaccia che incombe sulla liberta' di stampa a causa di una serie di leggi governo vuole promulgare per bloccare le pubblicazioni di intercettazioni. Dicono per rispetto della privacy. Quindi se sono un mafioso e parlo di droga quello fa parte della mia privacy? (Forse e' una legge che serve a Gesu da Arcore...)
I giornalisti devono essere iscritti all'albo e si sa bene come funzioni. Chi e' contrario ai poteri puoi essere escluso. Per poteri non intendo il governo ma chi ha di fatto potere di influenzare organismi ed istituzioni.

Per finire la giornata in bellezza oggi sul corriere ho visto delle foto scandalose che mostrano alcuni parlamentari della Lega fare gestacci di fronte al parlamento europeo ed ai fotografi presenti. Con tutte le ragioni che hanno per esultare, vi sembra il gesto di un politico che abbia classe?
Vi lascio ora al report. Ho evidenziato alcune frasi in grassetto. Sono secondo me punti davvero importanti. Vi invito a leggere con calma il report. Ogni parola e' sacrosanta e pesante.

Journalists investigating mafia and gangland activities, particularly in the south, do it at risk of their lives. Around a score of them, including Roberto Saviano, Lirio Abbate, Rosanna Capacchione and others still live under police protection. One phenomenon affecting the world of sport is the rise of threats against journalists specialising in football from groups of violent supporters often expressed by chanting and banners inside the football stadiums.
The Italian press can fall victim to a range of reprisals involving torching of cars and doors of their homes, threatening letters and intimidation of their families, all in the guise of “advice” given to those who persist in exposing what has gone wrong in Italian society. The grip of mafia groups on the media has become so threatening that in 2009 these groups were added to Reporters Without Borders’ list of press freedom predators.
In an anomalous situation within the European Union, prime minister, Silvio Berlusconi still controls the three channels of public RAI television as well as the leading privately owned radio and television group Mediaset, increasing political interference in their editorial lines and fostering self-censorship on the part of a section of the profession. Television which remains the main source of news for 80% of the population also attracts the lion’s share of national advertising revenue. The law promulgated by the Italian communications minister Maurizio Gasparri removed all limits on the distribution of advertising revenue, opening the door to an often massive “reorientation” in favour national television channels, particularly those belonging to the Berlusconi family.
Other recurrent problems remain, such as recruitment to the profession which is still extremely rule-bound. Those wishing to enter journalism have to pass a competitive exam and must become members of a professional body. Defamation remains a crime and the right of access to public or private information is not in practice respected.
The draft law on the publication of legal steps, which is currently under debate, contains serious threats for investigative journalism, proposing among other things a ban on publishing phone-tapping ordered by a prosecutor, until the completion of an investigation. The publication ban also applies to the work of investigative commissions. Once the draft law was adopted, journalists would from then on be unable to inform the public about any arrests, seizures or searches ordered by judges. Publication of steps, conversations or communications - the destruction of which had been ordered by a prosecutor - would still remain banned. A journalist or media violating this secrecy would face a prison sentence or very heavy fines and a three-month ban on exercising their profession.
C'e' un articolo sul Corriere riguardo il tema di questo post
Alfredo