Showing posts with label liberta'. Show all posts
Showing posts with label liberta'. Show all posts

Saturday, November 14, 2009

Italy's justice system - Senza vergogna

Ultimamente non parliamo molto di politica italiana sul blog, io non lo faccio per non intossicarmi ulteriormente e perche' sembra proprio gli avvenimenti si commentino da se, non c'e' nulla da aggiungere. Probabilmente i miei coautori hanno le stesse motivazioni. Tuttavia oggi rompo questo silenzio. Non scrivo una invettiva, niente post lunghi. Giusto un cappello ad un articolo che e' in prima pagina sull'Economist. Un articolo a cui credo non ci sia nulla da aggiungere. Concordo con tutto. Evidenzio solo alcune frasi che secondo me sono davvero profonde e sui cui tutti dovrebbero riflettere. Il sistema giudiziario italiano e' lento e non per colpa dei magistrati. Si da' la colpa a loro. Se questa legge passera' si cancelleranno molti processi e molti futuri crolleranno. In un paese dove la giustizia non e' garantita perfettamente, questa legge porterebbe ad un'ulteriore aberrazione di cosa sia un paese civile, un paese che protegga gli interessi dei deboli.


Buona lettura

A bizarre attempt by Silvio Berlusconi's government to constrain Italy's courts

IF YOU live in Italy and are planning to commit a moderately severe crime—perhaps a white-collar offence such as cooking the books, or beating your children, even stabbing your neighbour—the law might soon be of little hindrance to you. If a bill tabled in parliament this week were to become law, it would mean you could commit any of the above offences and could expect a reasonable chance of avoiding paying a penalty.

The proposed law, which is backed by Silvio Berlusconi's conservative government, suggests that the charges against defendants would have to be dropped two years after they were laid unless, by then, trial has been completed. The same two-year limit would be applied to both of the appeals to which defendants (and prosecutors) are subsequently entitled under Italian law, meaning that the complete legal process would have to be complete within six years.

In a court system that is overloaded, underfunded and renowned for inefficiency, the chances of completing each of the three stages in less than 24 months are low. The proposed law, which would apply to trials already being held, excludes from its provisions defendants with a criminal record, offences for which the penalty is a jail sentence of 10 years or more, and certain serious crimes such as those related to terrorism or the mafia. But the corporate body that represents Italy's judges and prosecutors says the law’s effects would be “devastating”. It estimates that more than 100,000 trials would have to be scrapped.

In addition, the proposed law would have effects beyond Italy's borders. It would apply, for example, to copyright violation, bribery, the marketing of counterfeit goods and the defrauding by Italians of EU funds. One of the trials it would halt stems from the 2003 Parmalat fraud whose victims include foreign as well as Italian bondholders.

The law sounds like madness, yet Mr Berlusconi has self-interested reasons to support it. Last month the constitutional court overturned a law that had been introduced by his government that gave him (and three other senior officials) immunity from prosecution. Italy's prime minister is already a defendant in two trials, for tax fraud and bribery, and other investigations are ongoing. If the bill were approved by parliament, where his coalition has a substantial majority, it would cancel both the trials and make it very likely that any charges brought against him in future would be 'timed out'.

In any case Mr Berlusconi appears not to be taking any chances. On Wednesday, one of his MPs tabled another bill that would restore the immunity that all Italy's national lawmakers enjoyed until 1993. Either or both of the proposed laws could run into stiff resistance if referred to the constitutional court. But their introduction makes it ever more likely that the rest of Mr Berlusconi's time in government will be dominated (as was his previous spell) by his legal struggles.

All this will prove to be an unhelpful distraction from more important matters, such as trying to get Italy out of recession and to deliver much-needed economic and social reforms. Mr Berlusconi's supporters argue that introducing time limits will promote swifter justice. Maurizio Gasparri, the leader of his party in the Senate and the bill's main sponsor, suggests that “if the magistrates worked harder, trials would be quicker”. But he acknowledges that they also need better resources and says that funding for the courts will be increased in the 2010 budget.

Even if the government were to deliver on that promise, it will take years to undo the decades of neglect to which Italian justice has been subject. In the meantime, if Mr Gasparri and his leader have their way, Italy would become an even more lawless society than it is already.

Fonte

http://www.economist.com/world/europe/displayStory.cfm?story_id=14885947&source=features_box_main


Tuesday, October 20, 2009

Libertà di stampa, peggiora l'Italia


Sono un po' nervoso nel scrivere questo post, temo di farmi molti nemici, ma non mi interessa. Quello che mi interessa davvero, quello che anzi mi fa stare male e' sapere che un paese che e' ancora nel G8 (anche se molti paesi si chiedono come ci sia ancora) si trovi in 49esima posizione quando si parla di liberta' di stampa.
La liberta' di stampa e' alla base di una democrazia, ne ho gia' parlato in un vecchio post . Se non c'e' liberta' di stampa non c'e' informazione e se non c'e' informazione i cittadini sono costretti a prendere decisioni sulla base di elementi imparziali, inesatti o incompleti. Sono come chiusi nell'ovatta e drogati per non vedere ne' sentire, per continuare a vivere come maiali destinati al macello, senza pero' il vantaggio di ingrassare a spese altrui, con l'unica preoccupazione di mangiare e defecare. Coloro che invece controllano l'informazione si arricchiscono di denaro e potere a discapito della stragrande porzione della popolazione. Il vantaggio di pochi e' la sfortuna di molti.

La civilta' di un paese dovrebbe misusarsi molto di piu' sulla base dei diritti garantiti ai suoi cittadini che sul prodotto interno lordo ed il reddito pro capite. Xenofobia e razzismo nascono spesso dalla paura, paura nei confronti di cittadini di paesi che riteniamo meno civili. Eppure andando a vedere la classifica stilata dall'associazione Reporters sans frontieres (sito web http://www.rsf.org/-Anglais-.html.) vediamo che l'Estonia e' sesta, la Lituania e' decima. La Repubblica Ceca e' 24esima, Uruguay, Costa Rica ed Ungheria sono sotto la trentesima posizione. La Polonia e' 37esima, anche la Bosnia sta meglio di noi alla 39esima posizione. Paesi che nell'immaginario comune di una fetta del paese sono terzo mondo o peggio.

Vi stupite? E' davvero scioccante no? Per me e' deprimente. Io come persona di cultura, aperto mentalmente e con un grado di istruzione universitaria non riesco ad accettare di vivere in un paese dove non c'e' liberta' di stampa. Scommetto che chi fino a ieri fosse estremamente orgoglioso di vivere in un paese che considera civilmente al di sopra di altri oggi possa sentirsi in imbarazzo o innervosito da questa notizia che sembra quasi una calunnia e magari sfoghera' il suo rancore nei miei confronti o nei confronti di chi condivide la mia opinione.

Qualcuno mi dira' che in un paese pero' si "piscia" per strada, in un altro ci sono troppi ubriaconi e in quell'altro non c'e' il bide nel bagno o manca il miscelatore e ci si scotta con l'acqua calda. In quel paese l'Universita' e' piu' facile della nostra quindi i laureati sono meno acculturati (a proposito di universita' c'e' un post che verra' pubblicato nei prossimi giorni molto scottante), in quell'altro c'e' ancora la monarchia.
Belli miei queste sono verita' usate per gettare fumo e coprire i problemi piu' seri. Ancora una volta per mancanza di informazione spesso siamo davvero convinti che quello che ci hanno insegnato sia l'unica e sacrosanta verita'. Invece non e' cosi.

Non mi va di essere limitato, di leggere una verita' pilotata od offuscatai o ritrovarmi circondato da tante persone che non conoscono i fatti. Per carita' il report dice che la situazione non e' allarmante. Non sono stati uccisi giornalisti, non sono stati imprigionati dissidenti nell'ultimo anno, non sto buttando l'Italia in basso, posso lamentarmi su questo blog di Silvio e non vado in galera. Ci sono paesi dove si sta molto peggio, lo dico io stesso. Quello che mi rattrista sono una serie di elementi su cui tutti dovrebbero riflettere:
  • Il nostro paese ha una grandissima storia alle sue spalle a cominciare dalla civilta' greca e tutte le successive civilta' che hanno lasciato segni nella cultura, l'arte e la nostra lingua. Eravamo un paese di serie A gia' 2000 anni fa.
  • Siamo scesi dalla 44esima alla 49esima posizione in un anno
  • Nel 2004 eravamo alla 39esima posizione
Siamo un paese di serie A o di serie B oggi? O meglio, vogliamo essere un paese di serie A o di serie B?

Siamo stati ricchi ed acculturati prima di altri paesi, e' giusto perdere terreno oggi? Preferirei un paese piu' povero ma piu' libero. La mancanza di liberta' di informazione comporta una perdita di valori, cultura e di speranza. La mancanza di informazione rende piu' difficile il progresso, che sia economico, sociale, tecnologico o culturale.
Camminiamo ma in direzione sbagliata. Andiamo indietro. Ed il passato, quello glorioso, diventa sempre piu' idilliaco e lontano. Oggi c'e' ancora qualcuno che l'ha vissuto, domani sara' solo nei libri e non negli occhi e nelle menti degli italiani.

Da notare che secondo l'inchiesta l'Irlanda e' nel 2009 in terza posizione e negli ultimi anni e' migliorata tanto, oscillando tra oltre la decima e la terza attuale. Tra i primi spiccano praticamente ogni anno i paesi scandinavi.
Gia' lo so qualcuno verra' a protestare sul report. Magari non e' affidabile, non e' credibile. Oppure io sono stupido a parlarne. Qualcuno mi dira' che c'e' corruzione sia in Irlanda che in UK a livello politico. Io vi dico che e' vero, ma vi dico che i giornali ne parlano, vengono acquistati e l'opinione pubblica cambia e che non stiamo parlando di corruzione in questo post bensi dell'indice di liberta' di stampa, quindi voglio commenti che non sono "out of scope", fuori discorso.

Non si depura una classe politica in una elezione ma di anno in anno, decennio in decennio si procede verso una situazione migliore quando i giornali possono parlare e punire chi e' oggetto di uno scandalo, quando i politici prendono decisioni sbagliate o peggio non ne prendono affatto. Il paese perfetto si sa esiste solo nei libri, ma i paesi che migliorano esistono. E' bello vedere il miglioramento, mantiene la speranza e ci da' ispirazione e fiducia nel futuro, per affrontare le piccole e grandi difficolta' quotidiane.

Ragazzi miei il problema italinao non si risolve se facciamo finta di non vederlo, se litighiamo l'un con l'altro chiamandoci terroni o polentoni o italiani "fuggiti all'estero", vigliacchi o senza palle perche' ancora in Italia. L'ho gia' detto che la situazione non e' catastrofica, ma un paese come il nostro, con la sua storia e con una cultura e la ricchezza economica di qualche anno fa non dovrebbe essere in questa posizione. Tutto qui.

Ritornando al report, andando nella sezione paesi si puo' consultare l'analisi effettuata sull'Italia. Vi incollo il testo qui sotto dopo le mie ultime considerazioni.


Non si parla solo di Berlusconi. I cittadini italiani hanno come fonte di informazione principale la TV e sappiamo bene che ci sono poche TV nazionali. Oggi Silvio controlla direttamente ed indirettamente Rai e Mediaset. Domani se perdera' le elezioni controllera' solo le TV private ma ci sara' ancora una grave concentrazione nel pubblico sotto l'influenza del governo e nel privato sotto l'influenza della famiglia Berlusconi.
Gruppi ultra violenti minacciano giornalisti sportivi. La Mafia minaccia la vita di giornalisti come Saviano e personaggi importanti delle forze dell'ordine sostengono che non dovrebbe avere la scorta!. Che figura ci facciamo nei confronti dei personaggi internazionali che han mostrato solidarieta' a Saviano?

Il report analizza anche la gravissima minaccia che incombe sulla liberta' di stampa a causa di una serie di leggi governo vuole promulgare per bloccare le pubblicazioni di intercettazioni. Dicono per rispetto della privacy. Quindi se sono un mafioso e parlo di droga quello fa parte della mia privacy? (Forse e' una legge che serve a Gesu da Arcore...)

I giornalisti devono essere iscritti all'albo e si sa bene come funzioni. Chi e' contrario ai poteri puoi essere escluso. Per poteri non intendo il governo ma chi ha di fatto potere di influenzare organismi ed istituzioni.


Per finire la giornata in bellezza oggi sul corriere ho visto delle foto scandalose che mostrano alcuni parlamentari della Lega fare gestacci di fronte al parlamento europeo ed ai fotografi presenti. Con tutte le ragioni che hanno per esultare, vi sembra il gesto di un politico che abbia classe?


Vi lascio ora al report. Ho evidenziato alcune frasi in grassetto. Sono secondo me punti davvero importanti. Vi invito a leggere con calma il report. Ogni parola e' sacrosanta e pesante.





















Journalists investigating mafia and gangland activities, particularly in the south, do it at risk of their lives. Around a score of them, including Roberto Saviano, Lirio Abbate, Rosanna Capacchione and others still live under police protection. One phenomenon affecting the world of sport is the rise of threats against journalists specialising in football from groups of violent supporters often expressed by chanting and banners inside the football stadiums.
The Italian press can fall victim to a range of reprisals involving torching of cars and doors of their homes, threatening letters and intimidation of their families, all in the guise of “advice” given to those who persist in exposing what has gone wrong in Italian society. The grip of mafia groups on the media has become so threatening that in 2009 these groups were added to Reporters Without Borders’ list of press freedom predators.
In an anomalous situation within the European Union, prime minister, Silvio Berlusconi still controls the three channels of public RAI television as well as the leading privately owned radio and television group Mediaset, increasing political interference in their editorial lines and fostering self-censorship on the part of a section of the profession. Television which remains the main source of news for 80% of the population also attracts the lion’s share of national advertising revenue. The law promulgated by the Italian communications minister Maurizio Gasparri removed all limits on the distribution of advertising revenue, opening the door to an often massive “reorientation” in favour national television channels, particularly those belonging to the Berlusconi family.
Other recurrent problems remain, such as recruitment to the profession which is still extremely rule-bound. Those wishing to enter journalism have to pass a competitive exam and must become members of a professional body. Defamation remains a crime and the right of access to public or private information is not in practice respected.
The draft law on the publication of legal steps, which is currently under debate, contains serious threats for investigative journalism, proposing among other things a ban on publishing phone-tapping ordered by a prosecutor, until the completion of an investigation. The publication ban also applies to the work of investigative commissions. Once the draft law was adopted, journalists would from then on be unable to inform the public about any arrests, seizures or searches ordered by judges. Publication of steps, conversations or communications - the destruction of which had been ordered by a prosecutor - would still remain banned. A journalist or media violating this secrecy would face a prison sentence or very heavy fines and a three-month ban on exercising their profession.


C'e' un articolo sul Corriere riguardo il tema di questo post

Alfredo



Sunday, October 11, 2009

La Stampa Estera Sputtana l'Italia





Io la metterei piu' sul piano, "sono coinvolto in alcuni processi, sono convinto d'essere innocente e li affronto dando le dimissioni per evitare che gli scandali personali di una sola persona danneggino l'immagine di questo paese".
Ma lui e' Gesu', non vuole lasciarci. Perche' l'Italia deve perderlo?
Senza di lui affondiamo.

Ovviamente sono ironico

Tuesday, September 22, 2009

Per la liberta' di stampa

L'appello labciato da Repubblica sulla liberta' di stampa ha ricevuto 400000 firme, alcune da noti personaggi della cultura e dello Sport.
Oggi ho deciso di aderire


Date un'occhiata voi stessi


Ecco un articolo al riguardo sul Guardian

Italian paper mounts press freedom petition as Berlusconi sues for libel


Italy's prime minister, Silvio Berlusconi, has sued the country's second biggest-selling daily newspaper La Repubblica for libel. He objected to the paper's call for him to answer 10 questions about his relationships with several women.

With Berlusconi's widespread media interests, there is mounting pressure on the paper and the situation is said to be growing more serious by the day.

La Repubblica's journalists believe the libel action is an attempt to stifle a free press. In a statement on its website, the paper says: "The questions addressed to our prime minister are real questions that have prompted people's interest not only in Italy but also in the media across the world."

It has therefore launched an online petition in defence of press freedom that has attracted more than 420,000 signatories. It is hoped to reach 500,000 by 3 October, when a public demonstration is due to take place in Rome.

Among the signatures on the petition are those of four British national paper editors: Alan Rusbridger (The Guardian), Lionel Barber(Financial Times), John Witherow (Sunday Times) and Roger Alton(The Independent). Editors in Germany, France and Spain have also signed. But no Italian editor is on the list.

La Repubblica, which is published in Rome, sells about 540,000 copies a day. Founded in 1976 as a radical paper, it has maintained a centre-left political stance ever since.

To give you some idea of how Berlusconi's loyal media empire is attacking the paper, here's the photomontage that appeared on page 3 of Libero today, lampooning Ezio Mauro, editor of La Repubblica.

Fonte


Alfredo

Friday, May 1, 2009

La liberta' di Stampa in Italia che non c'e'....

Un paese puo' trovarsi in una situazione pseudo dittatoriale pur avendo un sistema governativo che sulla carta risulta democratico. Come?

Quando la liberta' di stampa e quindi di informazione e' ridotta. 


Poter manipolare l'informazione e' genera una concentrazione di potere enorme. Sotto forma di messaggi impliciti od espliciti o semplicemente oscurando cio' che pare e piace rende possibile manipolare le menti di molti. I cittadini diventano ciechi e sordi, non vedono e non sentono o vedono male cio' che accade. La realta' viene filtrata e travisata, adattata. Il messaggio trasferito non e' piu' l'informazione, ma un messaggio che condiziona ed influenza l'opinione pubblica. 

Lo scopo di chi manipola l'informazione e' ovviamente curare gli interessi privati, a discapito della nazione e del benessere pubblico. La liberta' di stampa e' la base di una democrazia. Voltaire diceva "Disapprovo quello che dite ma difendero' fino alla morte il vostro diritto di dirlo". Questo dovrebbe essere lo spirito predominanante di una nazione e in tutte le sedi politiche dove si decide la nostra vita. La dialettica non solo e' un sacrosanto diritto, la dialettica porta all'arricchimento di tutte le parti (ma ad alcuni piace arricchirsi ingiustamente a discapito degli altri) e ad una somma di benessere superiore di quella che c'e' quando si cura solo il benessere di pochi. 

Discutere civilmente le proprie tesi, arguire, porta anche ad imparare. Posso credere di sapere qualcosa, ma posso sbagliarmi ed uno di voi puo' insegnarmi qualcosa di nuovo oggi. Basta non pretendere di sapere tutto. Spesso mi dicono che sono un eccellente lavoratore, dotato di grandi capacita', e mi chiedono come faccia. Io rispondo, meta' di quello che so lo apprendo da voi. 

C'e' un articolo sul Corriere molto triste. Riguarda la liberta' di stampa in Italia. La Freedom House ha stilato il rapporto annuale sulla liberta' di stampa. L'Italia sta andando indietro. Poveri noi. E la colpa sembra d'essere di..

Indovinate un po' o leggetevi l'articolo riportato qui sotto.


RAPPORTO DI FREEDOM HOUSE, ORGANIZZAZIONE NON-PROFIT E INDIPENDENTE


Libertà di stampa: l'Italia fa un passo indietro, unica nazione in Europa

La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati» (da Freedomhouse.org)NEW YORK - L'Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare sul sito Freedomhouse.org.

 

CLASSIFICA - Nell’annuale classifica di Freedom House, l’Italia va indietro come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.

 

PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.


http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_30/stampa_liberta_italia_ca7191e6-35c7-11de-92cb-00144f02aabc.shtml


Alfredo


Che la pace sia con voi




Cava Dei Tirreni