Benvenuto a Dublino
Purtroppo non fu questa la frase che mi accolse quando misi piede sulle sponde celtiche.
O meglio. Gli stranieri che incontrai mi diedero il benvenuto.
Qualche problema purtroppo l'ho avuto con i connazionali. Non problemi seri, a parte qualche caso sporadico.
Ma andiamo con ordine.
Appena arrivato devo dire, con soddisfazione e gratitudine, che fui ben accolto da Enzo, Alfredo, Francesco, Felice, Marco ed altri cavesi a Dublino. Mi accolsero come un fratello facendomi sentire in una famiglia.
Certo nessuno di loro si mise a trovarmi lavoro o casa, come pretendono molti connazionali dai propri compatrioti all'estero, ma io non avevo di queste pretese.
Sapevo benissimo. Ognuno aveva una propria vita da vivere e dovevo cercare di cavarmela da solo. E ci riuscii.
Il problema fu quando cominciai a frequentare "The Italian Ghetto", ovvero quella piccola comunita' di Italiani Dublinesi che si aggira per la capitale celtica.
I primi "amici" che mi presentarono e le prime uscite erano di una depressione che definire da suicidio e' veramente essere ottimisti.
Immaginatevi me, da solo, appena arrivato, che non si trovava una casa decente neanche a pagarlo oro, ed ho vissuto in un cesso per due mesi, a ritrovarmi in uscite in gli argomenti principali erano nell'ordine:
Che schifo di tempo
Sta da due anni quasi e non ce la faccio piu'.
Si mangia una merda.
Non si trovano cose da mangiare.
E' deprimente
I Knackers, gli irlandesi che si ubriacano troppo, la mancanza di alternative al PUB, i Bus deprimenti, l'igiene degli stranieri in generale...
ecc ecc ecc
Ora, non voglio stare a discutere sulle veridicita' o meno delle affermazioni di cui sopra. Questo post non vuole mettersi a difendere l'Irlanda. Anche perche' a me frega relativamente poco visto che la mia avventura qui ha avuto un inizio ed avra' una fine.
Cio'che pero' lascia perplessi e' il fatto che, ad uno appena arrivato, gli si facessero sorbire questi discorsi.
Vi faccio un esempio.
Appena arrivato, dopo 3 settimane, mi ritrovai ad un leaving party.
Il festeggiato, dopo che gli dissi che ero a Dublino da due settimane, mi disse testuali parole:
"Mettitelo in testa, farai come me, Dopo due anni...via!!!"
E fece il gesto con la mano di quando si deve andare via.
Un bell'incoraggiamento, senza dubbio. Peccato per lui che sia ancora qui. Si sara' sbagliato
Frequentai poi per 3/4 serate un gruppo di ragazzi. Ce n'erano due in particolare, un lui ed una lei. Uno di loro ogni sera "bramava" il suo leaving party, che era vicino ma che ancora non arrivava. Era depresso, sempre. Muso lungo, testa a bassa, camicia a quadroni stretti da sfigato.
La ragazza invece, non faceva altro che ubriacarsi, e mi disse (era circa 1 mese, ma anche meno che ero li'), tanto per incoraggiarmi, che piuttosto che rimanere a Dublino stava cercando un lavoro a Roma anche ad 800 euro al mese.
Considerate che lei era meridionale,e quindi anche a Roma avrebbe dovuto pagare l'affitto. Insomma vaneggiamenti.
Lamentela continua di un'altra ragazza che ricordo particolarmente, era che la lasagna e la bolognese non venissero bene come a casa.
A queste "feste", cene, tentativi di suicidi di massa, autoflagellazione collettiva, autosuggestione collettiva,lavaggio del cervello collettivo, autocommiserazione collettiva, o semplicemente, incapacita' di adattarsi collettiva, partecipai per i primi due mesi, che delineo come i peggiori della mia esperienza da aspirante druido.
Dopo 1 mese e mezzo circa mi venne a trovare mia sorella. Vide purtroppo le condizioni pietose dell'appartamento (fortuna poi per due anni ho vissuto in un gran bel posto) e vide le difficota' iniziali di lingua, lavoro, lontananza, provare a rifarmi una vita.
Si, perche' a Dublino stavo provando a rifarmi una vita a 30 anni. Dare una svolta, ricominciare. Ma anche migliorare, imparare, scoprire.
Comunque ebbi la felcie idea di portarla in uno di questi gruppi di psicoanalisi. Gli "Irlandiani" noti, chiamamoli cosi' che Dominoni e' contento.
Per tutta la serata, due signorine ed un galantuomo la intrattennero spiegandole lo squallore e la pochezza della loro vita celtica. Ovviamente il "blame" andava tutto tutto sull'isola di smeraldo e la sua gente.
Per circa 2/3 serate mia sorella segui' la mia nuova allegra compagnia, che avrebbe dovuto aiutarmi a tirarmi su e motivarmi nella fase iniziale della mia esperienza.
Dopo questi 3 giorni, prima di ritornare in Italia, provo' a dirmi, devo ammettere con molto tatto, che vivere fuori casa non era facile, e che forse era il caso mi trovassi persone piu' motivate ed allegre da far entrare nella mia vita, e non 30/35/40 enni depressi che non facevano altro che rimpiangere l'Italia.
Mi disse che ero gia' in una situazione difficile. L'aver lasciato un posto sicuro e la mia famiglia in Italia, ed esser finito in un appartamentino non proprio confortevole non mi aiutavano di certo.
E cosi', dopo aver capito che se non volevo che la mia avventure finisse prima di quanto allora pianificato (2 anni), mi diedi una svolta.
Qualche serata folle con i colleghi, l'arrivo del mio migliore amico Alessandro, le uscite con Enzo ed Alfredo, le serate pazze con amici di ogni tipo, mi tirarono su di morale, mi fecero stringere i denti, e superare quello scoglio che per me, per come e' il mio carattere, rappresentava l'ostacolo piu' insormontabile.
I primi 6 mesi,
Poi ci fu l'arrivo di Manuela ed il suo appoggio. Qui le piaceva e le piace ancora. E la sua presenza ha solidificato la mia sicurezza. E' stato come armare il cemento (non pensate sempre male).
Poi il lavoro che mi ha riempito di soddisfazioni, i tanti viaggi, le tante avventure e persone incontrate, l'aver ripreso gli studi ed aver preso un bell'appartamento in una bella zona hanno completato l'opera.
E poi una piccola schiera di amici che si lamenta poco.
Certo, qualche episodio simile ho continuato a viverlo con la mia vita da blogger. Ma la pausa di 1 mese che mi diedi mi ha aiutato molto.
L'Italiano vuole giustificare il suo disadattamento e la sua frustrazione ed inutilita' contro qualcosa. Non si riesce ad essere severi con se stessi, e Dublino e' una facile valvola di sfogo.
E' li' la citta' di Joice e non si difende, ma assorbe gli insulti consolandosi con una bella pinta fresca di Guinness.
Ed anche io faccio cosi'. La Guinness e' una "grassa" consolazione.
Chi vuole essermi amico sa dove e come trovarmi.
Ma chi si lamenta troppo non fa per me.
La vita e' troppo breve per passarla piangendosi addosso. Gli psicodrammi di massa non mi interessano. Se avessi avuto la psicologia tra le mie passioni non sarei stato un Software Engineer.
Io amo vivere. Bacco1977
P.S. E gli "amici" delle prime psico-cene? Mai piu' rivisti, grazie a DIO.