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Thursday, March 11, 2010

Razzismo

ciao a tutti

guardate questo link:

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_11/pordenone-dialetto-docente-licenziato_6210542a-2d06-11df-a00c-00144f02aabe.shtml

sotto trovate l'articolo :

al maestro non hanno rinnovato il contratto di lavoro a tempo determinato

Friuli, licenziato supplente campano: usava espressioni dialettali in classe

La vicenda in una scuola di Pordenone. Il dirigente scolastico: «Manifesta incapacità didattica»

al maestro non hanno rinnovato il contratto di lavoro a tempo determinato

Friuli, licenziato supplente campano: usava espressioni dialettali in classe

La vicenda in una scuola di Pordenone. Il dirigente scolastico: «Manifesta incapacità didattica»

MILANO - Un maestro supplente di una scuola elementare di Pordenone ha perso l'incarico per avere utilizzato, durante le lezioni, espressioni dialettali che avrebbero creato difficoltà di comprensione e sconcerto negli alunni. La vicenda è riportata dal Messaggero Veneto, che cita fonti anonime. Al docente, che ha 40 anni ed è originario della Campania, erano state affidate lo scorso settembre due classi in due plessi dello stesso istituto, ma i genitori, ascoltando i racconti dei figli, hanno protestato con la dirigente scolastica. Ne è scaturita un'ispezione al termine della quale le autorità scolastiche hanno deciso di non rinnovare al supplente il contratto di lavoro. Il responsabile Centro Servizi Amministrativi di Pordenone, Stefano Caravelli, ha detto che il contratto di lavoro dell'insegnante in questione non è stato rinnovato alla scadenza «per manifesta incapacità didattica in un docente non abilitato» e ha escluso che esistano collegamenti fra questa incapacità ed eventuali lacune linguistiche dell'insegnante. (Fonte Ansa)

Saturday, December 19, 2009

Il padano corrotto


Spesso e volentieri, molti dei miei fans veneti , tra cui il pirla a tutti noto che va minacciando i bloggers Italiani all'estero, postavano nei commenti di questo blog interventi dell'illustrissimo Prosperini.

Prosperini, nella loro menti di verde tinte, era il simbolo della ribellione padana. Il simbolo della secessione, il simbolo della liberta'.

Le frasi che maggiormente accompagnavano i video di Prosperini presi da youtube erano del tipo:


"Terroni di merda"
"Il vento sta cambiando"
"La secessione e' vicina"
"Liberta' per la padania"
"Quando ci saremo liberati di voi riprenderemo a prosperare"

L' ultima frase e' veramente una delle piu' carine.
Mi spiegate come si riesce a prosperare con uno del genere?






Prima di prendere il cammello o il gommone e tornarmenea casa , un 'ultima osservazione.
Prosperini e' stato arrestato per tangenti e corruzione. La corruzione e' uno dei principali fattori che blocca il prosperare di un paese per i motivi che tutti noi sappiamo.
La corruzione viene spesso associata al Sud. Sud=clientelismo e' quasi un dogma per molti .
Tutti dimenticano pero' che tangentopoli era Milano. Milano da pere.

E' proprio vero. L' Italia e' un paese marcio dalla testa ai piedi. Ma fortunatamente ho il piacere di asserire che, dalla testa, puzza un pochettino di piu'.

Padania Libera al piu' presto, vi prego.
Non vorrei essere associato a questi personaggi qui.

Bacco1977

Saturday, November 21, 2009

Le migliori universita' al mondo - Italiane non ne vedi manco col binocolo!

Tempo fa discussi con Bacco riguardo questa classifica. La notizia non e' recente tuttavia voglio parlarne lo stesso.

Abbiamo parlato spesso del sistema universitario e dell'istruzione in genere in Italia. I pareri sono sempre contrapposti. Molti non capiscono che in un sistema globalizzato se vuoi trovare lavoro in Europa e non nella citta' confinante con la tua non sempre la tua universita' e' conosciuta.
Ci sono vari organismi che pubblicano ogni anno la classifica delle migliori universita' al mondo. I metodi sono leggermente diversi, pero' stranamente hanno tutte un denominatore comune, non ci sono universita' italiane nelle prime 100, spesso nemmeno nelle prime 200.

I commenti tipo "occorre prendere queste fonti con le pinze" arriveranno a cascata, per non parlare degli insulti (spero di sbagliarmi). Prima di surriscaldarvi vi invito ad una riflessione. Che queste ricerche siano effettivamente specchio della realta' o siano distorte a noi laureati non cambia nulla quando andiamo a fare un colloquio e ci vien posta la domanda: dove hai studiato?

Qualcuno da Fisciano puo' sempre essere piu' preparato di qualcuno dell'Universita' di Osaka, ma il nome e' un biglietto da visita purtroppo. Io dico che c'e' una base di verita'. La classifica che prendo in esame puo essere consultata qui , la metodologia a questa pagina.

Il Trinity college e' 43esimo, l'UCD 89esimo. L'Irlanda, una piccola nazione, ha due universita' nel gruppo delle prime 100. Questo vuol dire che con una laurea al Trinity College in Europa e negli States o dove vi pare qualcuno conoscera' il nome dell'istituzione dove vi siete formati.


Questa classifica prende in considerazione citazioni, fattori internazionali, numero di studenti stranieri (quindi attrattivita' internazionale). Che venga accettata o meno come ho gia' detto c'e' una cosa che non cambia, il vostro biglietto da visita. Ora escludendo quelle supercostose, soprattutto Americane, dove la maggior parte di noi non potrebbe mai andare, io mi domanco come mai non c'e' nemmeno una italiana nelle prime 100?
Il Trinity College non e' proibitivo, l'UCD ancora meno. Questo deve farci riflettere. Protestare qui sul blog, contro di me o contro chi ha fatto la classifica non risolve niente per noi e per i nostri figli se studieranno in Italia.

Tutto quello che so e' che mi son fatto il"culo" all'universita', ho studiato davvero tanto. Ho appreso molto, ma ho avuto anche tante difficolta' a causa di "gentaglia" messa a lavorare dove si dovrebbe formare il futuro della nostra societa'. Disservizi, corruzione, professori impreparati e incuranti dei bisogni dei giovani, personale amministrativo ipersindacalizzato e non curante di nient'altro che della busta paga e chi piu' ne ha piu' ne metta.

Voglio citare per correttezza anche le persone positive che ho incontrato durante il mio cammino. Il mio Professore di Marketing Analisi di mercato mi ha insegnato tanto. Lavorava per i giovani, per la nostra conoscenza. Meta' di quello che so l'ho imparato con lui.
Pensate se avessi avuto altri 5 professori come lui, o magari altri 20 per non dire 25, cioe' uno per ogni esame che ho sostenuto. Quanto saprei oggi? Quante difficolta' in meno avrei affrontato?
La mia universita' sarebbe in una posizione migliore nelle classifiche?

Rispondo io stesso, saprei di piu', avrei avuto meno difficolta', la mia universita' avrebbe un'immagine a livello nazionale e magari a livello internazionale migliore.

Il sistema Italiano a mio parere funziona allo stesso modo in gran parte degli istituti. La laurea e' un foglio di carta, "il foglio di carta" che ti serve per accedere ad alcune categorie, albi e concorsi. Le universita' sono infestate da baroni politicizzati, la selezione comincia li. Per chi arriva alla fine degli studi c'e' poi un altro mondo abbastanza politicizzato, quello dei concorsi. Tutto funziona per conoscenza e per processo. L'istruzione e' in basso nella classifica per importanza.

Non ci sono sistemi meritocratici. La ricerca non va' perche' i fondi non arrivano per efficienza ed efficacia. Spesso i dottorandi si ritrovano a lavorare dentro uffici universitari per aziende private possedute dai docenti, sottoposti a forme di ricatto implicito al momento del rinnovo del contratto, per non parlare del primo contratto. Studenti che scrivono pubblicazioni che poi escono magicamente fuori sotto altri nomi (uno studente cavese sconosciuto a Fisciano divento' poi molto conosciuto all'estero, peccato sia tragicamente scomparso non molto tempo fa').
Chissa' come faranno a cambiare quei nomi durante la stampa...

Mi fermo mi si sta' condensando la bile...

Buon fine settimana
Ad Majora



Saturday, November 14, 2009

Crescita o non crescita in Italia

Piccola riflessione oggi. Non ho avuto modo di scrivere perche' son stato fuori ma ho avuto modo di pensare, riflettere. Vorrei chiarire qualcosa sulla crescita dei paesi. Si e' parlato di ricrescita, miracolo in Italia. Ma quale miracolo?
In Italia i prezzi non stanno scendendo come in UK e in Irlanda. Non so altrove ma per esperienza vissuta so che in questi due paesi i prezzi stanno diminuiendo, ma che dico, in Irlanda crollando. Se i prezzi scendono ed i consumi non aumentano abbiamo gia' una decrescita. Si perche' il totale delle transazioni svolte in un paese diminuisce in valore nominale.
Decrescita non e' sempre qualcosa di negativo per noi consumatori se dipende piu' dalla deflazione che dagli altri fattori. In Italia i prezzi non scendono come altrove. Anzi spesso si sente parlare di pasta che continua a salire di prezzo. Lo stesso per il pane. E quali sono gli alimenti piu' consumati dalle famiglie a medio//basso reddito?
Lascio la risposta a voi.

Io non credo agli asini che volano o alle polpette che dal piatto si dirigono direttamente in bocca. Crescita o non crescita ad ogni paese restano i problemi che c'erano prima. Non e' un cambiamento radicale passare da decrescita a crescita. Non so se vi ricordate quando negli anni 90 volevano farci credere che l'inflazione fosse al 5% quando le assicurazioni auto aumentavano a doppie cifre percentuali, per i ciclomotori si parlava del 100% annuo.

Gli alimentari qui in Irlanda hanno subito una riduzione impressionante su una grossa fetta dell'offerta. I canoni di affitto sono scesi. Certo qualcuno, come me, sta aspettando il termine del vecchio contratto, ma potro' affittare il mio appartamento a 850€ al mese quando la persona che l'ha fittato un anno prima di me pagava 1300€. Parlo di un appartamento nuovo, 2 anni di vita. Isolamento termico eccezionale, esposto al sole, centralissimo e grandicello per essere un 1 bedroom.

Nessuno puo' dire che mi sento forte perche' ancora non ho perso il lavoro. Siamo in due e uno di noi ha avuto una riduzione di orario ( e quindi di paga) di oltre il 25%. Si sente sul bilancio.

Buon fine settimana

Monday, September 7, 2009

La Citta' Dell'amore 2

Giorni fa un episodio mi ha fatto ricordare un vecchio post del caro Bacco ora in missione in Campania. Il post si intitolava la Citta' Dell'amore .
In Italia ci sono stati i primi casi gravi di pazienti colpiti dalla nuova influenza, che altro non e' che l'influenza con un virus diverso da quello vecchio. La percentuale di decessi e' dello 0,9% mentre per una normale influenza e' l'1%. Il primo decesso in Italia e' avvenuto a Napoli. Mi spiace per questo signore di 51 anni e la sua famiglia. Leggevo che era spesso ammalato, aveva diversi problemi di salute da anni, e per questo il suo corpo non ha resistito all'influenza.

Non si muore di influenza se non ci sono altre complicazioni. Molte persone avranno questa influenza e non lo sapranno nemmeno, perche' non stiamo parlando di peste bubbonica o di colera!

Ritornando al topic, il titolo mi e' venuto spontaneo, leggendo e rattristandomi, quasi incredulo a quanto grottesco puo' essere il nostro paese. Nessuno, NESSUNO, e' andato al funerale del povero deceduto, tranne la madre, la sorella ed una nipote. Nessuno dei parenti, nessuno dei suoi amici si e' recato al funerale. I portantini avevano la mascherina e per ragioni di ordine pubblico, immagino le scene melodrammatiche di qualche bella grassa signora come quella protagonista nell'episodio del ragazzo preso a colpi di pistola a Napoli; Bacco fece un post al riguardo, la Citta' Dell'Indifferenza.

Un particolare ancora piu' raccapricciante e' il fatto che per ragioni di ordine pubblico le autorita' pubbliche han dovuto disinfestare il palazzo. I condomini avranno protestano e fatto sceneggiate e l'unico modo per calmarli e' stato questo, disinfestare il palazzo quando non era necessario.

L'influenza non si trasmette da un povero uomo deceduto ai viventi, e non si prende perche' c'e' stato qualcuno ammalato nel vostro condominio. Tra l'altro i dottori l'hanno detto chiaramente che questo signore non e' deceduto a causa dell'influenza ma a causa delle altre patologie che lo tormentavano da tempo.

Vi rimando agli articoli su la Repubblica ed il Corriere al riguardo. Che qualcuno non si lamentasse che prendiamo le notizie solo da La Repubblica. Se ci fate caso l'articolo del Corriere e' piu' duro nel descrivere questo triste episodio di ignoranza.



Con tanto ribrezzo
Alfredo

Cosi si diventa famosi

Altro che meritocrazia...





Monday, August 17, 2009

Il nepotismo nella ricerca Italiana

Due ricercatori Italiani, Antonio Lavarone ed Anna Lasorella hanno fatto una grande scoperta sulla lotta al cancro al cervello. Sara' una combinazione ma i due erano "fuggiti" (abbandonando il proprio paese come qualcuno dira' di sicuro) perche' secondo loro in Italia non c'era liberta' di ricerca.
Bacco fece un paio di post riguardo la ricerca; una ricercatrice Italiana di 47 anni ancora senza lavoro fisso costretta a lasciare l'Italia per gli Stati Uniti dove prontamente aveva trovato lavoro e peraltro ben pagato.

Se volete rinfrescarvi la memoria eccovi i link ai post precedenti


L'articolo che vi presento e' preso da La Repubblica. Lo propongo intatto con i link interni agli articoli che riguardano la vicenda dei due ricercatori fuggiti nel 2000. Sono dichiarazioni loro e non mie quelle che dicono:
  1. "In Italia la bravura non paga"
  2. "Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto".
  3. "Il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato"
Le prime due dichiarazioni sono vecchie mentre l'ultima e' attuale. I due ricercatori non hanno voluto parlare della vecchia vicenda, preferendo discutere della grande scoperta e delle speranze che si accendono per le povere persone che si ammalano oggi in tutto il mondo.
Concordo con loro sul fatto che questo non e' un caso isolato. La ricerca in Italia e' sotto lo scempio di un meccanismo perverso, sotto le mani di baroni con troppi poteri e senza scrupoli.

La ricerca oggi e' un altro meccanismo utilizzato dalla politica per dare lavoro ai "trombati", ai figli, parenti ed amici dei trombati. Qualcuno mi verra' a dire che non e' vero, io rispondero' sempre lo stesso, i casi positivi sono quelli che confermano la regola, e cioe' che la situazione fa pena. Mi fa piacere per chi abbia vissuto un'esperienza positiva, ma purtroppo la maggioranza non ha avuto questo pregio. Ed il nostro paese sta andando alla deriva, perche' e' nelle Universita' che si forma la societa' e la classe dirigente. Cosa ci aspettiamo dal futuro se saremo in balia di persone incompetenti, presuntuose ed arroganti. Non voglio pensarci.

Vi consiglio di leggere il libro La Casta se non comprendete bene il perche' utilizzo il termine trombati. Ne parlai in un mio vecchio post, ecco il link.


Vi lascio alla lettura dell'articolo





ROMA - Nel 2000 hanno lasciato l'Italia per gli Stati Uniti, in polemica con il sistema nepotista dell'università, che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivistaDevelopmental Cell.

"Adesso - spiega Iavarone - abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte". La proteina si chiama Huwe1 e la sua scoperta potrebbe in futuro portare anche a nuove terapie contro i tumori cerebrali.

"La molecola - spiegano i ricercatori - si è rivelata indispensabile per la corretta programmazione delle cellule staminali del cervello perché grazie ad essa si formano i neuroni durante lo sviluppo dell'embrione di topo. Ma abbiamo anche scoperto che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo del più maligno tumore del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme".

Durante la formazione del cervello dell'embrione, spiegano i due ricercatori italiani nell'articolo che presenta la loro scoperta, "le cellule staminali che risiedono nel sistema nervoso si dividono ad una velocità molto alta prima di trasformarsi, dando origine alle cellule nervose mature, i neuroni. Perché questo processo avvenga in maniera corretta, le proteine che mantengono le cellule nello stato staminale ed immaturo devono essere eliminate".

Cosa accade invece nel caso di tumori al cervello? Secondo la scoperta di Anna Lasorella, "nel topo, in assenza di Huwe1, le cellule staminali si moltiplicano in modo incontrollato per cui la formazione dei neuroni è compromessa e lo sviluppo del cervello procede in modo anomalo". A questo punto, il dottor Iavarone ha ipotizzato che "l'attività di Huwe1 possa essere deficitaria nelle cellule dei tumori nel cervello dell'uomo", ipotesi che ha trovato ampio riscontro. "La perdita di Huwe1 potrebbe essere una importante tappa nello sviluppo dei tumori cerebrali più maligni, i glioblastomi multiformi, ed una modalità mirata di terapia per questo tipo di tumori potrebbe derivare se riuscissimo ad aumentare la funzione di Huwe1 nelle cellule tumorali", concludono i due ricercatori.

Combattere il tumore al cervello è l'obiettivo che Antonio Iavarone e Anna Lasorella, marito e moglie da molti anni, si sono posti dai primi anni di studio all'Università. "Siamo entrambi pediatri, io sono di Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo tutt'e due al reparto di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002".

Iavarone non torna volentieri sulle ragioni che hanno spinto lui e la moglie a emigrare negli Stati Uniti. Ma
Repubblica si è occupata con molta attenzione della loro vicenda, raccontata in un articolo del 5 ottobre 2000 daElena Dusi, e ripresa successivamente da Curzio Maltese. "Da noi la bravura non paga", s'intitolava l'articolo che per la prima volta parlava della vicenda. "Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto".

E a quel punto, anche sulla scia di una denuncia per diffamazione effettuata dal professor Mastrangelo ("Abbiamo vinto la causa", dice Iavarone) ai due coniugi ricercatori non è rimasta che la via del volontario esilio. Che si è rivelata molto proficua, dal momento che lavorare negli Stati Uniti ha permesso loro di sviluppare nel migliore dei modi le loro intuizioni, dando una speranza a chi contrae questa terribile malattia.

L'unico commento che si riesce a strappare sulla vicenda che li ha allontanati dall'Italia (dove torneranno comunque a settembre, per presentare la loro scoperta), è che "il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato". "Però non mi chieda altro - conclude Iavarone - altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso vogliamo parlare solo della nostra scoperta, che ci fa essere molto speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure".

Con tanta tristezza
Alfredo da Dublino

Friday, July 31, 2009

Riflessioni dopo un viaggio in Italia


Eroi, Antieroi e Bloggers

Se avete letto i vecchi post, saprete che son stato in ferie 3 settimane, una a casa, a Cava Dei Tirreni e quasi due in Sicilia, tra Catania e Taormina. Mi ha fatto piacere vedere che qualcosa migliora tra le persone ed i servizi. Siamo sempre indietro, certo, ma almeno vedere che non tutto e’ fermo fa piacere.

Mi e’ dispiaciuto tuttavia vedere quelle cose che non son cambiate, soprattutto alcune persone. Nella mia citta’ ho visto piu’ autobus nuovi, collegamenti migliori verso Salerno, simpatici cartelloni elettronici alle fermate per informare gli utenti. Ho visto piu’ persone aperte verso gli stranieri, ma alcune ancora non lo sono. Ho scoperto che la nostra societa’ e’ ancora maschilista. Se un uomo tratta la sua donna al suo pari, e' fesso, si fa mettere il cappello in testa. La donna deve starsi zitta'. Io non tratto manco il cane cosi. Non voglio sudditi intorno ma persone. Un essere che si sottomette non e' una persona.

Quando sono atterrato a Napoli son rimasto sconvolto da un cartellone pubblicitario della compagnia TTL Lines dritto sopra il nastro del recupero bagagli. La prima pubblicita' che ho visto in assoluto in Italia dopo l'atterraggio. Guardatelo un po qui sotto.

Che ne pensate?

Notate il particolare qui a fianco, la prima ragazza sulla sinistra, ha tutto di fuori. Questo non e' porno ma certo non e' una pubblicita' per famiglie. Mica girano cosi le donne di solito? E' una forzatura, un utilizzo del corpo femminile non proprio etico secondo me. Mi son detto, sono proprio arrivato nel paese di Berlusconi. Ecco quali sono state le domande che mi son fatto:



  1. Cosa importa ad una donna di queste poppe? Le donne non contano?
  2. Le donne non comprano biglietti per traghetti? Non sono un target?
  3. Solo l’uomo lavora e decide? Siamo ancora ai tempi in cui l’unico lavoro era zappare e quindi servivano per forza braccia maschili in una famiglia per sopravvivere?
  4. Che cosa centrano questi culi con il servizio offerto?

Mi e’ capitato d’andare al ristorante ed ho scoperto che le donne spesso sono piu’ maschiliste degli uomini. Si, e’ proprio cosi. Com’e’ possibile? Non lo so, o forse si e ve lo diro’ tra poco.

Ho trovato camerieri molto gentili, soprattutto in Sicilia; ho anche trovato cameriere (donne) molto gentili, ricordo una sera una simpaticissima a Salerno in un bar di fianco la Madegra ci fece dei Mojito fantastici ed era proprio garbata, aperta e socievole. Un’altra sera al ristorante Maximum a Cava una ragazza cosi cortese e professionale ci ha serviti. Prima cosa parlava italiano benissimo, non mezzo dialetto mezzo senza congiuntivi, era professionale e lavorava per bene con piacere.

Eppure molte altre ragazze guardavano strano me e mia moglie, che non e’ italiana. Lei si veste molto bene, ma non credo fossero tutte lesbiche queste ragazze, non mi sembravano occhiate seduttive quelle che lanciavano. Non e’ che ci abbia portato depressione questa cosa, sindrome da vittimismo, piuttosto abbiamo chiacchierato al riguardo e ci siamo detti “povere loro”, siamo in Europa, se sanno cosa sia l’Unione Europea! Un po' pero' ti fa incazzare perche' sei un cliente e stai pagando e siamo nel XXI secolo e queste trappane ti trattano cosi.

In Irlanda ci siamo abituati a sorrisi a 32 denti nei locali; ci siamo abituati a far cadere una pinta e vedere che il cameriere ci sorride, fregandosene e portandocene un'altra senza incazzarsi. Quindi quando vedi facce strane altrove ti senti a disagio.

Ti domandi cosa sara' quella faccia nera? La prima cosa che pensi e che forse soffre di stitichezza questa ragazza. Quanto tempo e’ che non hanno una giornata serena? Secondo me guardavano con sospetto un essere umano dello stesso sesso ma di nazionalita’ diversa. Magari nella loro testa pensavano ma guarda un po’ questa e’ venuta a rubare un uomo italiano! Roba da medioevo.

Per fortuna la maggioranza dei camerieri erano uomini!

In un paese cosi easygoing come l’Irlanda una cameriera che non sorride ai clienti non avrebbe lavoro a lungo. Qui certe cose sul lavoro le notano, anche se su altre magari non si e’ abbastanza precisi. Sull'Etna ho chiesto un caffe' americano con latte. La ragazza mi fa: "e che cos'e'?".

Io mi scuso e le dico, dopo averlo imparato da una cameriera gentile all'Hotel Victoria di Cava Dei Tirreni: "Fammi un espresso e poi aggiungici l'acqua con il dispositivo per il vapore che usi di solito per la schiuma, poi alla fine mettici per favore un po' di latte freddo."

E lei con la faccia nera, e non per l'abbronzatura: " Un cappuccino!". Io le dico, "Be insomma non e' la stessa cosa, il cappuccino e' un espresso con latte in schiuma, non ci metti mica l'acqua". E lei si incazza ancora di piu' e mi dice che e' un cappuccino. Io mi sottometto e faccio un cenno di adesione. Mia moglie l'ha presa a ridere, chiedendomi se la ragazza avesse crisi di nervi da periodo o altro. Meglio cosi perche' avremmo dovuto sputarla in faccia, visto che questo caffe' l'ho pagato 3 euro e 50! Meglio da Butlers a Dublino a questo punto.

Parlando di cose positive, in Sicilia, nonostante in alcune zone guidino come a Napoli, ho trovato personale dei ristoranti, alberghi e strutture ricettive molto garbato. La gente per strada mi dava del “lei”, anche persone anziane mentre a Napoli mi avrebbero detto “guaglio”. Non voglio generalizzare ne comparare Napoli con la Sicilia per carita’. Ma devo dirlo, ho trovato di solito persone davvero cordiali, soprattutto nel mio albergo, dove tutto il personale parlava inglese (davvero!) e qualcuno anche francese. Il servizio era eccellente, il personale sempre sorridente e premuroso nell'ascoltare le nostre richieste senza fare quella faccia “ma chis che cazz vo? Pecche’ nun e’ cuntent?” (traduzione: ma questo che vuole? Perche’ non si accontenta?). Questo e' il sito dell'Hotel se qualcuno ci volesse andare www.hotelvillaromeo.it


Ho trovato persone gentili e sorridenti anche dentro piccole rosticcerie, dove non e' che ci si aspetta la servita alla francese o la tovaglia in pizzo o l'italiano perfetto, per non parlare di qualche conoscenza di base dell'inglese.

Insomma tanto abusivismo e pirateria stradale ma anche tante persone carine. Sara’ che la mentalita’ turistica si e' diffusa meglio che altrove al Sud, quella conoscenca del fatto che il turista porta i soldi. O forse son stato fortunato, oppure ho una faccia che ispira serenita? Non saprei.

Parlando di cose negative invece debbo dire che mi son fatto il sangue amaro per colpa di alcune cose che non cambiano mai o tardano a cambiare. Parlo dei soliti ignoti che se ne escono con le frasi piu' stupide, inopportune e spesso offensive, rimembrando il vecchio post di Enzo. Vi elenco alcune delle frasi e domande che mi son state rivolte.

  • Ma perche’ non te ne torni?

    ( Ma a te che ca... te ne .....? ). E' questo il mondo di cominciare un discorso? Come se vivessi nel cesso e fossi un morto di fame, quando a parlare magari e' un disoccupato mentre io sono un senior al lavoro, circondato da persone fantastiche. Perche devo tornare se mi trovo bene? Se sto crescendo professionalmente, sono indipendente e son felice di questo? Tra l'altro, sono proprio fatti miei, non devo giustificare niente. Potrei andare a Barcellona dove ora si sta male ed essere felice. Insomma sono fatti miei. Non siate Italocentrici.

  • Hai abbandonato la tua famiglia

    Non so cosa rispondere questa e’ troppo cretina, tanto offensiva e bigotta. Mi fa venire i nervi di colpo e la bile densa e dopo qualche minuti il bruciore di stomaco. Prima cosa i miei genitori sono appena cinquantenni quindi giovani e forti. Seconda cosa, io sto lavorando, non mi sto divertendo alle loro spalle. Quando son andato via nel 2006 mio Padre purtroppo era senza lavoro da 9 mesi, di cui i primi 6 senza cassa integrazione perche' il concordato preventivo tardava a partire, tempi della giustizia italiana, e furono tempi difficili. Per fortuna trovo' lavoro un paio di mesi dopo la mia partenza. Una persona in meno sul bilancio familiare credo sia stata cosa buona a quel tempo anche se i miei genitori avrebbero fatto di tutto per farmi tornare, anche digiunare. Andrebbero a vivere in un buco per darmi il loro appartamento pur di avermi vicino. E' una scelta mia, ho lasciato anche tante cose positive dietro di me.

    Per me abbandona la famiglia chi quando e' disoccupato di lungo termine o studente in ritardo colossale (bambacione) si concede la vita da ragazzino, esce, spende; certo perche' stare a casa fa male, sempre tra quattro mura. Ma se i tuoi genitori stanno a casa per fare uscire te, se i tuoi genitori non si fanno una vacanza vera per mantenere il tuo tenore di vita, se tua madre fa la cameriera a casa, lava, stira, e magari si prende anche qualche lamentela se quella camicia che hai richiesto non e' pronta, eh caro mio sei tu ad abbandonare la famiglia, non io.

    Se fai finta di non vederlo sei tu il porco che abbandona la famiglia. In altri paesi i genitori si divertono quando i figli sono grandi, dedicano tempo a se stessi. Sono anche loro coppie, il fatto che siano sposati non significa che non abbiano bisogno di fare qualcosa di carino per stare meglio insieme, come una cenetta, un piccolo viaggio o altro. Non ci lamentiamo se alcune coppie scoppiano dopo 30 anni di matrimonio. E ci credo, se vivono cosi male senza mai smettere di fare sacrifici per figli lattanti di 360 mesi!

  • Ma che ci fai la?

    Niente. No scusa, lavoro e vivo una vita normale, non da schiavo. Male? Mangio, vado anche al bagno. Bevo acqua.

  • L’Italia e’ il paese piu’ bello del mondo. All'estero non lo sanno.

    Dillo a chi vede l'immondizia per strada a Napoli o i cafoni nelle strutture ricettive che fanno il conto di 600€ agli stranieri. Lo era il Paese piu' bello, ma lo abbiamo distrutto, mortificato ed ora e' anche disonorato all'estero. Se fosse solo per il cibo, il clima e la natura che non e’ stata ancora distrutta si sarebbe il paese piu' bello al mondo. Ma io non sono una persona cosi semplice, ci sono molti altri parametri per misurare la qualita’ della vita. Per consolazione pero' abbiamo il presidente piu' focoso al mondo, lo fa anche 12 volte in una notte (chiedete alla Daddario) e sa dare consigli anche ad una escort che dovrebbe essere piu' esperta di lui.

Mi fermo qui perche' non ce la faccio piu'. E con questo chiudo le mie riflessioni.

Alfredo

Thursday, June 18, 2009

Benvenuto a Dublino

Benvenuto a Dublino

Purtroppo non fu questa la frase che mi accolse quando misi piede sulle sponde celtiche.
O meglio. Gli stranieri che incontrai mi diedero il benvenuto.
Qualche problema purtroppo l'ho avuto con i connazionali. Non problemi seri, a parte qualche caso sporadico.
Ma andiamo con ordine.

Appena arrivato devo dire, con soddisfazione e gratitudine, che fui ben accolto da Enzo, Alfredo, Francesco, Felice, Marco ed altri cavesi a Dublino. Mi accolsero come un fratello facendomi sentire in una famiglia.
Certo nessuno di loro si mise a trovarmi lavoro o casa, come pretendono molti connazionali dai propri compatrioti all'estero, ma io non avevo di queste pretese.
Sapevo benissimo. Ognuno aveva una propria vita da vivere e dovevo cercare di cavarmela da solo. E ci riuscii.
Il problema fu quando cominciai a frequentare "The Italian Ghetto", ovvero quella piccola comunita' di Italiani Dublinesi che si aggira per la capitale celtica.

I primi "amici" che mi presentarono e le prime uscite erano di una depressione che definire da suicidio e' veramente essere ottimisti.
Immaginatevi me, da solo, appena arrivato, che non si trovava una casa decente neanche a pagarlo oro, ed ho vissuto in un cesso per due mesi, a ritrovarmi in uscite in gli argomenti principali erano nell'ordine:

Che schifo di tempo
Sta da due anni quasi e non ce la faccio piu'.
Si mangia una merda.
Non si trovano cose da mangiare.
E' deprimente
I Knackers, gli irlandesi che si ubriacano troppo, la mancanza di alternative al PUB, i Bus deprimenti, l'igiene degli stranieri in generale...
ecc ecc ecc

Ora, non voglio stare a discutere sulle veridicita' o meno delle affermazioni di cui sopra. Questo post non vuole mettersi a difendere l'Irlanda. Anche perche' a me frega relativamente poco visto che la mia avventura qui ha avuto un inizio ed avra' una fine.
Cio'che pero' lascia perplessi e' il fatto che, ad uno appena arrivato, gli si facessero sorbire questi discorsi.

Vi faccio un esempio.
Appena arrivato, dopo 3 settimane, mi ritrovai ad un leaving party.
Il festeggiato, dopo che gli dissi che ero a Dublino da due settimane, mi disse testuali parole:

"Mettitelo in testa, farai come me, Dopo due anni...via!!!"
E fece il gesto con la mano di quando si deve andare via.
Un bell'incoraggiamento, senza dubbio. Peccato per lui che sia ancora qui. Si sara' sbagliato

Frequentai poi per 3/4 serate un gruppo di ragazzi. Ce n'erano due in particolare, un lui ed una lei. Uno di loro ogni sera "bramava" il suo leaving party, che era vicino ma che ancora non arrivava. Era depresso, sempre. Muso lungo, testa a bassa, camicia a quadroni stretti da sfigato.
La ragazza invece, non faceva altro che ubriacarsi, e mi disse (era circa 1 mese, ma anche meno che ero li'), tanto per incoraggiarmi, che piuttosto che rimanere a Dublino stava cercando un lavoro a Roma anche ad 800 euro al mese.
Considerate che lei era meridionale,e quindi anche a Roma avrebbe dovuto pagare l'affitto. Insomma vaneggiamenti.

Lamentela continua di un'altra ragazza che ricordo particolarmente, era che la lasagna e la bolognese non venissero bene come a casa.
A queste "feste", cene, tentativi di suicidi di massa, autoflagellazione collettiva, autosuggestione collettiva,lavaggio del cervello collettivo, autocommiserazione collettiva, o semplicemente, incapacita' di adattarsi collettiva, partecipai per i primi due mesi, che delineo come i peggiori della mia esperienza da aspirante druido.

Dopo 1 mese e mezzo circa mi venne a trovare mia sorella. Vide purtroppo le condizioni pietose dell'appartamento (fortuna poi per due anni ho vissuto in un gran bel posto) e vide le difficota' iniziali di lingua, lavoro, lontananza, provare a rifarmi una vita.
Si, perche' a Dublino stavo provando a rifarmi una vita a 30 anni. Dare una svolta, ricominciare. Ma anche migliorare, imparare, scoprire.
Comunque ebbi la felcie idea di portarla in uno di questi gruppi di psicoanalisi. Gli "Irlandiani" noti, chiamamoli cosi' che Dominoni e' contento.
Per tutta la serata, due signorine ed un galantuomo la intrattennero spiegandole lo squallore e la pochezza della loro vita celtica. Ovviamente il "blame" andava tutto tutto sull'isola di smeraldo e la sua gente.
Per circa 2/3 serate mia sorella segui' la mia nuova allegra compagnia, che avrebbe dovuto aiutarmi a tirarmi su e motivarmi nella fase iniziale della mia esperienza.
Dopo questi 3 giorni, prima di ritornare in Italia, provo' a dirmi, devo ammettere con molto tatto, che vivere fuori casa non era facile, e che forse era il caso mi trovassi persone piu' motivate ed allegre da far entrare nella mia vita, e non 30/35/40 enni depressi che non facevano altro che rimpiangere l'Italia.
Mi disse che ero gia' in una situazione difficile. L'aver lasciato un posto sicuro e la mia famiglia in Italia, ed esser finito in un appartamentino non proprio confortevole non mi aiutavano di certo.

E cosi', dopo aver capito che se non volevo che la mia avventure finisse prima di quanto allora pianificato (2 anni), mi diedi una svolta.
Qualche serata folle con i colleghi, l'arrivo del mio migliore amico Alessandro, le uscite con Enzo ed Alfredo, le serate pazze con amici di ogni tipo, mi tirarono su di morale, mi fecero stringere i denti, e superare quello scoglio che per me, per come e' il mio carattere, rappresentava l'ostacolo piu' insormontabile.
I primi 6 mesi,
Poi ci fu l'arrivo di Manuela ed il suo appoggio. Qui le piaceva e le piace ancora. E la sua presenza ha solidificato la mia sicurezza. E' stato come armare il cemento (non pensate sempre male).

Poi il lavoro che mi ha riempito di soddisfazioni, i tanti viaggi, le tante avventure e persone incontrate, l'aver ripreso gli studi ed aver preso un bell'appartamento in una bella zona hanno completato l'opera.
E poi una piccola schiera di amici che si lamenta poco.

Certo, qualche episodio simile ho continuato a viverlo con la mia vita da blogger. Ma la pausa di 1 mese che mi diedi mi ha aiutato molto.

L'Italiano vuole giustificare il suo disadattamento e la sua frustrazione ed inutilita' contro qualcosa. Non si riesce ad essere severi con se stessi, e Dublino e' una facile valvola di sfogo.
E' li' la citta' di Joice e non si difende, ma assorbe gli insulti consolandosi con una bella pinta fresca di Guinness.
Ed anche io faccio cosi'. La Guinness e' una "grassa" consolazione.

Chi vuole essermi amico sa dove e come trovarmi.
Ma chi si lamenta troppo non fa per me.

La vita e' troppo breve per passarla piangendosi addosso. Gli psicodrammi di massa non mi interessano. Se avessi avuto la psicologia tra le mie passioni non sarei stato un Software Engineer.

Io amo vivere.


Bacco1977

P.S. E gli "amici" delle prime psico-cene? Mai piu' rivisti, grazie a DIO.

Wednesday, June 17, 2009

Razzismo - Una notte da Romeno

Mi dispiace deludervi, ma non e' girato a Dublino o a Napoli, e non sono polacchi o italiani vittima di razzismo.



Giusto per dire che non e' certo Napoli il problema dell'Italia.
Magari qualcuno ha confuso i miei post precedenti....


Bacco1977

La citta' dell' indifferenza

Il post precedente e' stato recepito da tutti, o quasi, come una denuncia sull'indifferenza della gente.
Qualcuno ha cercato di giustificare le persone che sono scappate innanzi all'uomo agonizzante.
La maggior parte ha condannato duramente, soprattutto i Napoletani. Segnale chiaro che di gente civile ce n'e', e come.

Eppure l'indifferenza di quel video lascia senza parole.
La vera vittoria della camorra sta proprio in questo. Aver costretto un'intera citta' a nascondersi nell'indifferenza.
Una citta' senza onore dico io.

Un articolo di Repubblica, pone l'accento su cio' che io dicevo e denunciavo ieri.
Non e' l'omicidio o il crimine in se' ad essere un problema. Il crimine si puo' combattere. La codardia, la complicita', la contiguita' e l' indifferenza, NO!!

L'articolo alla fine invita, l'Italia tutta, a vergognarsi.
Ed io dico allora:

Vergognati Napoli.
Vergognatevi Napoletani.
Vergognati Italia.
Vergognatevi Italiani.

Io mi sarei fermato.

Buona Lettura

Bacco1977

LA STORIA

Così muore un innocente
nell'indifferenza di Napoli

di FRANCESCO MERLO


Così muore un innocente nell'indifferenza di Napoli
Hanno tutti paura, ma non dei camorristi che hanno ormai concluso l'affare e non sono lì, e anzi non sono mai stati all'interno della stazione della metropolitana. Hanno paura sì, ma di intenerirsi, di sentirsi costretti a male impiegare il proprio tempo per confortare la solitudine di chi sta morendo in mezzo alla calca: tutti intorno a lui, ma nessuno accanto a lui.

IL VIDEO

Sicuramente teme, freddamente e lucidamente teme di dovere essere caritatevole quel tipo grasso con la maglietta rossa, una sagoma inespressiva e insignificante che, in questo video incredibile ed essenziale, smania per timbrare il biglietto mentre ai suoi piedi un ragazzo rantola e la sua donna si dispera perché nessuno lo soccorre. L'omaccione per bene, rispettoso delle regole dei trasporti pubblici, rimane calmo, non fugge e non si fa prendere dal panico. Con destrezza smanetta con il biglietto che è già nella fessura della macchina obliteratrice, ed è visibilmente infastidito dagli altri che invece scappano, fanno ressa, platealmente voltano la testa dall'altra parte che in fondo è solo il modo vile di guardare l'orrore. Quell'uomo invece non si fa mai coinvolgere, neppure da ignavo, neppure con lo sguardo, dal poveraccio che gli muore a fianco dissanguato.

Questa folla robotica, questo starsene lontani per indifferenza o per panico o per non ritardare gli affari propri è la sola vittoria della camorra che mai avremmo voluto vedere e che davvero non possiamo sopportare. Ed è bene metterselo in testa: la folla qui non ha paura dei pistoleros che avevano già sgommato ed erano fuggiti. Qui hanno paura della solidarietà. Avessero assistito alla sparatoria sarebbero rimasti tutti pietrificati. Invece questa folla è un formicaio atterrito che fugge dalla compassione, che sfugge alla misericordia.

La morte violenta è sempre insensata anche quando ha un senso, ma morire così non ha più nulla a che fare con tutte le nostre chiacchiere e le discussioni sulla criminalità organizzata, la storia, l'origine, le filosofie e i sociologismi. Ed è casuale, anche se straziante, che si tratti di un rom, di un suonatore ambulante, di un ragazzo che si porta addosso la dissoluzione di una comunità, di un mondo, di quell'Est che fu impero e che adesso sparge in giro umanità dolente, lavoratori immaginari, giovani e vecchi, donne e bambini mal pagati, maltrattai, invisi, temuti e discriminati.

E però è già capitato e forse ancora capiterà: a un friulano, a un veneto, a un padano, a uno di noi, a chiunque. Sebbene sia spaventoso dirlo, non è questo che ci atterrisce: la camorra che spara nel mucchio e uccide per errore è infatti l'antica bava della ferocia criminale che insanguina le nostre strade, l'orribile spruzzo di una violenza che è quotidiana, ubiquitaria, non solo napoletana e non solo meridionale. Ma la malattia morale dell'indifferenza è qualcosa di più e di diverso dall'abitudine alla morte. Guardatelo bene questo video: sono le immagini scandalose e disgustose di una paese infastidito da un innocente ammazzato. È pietosa quest'Italia che ha paura della pietà.

Tuesday, June 16, 2009

A Napoli, citta' del sorriso

Sembra fatto apposta, visti i recenti commenti, ma ho ricevuto un video 5 minuti fa.
Ieri Manuela era a Napoli.
Ha preso la finucolare e metro a Montesanto.
Alessandro, mio collega ed amico, ha vissuto li' 4 anni, in quella zona..

Oggi viene pubblicato un video con queste immagini.





Un cittadino Romeno ucciso in pieno centro, a Montesanto, durante una sparatoria di camorra circa 20 giorni fa.

Pochi giorni fa' ho fatto un post dove criticavo il lancio di uova a Dublino da parte della "teppaglia" Dublinese. Giustamente criticandola. Feci bene. I lettori hanno risposto criticando Dublino. Hanno fatto bene.

Ma cosa dovrei scrivere di questo video?
Preferisco tacere.
Due cose mi hanno fatto male.

Il sapere che Manuela poteva essere li'.
Il vedere CHE NESSUNO AIUTA L'UOMO A TERRA!!!
TUTTI HANNO PAURA E SCAPPANO!!!


Proprio la citta' dell'amore, della fratellanza.
Dov'e' la Napoli del sorriso, della gente che si saluta in strada, e della gente che, nella sofferenza, si aiuta?

Questa e' la Napolic he purtroppo ho conosciuto. Dove, se sei in difficolta', nessuno ti aiuta, ma ti camminano sopra, e provano anche a rubarti il portafogli mentre sei a terra.

Mi vergogno.


Bacco1977

P.S. Sono figlio di Napoletani. Mio nonno di piazza Carlo III, mia madre di portici. Tifo napoli.

Ecco l'articolo del corriere

TUTTI INDIFFERENTI

Montesanto, orrore di camorra e omicidio in diretta: così muore un innocente| Video

Spari nel quartiere affollato e la fine del musicista romeno Petru ripresi dalle telecamere a circuito chiuso

Un frame del filmato

Un frame del filmato

NAPOLI - La morte in diretta per mano dei sicari della camorra. Le drammatiche immagini della sparatoria alla fermata del treno di Montesanto sono tutte impresse nel nastro delle telecamere a circuito chiuso della ferrovia Cumana. I sicari arrivano in moto, contromano, in via Pignasecca (uno dei più affollati mercati della città) con il casco in testa. Sono le 19.47 del 26 maggio: i killer, otto, sembrano giovani, entrano nella stazione di Montesanto a Napoli della Cumana impugnando mitragliette e sparano ad altezza d’uomo.

REGOLAMENTI DI CONTI - È la guerra di camorra tra i Sarno-Ricci ed i Mariano. Nel mirino finisce, però, per errore, un musicista romeno, innocente, che si guadagna da vivere suonando sui treni la fisarmonica. Si chiama Petru Birlandeanedu, colpito a una gamba e al torace mentre cerca riparo nella stazione sotto gli occhi terrorizzati della moglie. La donna cerca di aiutarlo a scappare da quella pioggia di fuoco: Petru arriva ai tornelli e cade al suolo. Accanto ci sono altri viaggiatori che scappano per la paura. Alcuni mostrano indifferenza: c’è chi parla al telefonino, si vede addirittura un passeggero che si preoccupa di obliterare il biglietto. È un attimo, poi tutti in fuga, lontano dall'orrore e dalla morte. La moglie di Petru grida cercando aiuto, attorno è il deserto. L’ultima immagine è quella della donna in lacrime. I fotogrammi sono stati acquisiti dalla polizia e trasmessi nel fascicolo d’inchiesta coordinato dai pm della Dda.

Thursday, April 30, 2009

The Economist contro Berlusconi

Articolo preso dal Sole 24 Ore

Non La Repubblica.... quindi non incazzatevi

Questo articolo parlera' di un problema gravissimo, l'elettorato italiano. Perche'? La generazione sotto i 30 si e' formata sotto il bombardamento mediatico di messagi impliciti ed espliciti provenienti dalle sue televisioni. 

In parole povere, tanta gente si e' rimbambita guardando amici o quella schifezza di cui non ricordo il nome che mostrava su Raidue qualcosa tipo scambi di coppia per risolvere i problemi ed altri programmi ridicolosamente vuoti di cultura. 

Berlusconi ha usato anche messaggi espliciti tipo i suoi spot nella prima candidatura. In Italia chi non ha TV privata guarda solo Rai e Mediaset e qualche canale locale. E molti sono in questa situazione. In Irlanda per fare un paragone, i canali gratuiti sono gestiti da aziende differenti e qualcuno non e' manco irlandese!

Manipolare l'informazione, anche solo dicendo la verita' ma omettendo quello che pare e piace ad una sola persona puo' fare molto e molto, e chi ha studiato marketing o sociologia lo sa bene...


Buona lettura

 

The Economist punta il dito contro

la «berlusconizzazione» dell'Italia

 

 


«La maggior parte degli italiani sembra perdonargli, o per lo meno non andare oltre, le sue innumerevoli gaffe, sia quelle fatte nel corso di talk show televisivi, sia quelle consumate nel corso di summit internazionali».

Il soggetto dell'analisi socio-politica è chiaramente il presidente del Consiglio italianoSilvio Berlusconi - o meglio - quella che, da più parti, è stata definita «la berlusconizzazione dell'Italia» alla quale è dedicato ampio spazio nel prossimo numero del settimanale "The Economist".

 

Il giornale inglese, dunque, torna alla carica contro Berlusconi, a poche settimane dalla vittoria legale nella causa per la copertina intitolata "Perché Berlusconi non è adatto a governare l'Italia", che - nel 2001 - aveva spinto il primo ministro italiano a presentare un ricorso per diffamazione presso il Tribunale di Milano.

 

Il numero in edicola questa settimana dedica un lungo approfondimento all'Italia, nel tentativo di spiegare come Silvio Berlusconi avrebbe ulteriormente consolidato il suo potere personale - accompagnato da un commento editoriale intitolato "Berlusconi regrettable".

Il 'blocco' comprende anche una nota sulle perdite del Comune di Milano nel mercato dei derivati.

 

"The Economist" esamina il paradosso di un primo ministro che rimane «significativamente più popolare della maggior parte degli altri leader europei, anche quando il Fondo monetario internazionale prevede che il Pil italiano crollerà quest'anno del 4,4%, mostrando un calo maggiore di quello di Gran Bretagna, Francia o Spagna». E la spiegazione fornita dal settimanale britannico fa leva su argomenti di ordine - lato sensu - demografico, appuntandosi sulla rigorosa constatazione che «ogni italiano sotto l'età dei trent'anni ha raggiunto la maturità politica" sotto l'influenza dell'impero mediatico della famiglia Berlusconi».

«Quindici anni fa - sottolinea l'editoriale - un "azzurro" rappresentava l'Italia nelle competizioni sportive internazionali e un "moderato" era un centrista». «Oggi - continua "The Economist" - un azzurro è qualcuno che rappresenta Berlusconi in Parlamento, un moderato qualcuno che vota per lui».

L'approfondimento si chiude poi sulla rilevazione della forza dell'impatto della «berlusconizzazione» sull'Italia: «un impatto tale da infondere nella maggior parte della società italiana la convinzione che l'attuale primo ministro resterà al potere indefinitamente».

 

Link all'articolo

 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/04/economist-berlusconi-increscioso-anticipazione.shtml?uuid=0d4e91da-35a0-11de-a3bc-8ef68f46544e&DocRulesView=Libero

Thursday, April 9, 2009

Imperdonabile ennesima gaffe di Berlusconi

Eroi e Bloggers,

Di sicuro siete tutti in apprensione per la catastrofe naturale avvenuta in Abruzzo, questo terribile terremoto che ha lasciato dietro di se quasi 300 morti accertati e di migliaia di senza tetto. 
Per chi proviene dalla Campania e da ogni regione che ha sofferto tragedie simili negli ultimi 30 anni questo avvenimento credo susciti fortissime emozioni. In Campania abbiamo avuto nel 1980 quesi 3000 morti, centinaia di comuni rasi al suolo. Pur essendo passati 29 anni, la memoriadi ognuno che lo ha vissuto conserva, come se fosse accaduto ieri, questo avvenimento ed e' nell'immaginario di tutti quelli nati dopo perche' genitori, nonni, familiari ed amici ci han raccontanto le loro storie di quella notte del 23 Novembre 1980, quando erano quasi le 19:30 e la terra tremo'...

Oggi pomeriggio, alla ricerca di dati economici provenienti da fonti autorevoli, son passato sul sito del Sole 24 ore ed ho avuto una bella sorpresa. Non sto parlando de La Repubblica, quindi non arrabbiatevi. Questo e' il Sole 24 ore.

Berlusconi ha detto, riferendosi agli sfollati ospitati nei campi di emergenza:

«Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi… Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine settimana in campeggio»

La frase ha scatenato indignazione su varie testate giornalistiche mondiali. Io mi domando, Dio Santo, ma qual'e' il problema? Perche' siamo rappresentati da una persona che ci fa fare solo figuracce? Qual'e' il problema di Berlusconi?
  1. E' ignorante e quindi non sa esprimersi senza cadere in facili malintesi?
  2. E' insensibile e quindi dice di proposito cose orribili?
  3. Crede di essere Dio e poter dire tutto? (Come se fosse su Rete 4?)
Vi lascio alla lettura del testo preso dal Sole 24 ore e dal Times. In fondo i link agli articoli originali. Un abbraccio fortissimo alle popolazioni colpite. Ecco anche il video. Non credo si tratti di un sosia. Si sospetta le Tv italiane abbiano rifiutato di trasmettere l'intervista.




Berlusconi e quella frase sul week-end in campeggio

di Elysa Fazzino

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9 APRILE 2009

E' polemica sui siti dei media stranieri per la frase di Silvio Berlusconi sul «week-end in campeggio» dei terremotati. La storia è sulle homepage della stampa estera fin da ieri e continua a fare discutere. In un'intervista alla televisione tedesca N-Tv, il presidente del Consiglio, riferendosi agli sfollati, ha detto: «Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi… Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine settimana in campeggio». Il premier si è poi difeso dicendo che cercava solo di infondere ottimismo. Ma ormai era fatta.

Immediate le critiche sui principali siti tedeschi. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung l'ha messa in apertura della sua homepage. Lo Spiegel online ha titolato: «Berlusconi paragona i letti provvisori a un campeggio nel fine settimana». La tv pubblica Zdf scrive sul suo sito: «Berlusconi schernisce le vittime del terremoto». Titolo analogo sul sito del Bild: «Berlusconi deride le vittime del terremoto».

Il Times di Londra parla di «grave gaffe» e ci scrive un editoriale: «Toccato dalla grossolanità». «La carriera politica di Silvio Berlusconi è una cronistoria di commenti insensibili», si legge sul Times. «Definire insensibile il suo consiglio rischia di accordargli lo status di verità. Invece è un esempio della buffoneria ricorrente» nel suo mandato. Il quotidiano britannico ricorda l'exploit di Berlusconi al G20, quando ha infastidito la Regina alzando la voce, la frase su Barack Obama «abbronzato» e altre gaffe ancora. Commenti del genere – scrive - non solo «avviliscono metà della popolazione», ma imbarazzano i compatrioti di Berlusconi e rimpiccioliscono la sua carica». 

Un altro titolo punta sull'invito rivolto agli sfollati di andare al mare, consiglio trasmesso nei reportage delle tv italiane. «Ha detto a una sfollata di mettersi la crema solare», raccontano i cronisti britannici. «Berlusconi ha insistito che non c'era niente di inopportuno nelle sue frasi», si legge ancora sul Times. Ma alcune persone nelle tende erano «costernate». I cronisti citano, tra gli altri sfollati, Vincenzo Breglia: «Se Berlusconi pensa che siamo in vacanza in campeggio, lo invito a fare cambio. Lui può venire qui a dormire e io faccio il primo ministro. Voglio vedere quanto gli piace passare la notte al gelo e senza acqua calda». 

Il Guardian mette nel titolo sulla homepage che Berlusconi «minimizza lo shock». La frase è venuta fuori nel giorno in cui il bilancio delle vittime era salito a 272, fa notare il quotidiano. Il Telegraph osserva: «L'assicurazione di Berlusconi che gli sfollati hanno tutto quello di cui hanno bisogno è in netto contrasto con l'esperienza di molti sopravvissuti». Molti – continua - non riescono neppure a trovare posto nei campi perché non ci sono abbastanza tende. Il Telegraph ripropone a parte le dieci maggiori gaffe del Cavaliere.

Lo spagnolo Abc pubblica sul sito una critica durissima: «Il primo ministro italiano ha la rara abilità di convertire in oscenità alcuni dei suoi commenti… », scrive Abc, definendo le dichiarazioni sul campeggio «offensive» per le vittime del terremoto, trasformate dal Cavaliere in «improvvisati escursionisti». «Non è la prima volta, né sarà l'ultima, che l'oratoria di Berlusconi degenera in un'arma di distruzione», conclude il commento, deplorando un primo ministro «incapace di controllare i suoi impulsi e di tenere la bocca chiusa». 

El Mundo, che era stato tra i primi a mettere la storia sulla homepage, oggi titola: «Berlusconi coltiva tra le rovine la sua immagine di statista», sottolinea che il premier è «onnipresente sul terreno», «consola le vittime» e «coltiva la sua immagine di uomo di stato nello stile provocatorio che è il marchio della casa». El Mundo racconta la polemica sul campeggio e l'esortazione ad andare al mare e osserva che neppure queste polemiche sembrano intaccare la popolarità del primo ministro. Il quotidiano spagnolo cita il politologo Marc Lazar: «Berlusconi vuole darsi una levatura di uomo di Stato e incarnare l'unità nazionale… pensa alla sua prossima tappa come presidente della Repubblica». 

Lo stupore emerge anche dai servizi sui siti della stampa francese. Le Figaro titola: «Per Berlusconi i sinistrati sono "come in campeggio"» e si chiede se i sopravvissuti al terremoto apprezzeranno il paragone. Vari titoli si trovano anche sul sito del Nouvel Observateur: «Nel cuore della catastrofe, Berlusconi vede il lato buono delle cose»: così comincia una notizia dell'Ap, pubblicata dal sito del Nouvel Obs e da molti altri siti. Della polemica parla nella sua corrispondenza dall'Aquila anche il New York Times. «E' stato criticato…», scrive Rachel Donadio. «Ha poi spiegato che cercava di mantenere un tono ottimistico e molti residenti hanno elogiato la rapida risposta del governo alla crisi».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/04/visti-da-lontano-berlusconi-campeggio.shtml?uuid=e15c6e0a-2503-11de-ab86-a948af1cb8df&DocRulesView=Libero

Silvio Berlusconi tells the earthquake survivors to head for the beach. 

Comment Central: Berlusconi's blunders - the list goes on

Silvio Berlusconi has told survivors of the Italian earthquake to lift their spirits by heading for the beach. He added that people forced from their wrecked homes should look on their tented accommodation as a spot of camping.

The Italian Prime Minister’s comments have enraged some of those living in tent villages, after a second fitful night that was rocked by aftershocks from the 6.3-magnitude earthquake, Italy’s worst for 30 years. The death toll rose to 250 yesterday.

Earlier there had been widespread praise for the emergency housing operation, mounted by the Civil Protection Department and the Red Cross with the aid of volunteers and charities, and Mr Berlusconi won plaudits for cancelling a trip to Russia and spending every day since Monday in the stricken region, encouraging and commending the rescue workers and vowing that “no one will be left alone”. 

Mr Berlusconi insisted that his remarks had been misunderstood and that he was simply trying to encourage optimism. “Go by the seaside. It is only an hour away from here by bus and there are plenty of hotels at your disposal that are paid for by the State,” he said during his daily visit to the quake zone in Abruzzo.

The people living tent cities “have everything they need, they have medical care, hot food. Of course, their current lodgings are a bit temporary. But they should see it like a weekend of camping,” he said, according to the German N-TV channel. He told one homeless woman to put on suncream, drawing cheers from onlookers.

Mr Berlusconi — who lives in Palazzo Chigi, the Prime Minister’s residence, rents a frescoed Renaissance palace in Rome and owns a mansion in Milan and villas in Sardinia and Bermuda — insisted that there was nothing inappropriate in his remarks.

“I don’t think it’s out of place,” the Prime Minister told reporters. “I think children could use a smile, a little bit of optimism and playfulness.”

Mr Berlusconi said that he did not want “an atmosphere of pessimism, negativity, disease and death” where survivors were being sheltered. As many as 10,000 of the 17,000 people made homeless by the earthquake have taken his advice and left for the Adriatic resorts or elsewhere. But some of those left in the tent camps were appalled by his remarks.

“If Berlusconi thinks we are all on a camping holiday, I invite him to do a swap,” said Vincenzo Breglia, as he stood outside his tent on a sports field on the outskirts of L’Aquila. “He can come here to sleep and I will be prime minister. Let’s see how he likes spending the night in freezing temperatures with no hot water.”

Mr Breglia’s wife was also offended. “We may look as if we have made ourselves at home,” she said, as she kept her 12-month-old daughter amused with two budgies in a cage left by neighbours who had fled to Rome. “And some things are well organised — there is even a vet in the camp for those who brought pet animals with them. But if this is a camping holiday, it is an enforced one. We left home with the clothes we had to hand, and have not been allowed to go back to get our belongings because the house is in a dangerous state. I suspect this will go on for months and months. How are we supposed to cope?”

Giancarlo Fischione, a Ministry of Finance employee with a wife and three children, said that he did not even have a tent. “We have all been sleeping in the family cars since Monday,” he said bitterly. “There just aren’t enough tents and containers.” Mr Berlusconi’s remarks had left him speechless, he said.

At the Aquila San Salvatore regional hospital, where a field hospital has been erected to deal with the victims, questions are being asked about why a recently built hospital in an earthquake-prone zone was unable to withstand the tremors.The A&E department was abandoned yesterday. Beds on wheels lay empty. Blankets and used rubber gloves were strewn across the floor, which was stained with blood and iodine, spilled as staff rushed to move patients out when the shocks rattled the supposedly quake-proof building.

One nurse, who was working at the field hospital, set up as an emergency alternative beside the car park, said that the scenario was scandalous. “We expect a modern hospital in an area like this to be one of the secure places,” she said. “I was working the night it happened and couldn’t believe it. Suddenly, bits of concrete started falling down, and the walls shook. We were open-mouthed. We thought it was an anti-seismic building.”

As she spoke, medics dragged bags full of drugs to the tents, while the army and the Red Cross transported in-patients to hospitals elsewhere.

The Pope said at his weekly public audience that the relief operations were an example of how solidarity could help to overcome “even the most painful trials”. Addressing the survivors, he said: “As soon as possible I hope to visit you.” Father Federico Lombardi, a Vatican spokesman, said the visit would not be until after the Easter holiday because the Pope did not want to interfere with relief operations.The first funerals were held yesterday and mass funerals are planned for tomorrow.


http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6062493.ece



Video preso dal Times On Line






Cava Dei Tirreni