Friday, March 12, 2010

La brutta faccia della recessione

Ultimamente sono prolifico. Non e' detto sia un bene. Ma vuol dire che ho cose da dire.
Blog risse a parte (sono ormai uno specializzato) oggi vorrei tornare a parlare di Irlanda e della recessione.

Ho riletto a ritroso questo blog. Ho scritto veramente molte cose opinabili in passato. Ma restano li. Siete liberissimi di criticarmi (senza offendere possibilmente.)
Delle tante cose opinabili, vi sono i miei post sulla crisi. Rileggendoli sembra quasi che la crisi abbia portato solo del bene. Tutto costa meno, meno gente in giro, citta' piu' vivibile. Pare si stia meglio insomma.
Non si sta meglio in senso assoluto.

Camminando per Grafton Street Manuela incontrava spesso una ragazza bionda, seduta in strada ad elemosinare, avvolta nel suo sacco a pelo con un bellissimo cagnolino, Lilly.
Cio' che l'aveva colpita di questa ragazza era il viso. Candido, lineamenti dolci e sguardo fiero e dignitoso. Estremamente dignitoso.
Molte sere Manuela mi ha raccontato di questa "bellissima ragazza" che vedeva ad elemosinare per Grafton Street. Una ragazza che era chiaramente fuori posto su quella strada. Ma verrebbe da chiedermi chi e' nel posto giusto quando si trova ad elemosinare.

Questo inverno a Dublino e' stato terribile. Un mese ed oltre di gelate. Molte mattine la temperatura ha toccato i -8. Molte notti i -10. Ghiaccio ovunque. Neve ovunque.

E questa ragazza era li' in strada a dormire ed a ripararsi in rifugi di fortuna.
Un giorno Manuela l'ha fermata e si son messe a chiacchierare. Lei e' Lituana. ha perso il lavoro, non ha nessuno in patria, e' finita in strada perche' non poteva pagare l'affitto. Manu le ha chiesto dove vivesse e lei:"In strada".
Le ha dato dei soldi. pochi. Un'altro giorno le abbiamo comprato la cena. Ci ha ringraziato ed ha aspettato che andassimo via prima di cominciare a mangiare.
Dignita'. Estrema

Spesso, leggendo in giro sui vari blog e forum, appariva la frase "finalmente questi Irlandesi torneranno a mangiare patate".
"Adesso avranno cio' che si meritano questi zoticoni".
Alcune di queste frasi le ho dette, scritte e pensate anche io.
Forse e' vero, ma la crisi non ha colpito solo gli irlandesi e c'e' chi non ha nemmeno le patate da mangiare. C'e' chi per la crisi ha perso tutto. Non dimentichiamolo mai.
La crisi crea poverta'. E coloro che hanno causato la crisi non pagano mai. Gli zoticoni che dovrebbero tornare a mangiare patate, i contadini o pastori arricchiti, probabilmente rimarranno nelle loro magioni dorate. Venderanno forse l'auto. Avranno una casa piu' piccola, un Natale meno ricco, ma andranno avanti.

Gli ultimi invece, loro saranno sempre piu' ultimi.

Quando esultiamo per i disastri ricordiamoci degli ultimi.
Sono sempre loro a pagare.

In bocca al lupo alla ragazza Lituana.
Forza.

Bacco1977

5 comments:

pedro said...

bellissimo post, bacco.

alzo la mano ed ammetto di appartenere a quella schiera che ha quasi gioito della 'crisi' irish.
perchè, pensavo, ha fatto abbassare la testa a tanti galletti.

ma, come fai notare, la 'crisi', in irlanda, alla fine ha colpito non solo i 'bauscia' irlandesi.
gli immigrati, come lo ero stato io a dublin, che si erano mossi verso l'isola, nella speranza di migliorare il proprio futuro, ed il popolo di lavoratori irlandese, sono le vere vittime.
chi fa del lavoro sodo ed onesto e non la speculazione, la sua UNICA fonte di entrata.

non come aziende e ricchi capitalisti, che anche nei momenti critici, 'loro' hanno sempre un salvagente ed anche un tornaconto.

la ragazza lituana, siamo noi, semplici comparse in questo enorme mondo.
semplici perchè dobbiamo lottare per ottenere ciò che abbiamo, nessuno ci regala niente, non abbiamo governi e leggi fatte su misura per noi, non abbiamo lobby economiche che ci proteggono.
un tempo, c'era l'illusione dei sindacati, ma anche loro sono passati dalla parte più 'conveniente' della barricata.

hai ragione bacco, ci è mancata la solidarietà, tra gente comune, che non dovrebbe mettersi l'uno contro l'altro, ma stare uniti contro chi, dall'alto vuole tirare le fila delle nostre esistenze.

poco ci differenzia, italiani, irlandesi, ceki, lituani...alla fine tutti siamo su questo mondo, quasi sempre per 'tirare a campare'.
qualcuno potrà avere un conto in banca meglio del mio, un lavoro o una casa più bella, ma alla fine, siamo tutti schiavi, in questa società.
nessuna certezza, nessun futuro scelto personalmente, tutti in balia di un mare grosso, che se gira a tempesta...travolge senza molte distinzioni, chiunque.

mentre c'è sempre chi ha la scialuppa di salvataggio...

bacco1977 said...

bravo pedro.
Hai capito il senso di cio' che volevo dire.
Ogni tanto qualcuno lo fa :D.
Non sentirti in colpa, perche' anche io la pensavo cosi'.

Hai ragione al 100%. Non ho altro da aggiungere al tuo commento.
"Siamo tutti schiavi"
Poco importa se guadagno 400/500 euro in piu' di un altro. Siamo gli ultimi anche noi.
Il tuo e' il miglior compendio al mio pOst che potessi fare e di questo ti ringrazio calorosamente.
grazie.

Lyndon said...

Un po tutti abbiamo gioito della fine del Boom. Un po per gelosia un po per cattiveria.

La poverta' e' brutta, fa schifo.

Chi non l'ha vissuta la vede solo come un aspetto metropolitano di nicchia. E' un fagotto di stracci su cui passi sopra la mattina per prendere la luas.

In Italia e' lo stesso: molte famiglie sono lastrico ma non abbiamo avuto la stessa reazione, perche' facciamo il tifo per noi.

Giusto? No, ma irrazional umanoide.

Hai toccato una corda molto interessante Bacco.

Mezzos@ngue said...
This comment has been removed by the author.
Mezzos@ngue said...

Bacco, che post, mi ha fatto emozionare rileggerlo qualche anno dopo. La recessione e' finita ma ha lasciato i tuoi segni.

Cava Dei Tirreni