E' di pochi giorni fa la visita del candidato democratico alla CasaBianca, Barack Obama, a Berlino.
Non vorrei finire a far politica su un blog che non e' solo il mio, ed in cui i tre autori la pensano politicamente in maniera diversa. Tuttavia sento di dover far notare una cosa.
In molti in Italia, soprattutto negli ambienti di sinistra, hanno rivisto , nel discorso e nel cammino del candidato AfroAmericano, forti legami con il discorso che John F. Kennedy tenne a Berlino, nell' allora West Berlin, il 26 giugno 1963.
Nessun dubbio che il discorso di Barack Obama, del 24 Luglio, sia di grosso livello, e che sicuramente sia molto piu' vicino all' Europa di quanto mai fatto detto da George Bush. Insomma un discorso che e' piaciuto molto alla sinistra Italiana. E ne ha ragione.
Non vorrei finire a far politica su un blog che non e' solo il mio, ed in cui i tre autori la pensano politicamente in maniera diversa. Tuttavia sento di dover far notare una cosa.
In molti in Italia, soprattutto negli ambienti di sinistra, hanno rivisto , nel discorso e nel cammino del candidato AfroAmericano, forti legami con il discorso che John F. Kennedy tenne a Berlino, nell' allora West Berlin, il 26 giugno 1963.
Nessun dubbio che il discorso di Barack Obama, del 24 Luglio, sia di grosso livello, e che sicuramente sia molto piu' vicino all' Europa di quanto mai fatto detto da George Bush. Insomma un discorso che e' piaciuto molto alla sinistra Italiana. E ne ha ragione.
Obama parla dell' America multietnica. Non perfetta, che ha commesso errori, ma che lui ama, perche' nei secoli a cercato, con le altre nazioni, di creare un mondo sempre piu' giusto.
Ecco i punti salienti del bel discorso di Obama:
“Il sistema di soccorsi più grande della storia ha permesso ai nostri popoli di fidarsi l’uno dell’altro”. Berlino e i berlinesi come baluardi della libertà. “Popoli del mondo - scandisce Obama - guardate a Berlino, dove anche nei momenti più difficili i cittadini hanno tenuto costantemente accesa la fiamma della speranza, guardate al luogo in cui i tedeschi e gli americani hanno imparato a fidarsi gli uni degli altri”.
Il tempo in cui i muri cadono
Il Muro di Berlino è caduto, “e dopo di esso i muri che dividevano Belfast tra cattolici e protestanti, i muri che dividevano i Balcani, il muro della segregazione che divideva il Sudafrica”.
Oggi, a 60 anni di distanza dal ponte aereo, “la sfida è vinta, ma ne rimangono tante altre da vincere, altri muri da abbattere”.
Il terrorismo, i cambiamenti climatici e l’inquinamento del pianeta, la proliferazione del nucleare, le guerre, la povertà. Obama elenca tutte le grandi sfide del 21° secolo.
Costruiamo nuovi ponti
Obama individua come unica ricetta quella della collaborazione tra Stati Uniti, Europa e gli altri Paesi del mondo. “Gli alleati devono sapersi ascoltare, devono fidarsi gli uni degli altri. Costruiamo nuovi ponti. È il momento di unirsi con lo stesso spirito del ponte aereo del 1948. Come abbiamo sconfitto l’ideologia sovietica, dobbiamo sconfiggere l’estremismo ideologico del terrorismo, europei e americani devono stare vicini al popolo afgano che lotta contro Al Qaeda e contro i Talebani.
Dobbiamo rincorrere la pace, fermare la proliferazione del nucleare. Dobbiamo sostenere il popolo libanese, il processo di pace tra israeliani e palestinesi, i milioni di iracheni che lottano per la propria libertà”.
Consegniamo ai bambini un mondo migliore
Consegnare ai nostri bambini un mondo migliore. “Lo possiamo fare solo impegnandoci concretamente a ridurre le emissioni di gas serra. Dobbiamo ridare ai nostri bambini il loro futuro, dare speranza a chi è rimasto indietro nel mondo globalizzato. Dobbiamo lottare per assicurare i diritti dell’uomo laddove sono negati, dobbiamo porre fine alla guerra in Darfur. Dobbiamo dare l’esempio abolendo in tutto il mondo la pratica della tortura per fare prevalere la legge. Dobbiamo accogliere gli immigrati e non rifiutare chi è diverso da noi” per etnia, colore della pelle e religione.
This is our time
“People of Berlin, people of the world, this is our moment, this is our time”. La conclusione di Obama e una dichiarazione di intenti, davanti a Berlino, all’Europa e al mondo. “La sfida è grande, ma abbiamo l’aspirazione di lasciare in eredità un mondo migliore ai nostri figli. Siamo pronti a lottare, rispondiamo alla storia e rifacciamo il nostro destino”.
Nulla da eccepire. Da brividi.
Ma cosa disse Kennedy? Beh, credo disse qualcosa che molti dirigenti della sinistra Europea (che frequentavano le scuole di comunismo in Russia) probabilmente non gradirono.
Vorrei rinfrescare loro la memoria riportando qui il discorso:
"
Sono fiero di trovarmi in questa città come ospite del vostro illustre sindaco,
che ha simboleggiato nel mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono
fiero di visitare la Repubblica federale con il vostro illustre cancelliere, che
da tanti anni impegna la Germania per la democrazia, la libertà e il progresso,
e di trovarmi qui in compagnia del mio compatriota generale Clay, che è stato
in questa città nei grandi momenti di crisi che essa ha attraversato, e vi ritornerà,
se mai ve ne sarà bisogno.
Duemila anni fa, il vanto più grande era questo: Civis romanus sum. Oggi,
nel mondo della libertà, il maggior vanto è poter dire: Ich bin ein Berliner.
C'è molta gente al mondo che realmente non comprende - o dice di non comprendere
- quale sia il gran problema che divide il mondo libero dal mondo
comunista. Vengano a Berlino. Ci sono taluni i quali dicono che il comunismo
rappresenta l'ondata del futuro. Che vengano a Berlino. E ci sono poi alcuni
che dicono, in Europa e altrove, che si potrebbe lavorare con i comunisti. E
vengano anche questi a Berlino. E ci sono persino alcuni pochi, i quali dicono
che è vero, sì, che il comunismo è un cattivo sistema, ma che esso consente di
realizzare il progresso economico. Lass sie nach Berlin kommen. La libertà ha
molte difficoltà, e la democrazia non è perfetta; ma noi abbiamo mai dovuto
erigere un muro per chiudervi dentro la nostra gente e impedirle di lasciarci.
Desidero dire a nome dei mie concittadini, che vivono molte miglia lontano,
al di là dell'Atlantico - e sono remoti da voi - che per loro è motivo di massima
fierezza il fatto di avere potuto condividere con voi, sia pure a distanza, la
storia degli ultimi diciotto anni. Non so di alcuna città che, contesa per diciotto
anni, conservi ancora la vitalità, la forza, la speranza e la risolutezza della
città di Berlino Ovest. Sebbene il muro rappresenti la più ovvia e lampante
dimostrazione degli insuccessi del sistema comunista dinanzi agli occhi del
mondo intero, non ne possiamo trarre soddisfazione. Esso rappresenta infatti,
come ha detto il vostro sindaco, un'offesa non solo alla storia, ma un'offesa all'umanità,
perché divide le famiglie, divide i mariti dalle mogli e i fratelli dalle
sorelle, e divide gli uni dagli altri i cittadini che vorrebbero vivere insieme.
Ciò che vale per questa città, vale per la Germania. Una pace veramente durevole
in Europa non potrà essere assicurata fino a quando a un tedesco su
quattro si negherà il diritto elementare di uomo libero, e cioè quello della libera
scelta. In diciotto anni di pace e di buona fede, questa generazione tedesca
si è guadagnata il diritto di essere libera e con esso il diritto di unire le
famiglie e la nazione in pace durevole e in buona volontà verso tutti i popoli.
Voi vivete in un'isola fortificata della libertà; ma la vostra vita è parte della vita
del mondo libero. Vorrei quindi chiedervi, concludendo, di levare il vostro
sguardo al di là dei pericoli di oggi e verso la speranza di domani, al di là della
semplice libertà di questa città di Berlino o della vostra patria tedesca e
verso il progresso della libertà dovunque, al di là del muro e verso il giorno
della pace con giustizia, al di là di voi stessi e di noi, verso l'umanità tutta. La
libertà è indivisibile, e quando un uomo è in schiavitù, nessun altro è libero.
Quando tutti saranno liberi, allora potremo guardare al giorno in cui questa
città sarà riunita - e così questo Paese e questo grande continente europeo - in
un mondo pacifico e ricco di speranza.
Quando questo giorno infine verrà - e verrà - la popolazione di Berlino Ovest
potrà avere motivo di misurata soddisfazione per il fatto di essersi trovata
sulla linea del fronte per quasi due decenni. Tutti gli uomini liberi, ovunque
si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di
dire: Ich bin ein Berliner.
"
Credo che Kennedy parlasse di tutt'altro. O sbaglio? Come si fa presto a salire sui carri dei vincitori....
Ma rileggiamo la parte centrale:
"C'è molta gente al mondo che realmente non comprende - o dice di non comprendere- quale sia il gran problema che divide il mondo libero dal mondocomunista. Vengano a Berlino. Ci sono taluni i quali dicono che il comunismorappresenta l'ondata del futuro. Che vengano a Berlino. E ci sono poi alcuniche dicono, in Europa e altrove, che si potrebbe lavorare con i comunisti. E vengano anche questi a Berlino. E ci sono persino alcuni pochi, i quali diconoche è vero, sì, che il comunismo è un cattivo sistema, ma che esso consente di realizzare il progresso economico. Lass sie nach Berlin kommen. "
La parte centrale di questo discorso e' la mia Bibbia politica. Chi vuole far suo questo discorso, farebbe bene a rileggerselo. Potrebbe rimanerne sorpreso.
Faccio ad Obama i miei auguri, e ribadisco che ho apprezzato il suo discorso.
Anche se tra i due, io preferisco ricordare "Ich bin ein Berliner"
Antonio, Dublin
8 comments:
Ciao Antonio, sono dalla parte tua, preferisco il discorso di Kennedy. Tra l'altro, possoa aggiungere una nota? Hai letto l'articolo sui giornali la settimana scorsa riguardo il discorso di Obama che sembra rubato a Bono? This is our moment, this is our time...
http://look2thewest.wordpress.com/2008/07/27/obama-owes-bono-for-this-is-our-moment/
Che dici allora Anto, Obama e' meglio di Bush?
Chiedo Venia per il commento fuori luogo, tra oggi e domani supereremo le 10000 visite sul blog. Ultimamente siamo sempre intorno ai 150/200 contatti al giorno!
Mitico!!
Beh sinceramente, se fossi americano voterei Obama.
Alf, vieni venerdi' sera?
C'è molta gente al mondo che realmente non comprende - o dice di non comprendere- quale sia il gran problema che divide il mondo libero dal mondocomunista. Vengano a Berlino. Ci sono taluni i quali dicono che il comunismorappresenta l'ondata del futuro. Che vengano a Berlino. E ci sono poi alcuniche dicono, in Europa e altrove, che si potrebbe lavorare con i comunisti. E vengano anche questi a Berlino. E ci sono persino alcuni pochi, i quali diconoche è vero, sì, che il comunismo è un cattivo sistema, ma che esso consente di realizzare il progresso economico. Lass sie nach Berlin kommen.
Salve,
blog interessante.
Ringrazio del link e ricambio.
Grazie a te HalfLuke
Ore 12:56 AM Greenwich time. Siamo a 996 visite, meno 4 a diecimila visite!
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