Uno dei motivi che mi ha fatto lasciare il Sud Italia e' stato il fatto che non volevo piu' lavorare a Napoli.
La citta' e' bellissima, ed ha molti luoghi incantevoli, pero' non e' fatta per me.
Ero un pochino stanco di molte cose.
Al di la' dei servizi inesistenti e del problema dei rifiuti, ero stanco di diver rischiare la rapina ogni sera quando attraversavo "Corso Meridionale", da noi ribattezzata "Boulevard de la merde", per via della quantita' allucinante di cacche di cane e la puzza di piscio ad ogni angolo, tanto che temple bar di sabato sera sembrano i giardini di versailles.
Ad ogni modo ,ricordo che ogni mattina in ufficio qualcuno aveva una storia da raccontare su qualche micro crimine avvenuto a lui o conoscenti la sera prima.
Passando sopra al problema "enorme" della microcriminalita', che e' fastidioso ma che' e' diffuso ovunque, anche a Londra, New York, ecc, ero anche stanco di dover vivere al centro della guerra di camorra, e che ogni due giorni, mediamente, aprivi il sito del corriere e scoprivi che ne avevano fatti fuori un paio a pochi metri da dove lavoravi tu. Ri cordo che non faceva notizia. Ci si abitua alla violenza e la vita umana perde di valore. Brutto da dire ma e' la verita'.
Cosi', dopo circa 180 morti per camorra in un anno, che in una citta' di poco meno di un milione di abitanti sono una cifra allucinante, quando il governo mando' l'esercito, il sindaco di Napoli disse:" Noi non siamo Bagdad"
Si, aveva ben ragione.
In quel periodo a Bagdad la situazione migliorava, ed i morti, ma anche i crimini in generale, erano meno che a Napoli.
Cosi' in ufficio mi lasciai andare ad un'esternazione purtroppo infelice (tutti sbagliano) in cui dissi:" Beh ha ragione, Bagdad ora e' piu' sicura di Napoli.."
Beh, insomma, non fu un'uscita felice e fu una caduta di stile. Risultato mi beccai una dose massiccia di insulti e dovetti scusarmi. L'Episodio rientro' e tutti amici come prima.
A distanza di due anni pero', pare che un comandante dei carabinieri, che lavora nel casertano, dopo essere stato a Nassiryia, psia d'accordo con me.
Ecco il link all'articolo.
Ne estraggo un pezzo:
"Sta di fatto che a girare nei borghi maleodoranti di discariche, fiumi inquinati e quartieri costruiti nel caos contro le più elementari regole urbanistiche tra la periferia di Caserta, Casal di Principe, Castel Volturno e Sessa Aurunca, viene automatico pensare ai Paesi disastrati del Terzo Mondo, alle zone di crisi in Medio Oriente, al terrore iracheno e la guerra afghana. «Con una differenza però. Qui è ancora peggio che a Nassiriya nel 2004. Là almeno gli iracheni ci dicevano grazie quando noi militari riuscivamo a catturare un bandito e portare un po’ d’ordine. Qui neppure quello."
Credo si commenti da solo.
Evitando polemiche , vorrei sentire la vostra opinione sull'articolo riportato dal corriere.
Per cortesia evitiamo di dire "ca c sta a pizz o mar e o sol" o che "e' la citta piu' bella del mondo" perche' potremmo stare a discutere per decenni.
Senza retorica, guardiamo in faccia alla catastrofe in atto.
Altrimenti non saremmo diversi da coloro che dissero che Saviano doveva stare zitto....
Bacco1977, The Hero is coming back....
Friday, November 14, 2008
Cava Dei Tirreni
2 comments:
Anche io come te ho lasciato Napoli per gli stessi motivi che elenchi tu. Io sono della provincia di Napoli e capisco perfettamente il discorso di "abitudine" al fatto che gli episodi del parente o del vicino diventino argomenti di conversazione quotidiana insopportabile. Ricordo ancora le risate (che sono tuttavia incomprensibili) che suscitò il racconto che feci in ufficio di quando un giorno andai a casa di mia madre e si erano fregati il portone di alluminio del palazzo, a due ante nuovo messo la settimana prima...
Caro Bacco, come sempre centri il problema. L'articolo del Corriere spiega tutto. Chi lavora per lo Stato e' un nemico ed e' difficile rispondere alla seguente domanda «Cosa succede se tu sei poliziotto e tuo fratello, o tuo padre, oppure un cugino, è camorrista? Vince la fedeltà tribale o il senso del dovere del pubblico ufficiale di uno Stato moderno?». Molti ci stanno male e non sanno come reagire, ma per salvare la pelle devono sottomettersi. E' una violenza morale che ti cambia, ti fa pensare un giorno che sia giusto, ti fa dimenticare sosa significhi essere un uomo libero. Poi ci sono quelli che il posto di lavoro per lo Stato l'hanno preso proprio grazie alla camorra, e quelli invece non hanno scrupoli. La vita perde valore. Proprio oggi ho letto della truffa in Sicilia nella sanita'. Oltre 50000 persone decedute erano ancora nella lista degli assistiti dei micici di famiglia... siamo il popolo piu' creativo del mondo, ma oramai solo della truffa. Un tempo avevamo gli artisti ora abbiamo i truffatori.
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