Monday, January 12, 2009

Passeggiando sotto i Portici (virtualmente) - Fase 3



SOTTOTITOLO

Gavetta = Sodomizzazione?



Cari bloggers e non

Mi scuso per il linguaggio piuttosto forte utilizzato nel sottotitolo di questo post. Vi chiedo, prima di reagire protestando per il tipo di vocabolo, di leggere il post e l’articolo allegato.

Per anni in tanti han provato a mettermi nella testa che certe cose sono normali, tipo lavorare praticamente gratis per anni, senza diritti, senza ferie a parte quando l’azienda e’ chiusa, senza aumenti, senza voce in capitolo.

Per anni ci han provato ma nella mia testa non e’ mai entrato niente di tutta questa “spazzatura”. Purtroppo per la stragande maggioranza delle persone invece il lavaggio del cervello funziona.



Una delle cose piu’ orribili che ricordo e’ sentirmi dire da vecchi e giovani quando torno a casa e passeggio sotto i portici: “Devi fare la gavetta”.

Quando viene utilizzato questo vocabolo?

Quando qualcuno si lamenta di un sopruso, come lavorare gratis per anni, qualcuno viene a dirti che e’ normale, “devi fare la gavetta”.

Qui sotto un caso esempio tipico dialogo in cui mi viene citata la fatidiga frase...

Tipico ignorante: “ma che ci fai a Dublino, torna a casa!”

Alfredo: “si sta meglio a Dublino, il mondo e’ piu’ giusto. C’e’ meritocrazia, se sei bravo, sveglio ed onesto puoi far carriera."

Tipico ignorante: “TU NON VUOI FARE LA GAVETTA, QUESTA E' LA VERITA”.

Alfredo : “La gavetta non significa prenderlo ... c..o!”



Nessuno di questi signori ha mai pensato di prendere un dizionario per controllare il corretto significato in Italiano di questa parola. Storpiamo le parole anche adesso. Ma si. Parliamo a vanvera, tiriamo fuori frutta e verdura.

Se queste persone non fossero ignoranti non farebbero molte cose come:

  • Non verrebbero a dirmi che sto sbagliando
  • S’interesserebbero dei fatti propri.
  • Non penserebbero che tutto ‘e normale.
  • Non penserebbero che in Campania si sta meglio che nel resto del mondo solo perche' abbiamo inventato la pizza


Siccome non parlo se non sono informato, sono andato sul dizionario ed ho trovato questa definizione:

GAVETTA, dal lat. gabata(m) = scodella, recipiente di alluminio con coperchio, munito di manico, per il rancio del soldato in campagna \ venire dalla gavetta, di ufficiali che, iniziata la carriera come soldati semplici, ne hanno percorso tutti i gradi; (est.) di persona che ha raggiungo il successo partendo dal niente.



RIFLESSIONI

  • Non vedo scritto “lavorare gratis”. Gavetta significa passare per tutti i gradi prima di arrivare in alto, gli scalini del successo.

  • Che gavetta e’ se lavoro gratis 6 anni a 200€ per diventare maestro? Mica mi fanno Presidente della Repubblica? Non son passato per tutti i gradi per arrivare al successo. Faccio un lavoro normale. Non capisco perche’ occorre lavorare per anni quasi gratis per ottenere un lavoro normale.

  • Ammesso che sia giusto seguire questa strada, sapete quanti giovani non escono mai da questa fase? Sapete quanti rinunciano dopo anni e scelgono di diventare disoccupati permanenti o trovano un lavoro con uno stipendio tra i 700€ ed i 900€ (da fame e che non cresce mai abbastanza)? Il sistema non funziona.

  • Perche’ devo essere strasottopagato anche quando l’azienda potrebbe permettirsi di pagarmi come nel caso di una scuola privata che si appropria di fondi pubblici? Questo non riesco a capirlo anche se sono andato all'Universita'. Forse mi servono 3 lauree per capirlo?

  • Per chi e' ancora convinto che sia giusto essere sfruttati, non trovate coerente che lo stipendio minimo debba essere esattamente il costo mensile del vitto ed alloggio, tipo un posto letto, per un essere umano? Piu’ una somma minima per acquistare abbigliamento, da sostituire solo quando tutto cio’ che abbiamo e’ distrutto? 200€ bastano? A Salerno occorrerebbero almeno 500€.



Come puo’ un’azienda crescere lavorando con persone che accettano questo trattamento?

  • I migliori, quelli davvero brillanti vanno via

  • Chi resta e possiede skills potrebbe essere demotivato, lavorare male e/ o smettere di aggiornarsi e migliorare (ricordo che dovrebbe essere normale studiare per aumentare le proprie skills)

  • E’ possibile qualcuno con questo lavaggio del cervello diventi un po’ tonto. Questa e’ una violenza psicologica e son sicuro crei problemi nella societa’, prima di tutti insoddisfazione, paura ed insicurezza.


Insomma, io credo che dopo anni di comportamento tale, l’azienda possa trovarsi con un parco dipendenti meno professionale (non a causa dei poveri dipendenti) di una azienda che tratta umanamente gli impiegati. Ed una azienda in questa situazione non crescera' mai, non aumentera' la qualita' e la produttivita' abbastanza.





La gavetta dovrebbe essere il processo attraverso il quale si ha l’opportunita’ di crescere attraverso sacrifici la propria figura professionale, non SCHIAVIZZAZIONE SPONTANEA TEMPORANEA PER ACCEDERE ALLO STIPENDIO MINIMO DI LEGGE GARANTITO MINIMO A VITA. Aggiungo che oggi non e’ nemmeno piu’ temporanea, perche’ tanti restano schiavi a vita o fino a quando scelgono di divenire disoccupati, o meglio inoccupati, sono cosi traumatizzati che smettono di cercare un lavoro.



Probabilmente il termine gavetta veniva utilizzato in passato per indicare i giovani che cominciavano a lavorare presso artigiani giovanissimi. Era un po’ come andare a scuola, l’artigiano insegnava il mestiere al giovane senza educazione, la paga era probabilmente una sorta di rimborso spese (spese “po cafe & sigarette” come si dice in Campania).

In questa ottica non sembra sia una cosa cosi negativa.



Come al solito tutto viene utilizzato pero’ a vantaggio di pochi. Non credo sia la stessa cosa sottopagare giovani che hanno studiato e che si rivolgono al mondo del lavoro per produrre e ricevere uno stipendio, non solamente per imparere. Vi faccio degli esempi tipici di figure sottopagate

  • Un laureato che vuole insegnare ed ha bisogno dei punteggi, lavora in una scuola privata finanziata dallo stato, costretto a firmare buste paga che non corrispondono alla sua retribuizione!

  • Un diplomato, tipo un ragioniere che lavora per 300€ a nero o con busta paga come l’aspirante mestro!

  • Un ingegnere al suo primo lavoro con 600€ e mansione da tecnico!

  • Un diplomato che si dirige verso un lavoro non nella sua area di studi come uno studente del Liceo Scientifico che diventa commesso. Che peccato ha commesso?

  • Un avvocato che deve sottoporsi all’apprendistato obbligatorio!


Devo fermarmi perche’ comincio a soffrire col fegato. Altrimenti comincerei a parlare di tutti quei master creati solamente per fare false promesse e sottrarre soldi a poveri genitori. In pratica si tratta di gavetta non pagata ma con contributo in denaro da parte dell’alunno!



Vorrei che i miei compatrioti Campani riflettano. Se tutto e’ cosi e’ colpa nostra. Non e’ vero che non si puo’ far nulla. Se continuiamo ad accettare, nulla cambiera’. C'e' addirittura chi cerca la raccomandazione per fare la gavetta?

E poi? La raccomandazione per trovare un vero lavoro? E poi se lo perdi? La raccomandazione per non fare la fame?



Non ho mai detto che sia facile combattere. Ma e’ meglio lasciare la nostra terra cosi ai nostri figli? La vita cosi e’ comunque molto difficile, perche’ non combattere per una vita migliore?



Vorrei farvi riflettere sulla definizione giuridica di lavoro nel codice civile e sull'articolo 36 della Costituzione, Titolo III, rapporti economici

Art. 2094 "E'prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore."

Art. 36 della Costituzione.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.



Forse e' troppo difficile capire che il lavoro sottointende una retribuzione, e questa deve garantire l'esistenza al lavoratore...



Vi lascio ora all’articolo che mi ha ispirato, pubblicato sul Corriere. In fondo il link.



Assunzioni regolari per il punteggio, ma stipendio uguale a zero o quasi

Insegnare per anni gratis nelle private

La tacita regola imposta ai giovani docenti in Campania. Tutti sanno, ma nessuna denuncia

(Emmevi)

NAPOLI - Insegnare per anni gratuitamente nelle scuole private. È il destino che accomuna centinaia di giovani docenti che lavorano in istituti paritari in Campania senza ricevere compenso o al massimo ottenendo solo una piccola parte del salario. Esiste ormai da anni una regola tacita imposta dai dirigenti di tante scuole private ai docenti freschi di abilitazione all'insegnamento che entrano nel mondo della scuola attraverso il canale degli istituti privati: le scuole paritarie assumono con un regolare contratto i giovani insegnanti permettendo loro di accumulare punteggio e scalare le graduatorie provinciali d'insegnamento (condizione necessaria per lavorare un giorno nella scuola pubblica e ottenere il fatidico posto fisso). I docenti in cambio accettano di lavorare gratuitamente o per poche centinaia di euro nelle scuole private. È raro che un giovane insegnante si ribelli a questa prassi: nelle regioni meridionali il numero dei docenti precari è molto alto e le scuole private non hanno problemi a trovare insegnanti pronti a tutto pur di ottenere un incarico annuale.

STATISTICHE - Secondo i dati Istat del 2006, oltre il 20% delle scuole italiane sono private e dei 9 milioni di studenti italiani almeno uno su dieci frequenta un istituto privato. In Campania le scuole non statali riconosciute sono oltre 2 mila: la maggioranza sono istituti per l'infanzia o elementari, ma nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati i licei e gli istituti tecnici. Con la legge del 2000 le scuole paritarie sono state equiparate in tutto e per tutto alle scuole pubbliche e ricevono sussidi e finanziamenti dallo Stato (la legge di bilancio 2008 ha stanziato oltre 530 milioni di euro a favore delle scuole private per l'anno 2008/2009). Ma, a differenza degli istituti pubblici, le scuole paritarie non assumono gli insegnanti prendendo in considerazione le graduatorie nazionali e provinciali, ma contrattando con il docente compenso e condizioni lavorative. L'unico obbligo che le scuole paritarie hanno è quello di assumere insegnanti che hanno superato il concorso di abilitazione all'insegnamento. Per tanti giovani alle prime armi che vivono nell'Italia meridionale è davvero difficile ottenere una supplenza in una scuola pubblica a causa del gran numero di insegnanti presenti nelle graduatorie provinciali: proprio per questo si rivolgono alle scuole paritarie. Tanti istituti paritari propongono ai docenti il medesimo accordo: punteggio annuale in cambio di lavoro gratis o sottopagato.

LA STORIA DI M. – M. è una trentenne che da quasi tre anni lavora in un istituto primario paritario che si trova nell'agro nocerino-sarnese, area a metà strada tra Salerno e Napoli. Non vuole che il nome della sua scuola sia divulgato perché teme di perdere il lavoro. «Come tanti giovani insegnanti meridionali per cominciare a lavorare ho dovuto fare una scelta», dichiara. «O emigravo al Nord con la speranza di ottenere qualche supplenza nella scuola pubblica oppure dovevo accettare di restare a casa e lavorare gratis per qualche istituto privato. Grazie alla raccomandazione di un mio parente (la maggioranza delle scuole paritarie locali assumono solo persone di cui si possono fidare) sono stata presentata alla preside di una scuola privata della zona e ho cominciato a insegnare. Già il primo giorno è stata chiara: mi ha detto che a fine mese avrei dovuto dichiarare di aver ricevuto il compenso ordinario firmando la busta paga, ma mi sarebbero stati concessi solo 300 euro. Sono costretta a firmare e a dichiarare il falso perché questa finta retribuzione garantisce il pagamento dei contributi previdenziali, condizione necessaria per l'attribuzione dei 12 punti annuali in graduatoria. I 300 euro mensili mi permettono di pagare la benzina e l'autostrada che ogni giorno prendo per raggiungere la scuola». Durante questi tre anni, M. non ha ottenuto nessun aumento salariale, mentre le ore a scuola sono aumentate e spesso la sua giornata lavorativa si conclude nel tardo pomeriggio. «Io amo insegnare e per me non è un peso passare intere giornate con i bambini. Certo se fossi pagata il giusto sarei più felice. Lavorare gratuitamente nelle scuole private può apparire uno scandalo ai più, ma qui in Campania è la regola. Nell'istituto dove insegno ci sono decine di giovani colleghe che si trovano nella mia stessa condizione. Con la riforma del maestro unico presentata dal ministro Gelmini, per gli insegnanti elementari la situazione è destinata a peggiorare: aumenteranno i maestri senza lavoro e diminuiranno i posti a disposizione. Non mi stupirei se fra qualche anno le scuole paritarie ci chiedessero di offrire un contributo simbolico per lavorare».

LA STORIA DI S. – C'è chi come S. dopo tanti anni di lavoro gratuito è riuscita a liberarsi dal ricatto del punteggio diventando un'insegnante di ruolo in una scuola pubblica. Oggi lavora in un liceo di Salerno, ma ricorda ancora con rancore e rabbia gli anni di docenza in un famoso istituto privato della città campana: «I primi anni insegnavo solo italiano e latino», dichiara S., che oggi ha poco più di 30 anni. «Poi ho cominciato a fare lezione anche di storia e geografia. Lavoravo fino a 30 ore alla settimana e a fine mese l'istituto mi pagava solo 200 euro. Questo calvario è durato ben sei anni». S. dichiara di non aver mai parlato di compenso con il preside del liceo, ma di aver sempre saputo che se voleva lavorare in quella scuola bisognava accettare la somma esigua che le offrivano: «La cosa più degradante avveniva a fine mese. Entravo nella stanza del preside e fingevo di volerlo salutare. Lui capiva e mi metteva in mano duecento euro. Anche altri insegnanti erano costretti a ripetere questa sceneggiata. Nella scuola vi erano oltre trenta docenti e la maggioranza si trovava nelle mie stesse condizioni. Poi ogni tanto ti chiamavano e ti facevano firmare in blocco le buste paga. Quando hai bisogno di lavoro e denaro fai mille compromessi, alla fine se penso a quegli anni mi sembra di aver rimosso tante cose spiacevoli e tristi». S. racconta che dopo aver passato sei anni in quella scuola privata finalmente tre anni fa ha ricevuto la chiamata per la prima supplenza in una scuola pubblica: «Avevo accumulato un buon punteggio e ho deciso di lasciare l'istituto privato. Dopo varie supplenze sono diventata di ruolo. Il giorno che ho ricevuto il primo stipendio regolare è stato indimenticabile». Tuttavia S. non rinnega il passato: «Mi dispiace dirlo, ma senza i compromessi accettati nella scuola privata, oggi non lavorerei in un istituto pubblico. Chi sfrutta giovani docenti dovrebbe vergognarsi. Ma ciò che più sconcerta è il fatto che dai sindacati agli insegnanti di ruolo tutti accettino questa realtà facendo finta di niente».

LA STORIA DI G. E IL SINDACATO LOCALE - G. ha 27 anni ed è alla sua seconda esperienza in una scuola privata del salernitano. L'anno scorso ha insegnato in un istituto alberghiero del Cilento, mentre quest'anno è stato chiamato come docente di materie letterarie in un liceo sociopsicopedagogico di Salerno. Non riceve alcun compenso (lavora 18 ore alla settimana) , ma naturalmente ogni mese firma la sua busta paga. «L'anno scorso ho lavorato l'intero anno e poi non mi hanno più chiamato. Non ricevevo nemmeno un euro come adesso, ma dovevo fare quasi 50 km in macchina per arrivare a scuola». G. non è ancora abilitato e ricevere questo incarico gli sembra una benedizione: «Prima di me numerosi professori, visto che la mia scuola non paga nulla, hanno rifiutato l'incarico. Sono stato fortunato: ho presentato la domanda e, dopo aver visto che accettavo le loro condizioni, mi hanno subito assunto. Mi rendo conto che non è il massimo, ma questo lavoro non remunerato mi permetterà, dopo un anno e mezzo di sacrifici, di fare il concorso all'abilitazione. Se riesco a superarlo, potrò cambiare scuola e almeno comincerò a guadagnare qualcosa». Il segretario provinciale Uil-scuola, Gerardo Pirone, conosce bene la situazione drammatica delle scuole private, ma afferma: «Sono nel sindacato scolastico di Salerno dal 1987 e in oltre vent'anni ho ricevuto solo due denunce da parte d'insegnanti di scuole private che si lamentavano della retribuzione offerta dai loro datori di lavoro. In queste due occasioni ci siamo mossi e siamo riusciti a ottenere dalle scuole che gli insegnanti ricevessero quello che gli spettava. Il nostro compito è far rispettare i contratti, ma se nessuno denuncia, noi non possiamo fare molto».



http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_11/insegnanti_gratis_campania_francesco_tortora_bd2eed66-dff6-11dd-a8a3-00144f02aabc.shtml

Alfredo da Dublino

23 comments:

bacco1977 said...

impeccabile.
non fa una piega.
Semplicemente perfetto.
Spero toccho qualche coscienza

bacco1977 said...

toccho=tocchi, sorry

bacco1977 said...

Altra cosa.
Non si dice "Cari Bloggers".
Si dice EROI.

Alfredo_s@x said...

Caro Bacco hai ragione. Mi rivolgevo a tutto il blogroll. D'ora in poi il mio saluto sara':

Cari EROI
Cari Bloggers

....

;)

V. & E. said...

Complimenti Alfredo, bellissimo post.

andima said...

bastasse cosi' poco per essere eroi..

Ichigo said...

Ah poi non solo voi siete eroi, eroi siamo anche noi che stiamo in italia, e non siamo inferiori a voi in nulla. :)
Tie'.

bacco1977 said...

@Andima e Giocatore

Ragazzi, vi dico la verita'
Io scrivo eroi per provocare uno STRONZONE che continua a girare sul nostro blog (ormai lo traccio una bellezza) :P.

Sto tipo ci causo' una serie di problemi a livello personale, ed alla fine mando' una mail di insulti a me ed alfredo dicendo che ci credevamo eroi.
Da li ho deciso di scrivere sempre eroi.

Questa e' la motivazione.
Quindi ve ne prego, non prendetela sul serio.

Poi magari un giorno faro' un post a riguardo.

antonio said...

giocatore, non puoi paragonare italia e irlanda, sono due mercati del lavoro differenti, con pratiche differenti.

Le retribuzioni vanno adeguate alla produttivita' e la contrattazione non dovrebbe essere colletivizzata. Perche' tu che ti sei rotto il culo devi prendere 100 euro allo stesso modo di chi non ha fatto un cazzo tutto il giorno e gode il beneficio di avere il tuo stesso contratto?

Tra parentesi, i 100 euro che il sindacato "ha tirato fuori: per i metalmeccanici non sono certo cresciuti sugli alberi, da qualche altra parte sono stati tolti.

andima said...

@giocatore
la tua frase:

La risposta giusta e' "dove io trovo una dimensione di soddisfazione per me"

e' la chiave di lettura di tutto. a ognuno i suoi compromessi e la ricerca della propria pace. che questa possa essere in italia o altrove, e' secondario.

bacco1977 said...

giocatore.
In 6 anni il mio stipendio in Italia e' cresciuto di 400 euro lordi.
In Irlanda di 9000 in 18 mesi

Saluti

Alfredo_s@x said...

@ LaVero, ti ringrazio tantissimo, continua sempre a passare.

@ Giocatore, uso la tua frase: "dove io trovo una dimensione di soddisfazione per me". Io l'ho trovata qui, e son sicuro non puo' durare per sempre. Quando cambiera', andro' dove la ritrovero'. O forse non servira', saranno i miei figli la mia soddisfazione.
E' giusto che eroe e' anche chi resta. Per me i migliori son quelli umili, che non cercano di paragonarsi agli altri, o sminuire il prossimo. Il posto migliore non esiste, e' un concetto, un feeling personale. Ecco perche' non vado mai a dire a qualcuno che e' restato nella mia citta' "che ci fai ancora qui". Ognuno deve essere contento a modo suo.
Non so se negli altri paesi sara' mai come in Italia. Noi vogliamo fare i furboni, e' un atteggiamento diffuso di piu' che in altri posti. Credo che altrove, anche quando l'economia sara' male come in Italia, non sara' lo stesso, anche se potra' esserci una situazione simile.

@ Andima e Giocatore, Bacco ha spiegato il motivo per cui utilizziamo il termine "eroi".

Per finire, io in 3 anni (il 18 Gennaio faccio 3 anni in Irlanda) ed il mio stipendio lordo e' cresciuto di 15900€. Se considero anche la pensione privata che mi pagano, sono 19500€ in piu'. Ho detto tutto.
Se qualcuno e' come me laureato in Economia Aziendale, indirizzo Marketing e Distribuizione commerciale ed ha avuto la stessa escalation, per favore me lo dica perche' voglio farlo anche io e vivere a Roma!

pedro said...

tutto giusto quanto detto, il paragone ita/irl non regge, magari sarebbe il caso di farlo sull'irl di vent'anni fa e quella che in un paio d'anni diventerà.
gli esempi della tiggre vanno o presi con le pinze.
qui c'è gente che vale meno di zero che fa il manager.
da ora in poi si vedrà il valore reale di questo paese e di chi ci lavora.
sinceramente non credo che lo stipendio aumenterà di 9000€ nei prossimi 18 mesi.

Alfredo_s@x said...

E' vero che gente che vale meno di zero a fare il manager. Lo confermo. Lo stipendio puo' crescere se hai uan promozione, se sei in una azienda in cui gli affari vanno ancora bene e stai crescendo professionalmente.
Non crescera' piu' invece per quelli che hanno avuto aumenti semplicemente perche' era una moda dare aumenti.

Freddy said...

"Perche' tu che ti sei rotto il culo devi prendere 100 euro allo stesso modo di chi non ha fatto un cazzo tutto il giorno e gode il beneficio di avere il tuo stesso contratto?"

Standing ovation, ed e' una domanda che mi sono fatto molte (troppe) volte qui a Dublino.

Non dimentichiamo anche che qui ci sono mandrie di persone che si sono parcheggiate nelle aziende appena dopo la laurea e quando queste avevano appena aperto.

Persone che oggi sono senior giusto perche' hanno passato gli ultimi 10 anni girando da un dipartimento all'altro, ma che in quanto a competenza e voglia di migliorare e' meglio lasciar perdere...

bacco1977 said...

in generale diventa sempre piu' difficile.Non e' che uno stipendio puo' aumentare all'infinito. Piu' sali, piu' tendi a restare a quel livello, sia in tempi di crisi che non

bacco1977 said...

Freddy, hai ragione. Ma almeno qui chi e' bravo va avanti. Lo vedono e gli danno piu' degli altri.
In ITALIA ERO uno dei migliori, ma la politica era di cercare di accontentare tutti. Ergo, a fine anno ricevevo 30/40 euro in piu' come contentino.....E chi non aveva fatto un cazzo avevA poco meno.

antonio said...

Freddy nella mia azienda non funziona cosi'. Ma chiaro, io sto nell'orticello dove tutto e' perfetto.

A Dublino non si fanno problemi a licenziare i manager se qualcosa va male, in Italia i manager li mandano a casa dopo che sono andati via tutti. Qui ho visto aumenti di stipendio basati sulla base del merito, e se sei bravo vieni portato avanti, in Italia dipende dall'anzianita' in azienda.

Anche qui, probabilmente e' l'orticello felice, a volte mi chiedo se stiamo nella stessa nazione.

bacco1977 said...

Antonio, anche la mia azienda e' cosi'.

Freddy said...

Curioso che chi si lamenta delle generalizzazioni e poi generalizzi a sua volta.

La situazione lavorativa all'estero e' solitamente migliore che in italia (purtroppo ci vuole poco), ma anche all'estero e' possibile trovare situazioni italianissime.

Dipende dall'azienda, da chi ci lavora dentro, da quanto politica c'e' nella casa madre e via dicendo.

Riassumendo anche a beneficio di chi se ne vuole andare dall'italia: l'erba del vicino non e' garantito che sia piu' verde.

Potrebbe essere anche dello stesso colore, se non addirittura piu' scura.

Anonymous said...

io in Italia ho laorato per due anni a gratis.....senza nessun complimento..dopodiche son fuggito....
le scuole private dl nord pagano, ma in modo molto precario...
una volta Cepu mi voleva fare un contatto co co pro on call..
significa che quando gli servivo lavoravo...a 11 euro all'ora..
ridicolo ?

Enzo

cavesiadublino said...

ciao ragazzi,,,
mi e' venuta questa battuta:

in italia non fai la gavetta ma fai il gavettone. Che quando esplonde so cazzi...
L'italia in questo momento e' un gavettone inprocinto di esplodere...

enzo

Alfredo_s@x said...

I forboni ci sono dappertutto, ma in Italia, specialmente al Sud ce ne sono di piu'. Conosco persone che lavorano con furbi sfruttatori in Irlanda, ma e' molto difficile sentire storie simili quando si parla di professioni come l'insegnamento o l'avvocatura.

Cava Dei Tirreni