L'Umilta'.
Capiamoci bene. L'ormai defunta tigre celtica li ha(o forse li aveva) molto contaminati, e spesso si e' sentito inveire rabbiosamente, non a torto, da parte di immigrati di varie nazionalita' :" Ma questi Irlandesi, chi si credono di essere?".
Non a torto.
Durante il boom, hanno piu' volte sfiorato l'arroganza, pubblicamente. Poca attenzione al politically correct, qualcuno si e' lasciato andare a vaneggiamenti nazionalisti del tipo "Noi siamo i migliori del mondo". Non era cosi', non e' cosi' e non sara' mai cosi'.
Gli Irlandesi non sono nati per essere i migliori del mondo. Forse non ne hanno le qualita', ma molto piu' probabilmente, non ne hanno la voglia.
La recessione li ha rimessi con i piedi per terra, bruscamente, come una persona che cade con la schiena all'indietro, mentre e' seduto su una staccionata. Ed e' finalmente piu' facile notare quella che e' una delle loro caratteristiche piu' grandi: L'umilta'.
L'umilta' degli Irlandesi, almeno secondo cio' che ho potuto constatare in base alla mia esperienza, ha varie forme.
La prima e' forse quella di saper ascoltare. Gli Irlandesi ti ascoltano. Forse sono semplicemente curiosi, invadenti, ficcanaso, ma, molto piu' probabilmente, loro sanno ascoltare. Purtroppo, e' una caratteristica che a me manca, quella di saper ascoltare il prossimo, ma, fortunatamente, con il tempo, sono migliorato tantissimo e continuo a migliorare.
Ti ascoltano. Ascoltano per ore, senza interromperti. La storia della tua vita, della tua famiglia. E quando chiedi, ti dicono cio' che pensano. Dopo averti ascoltato ti dicono sinceramente quello che hanno in mente, senza filtri, come se ti conoscessero da una vita, anche se vi siete appena incontrati in caffetteria.
Un popolo di beoni, fessacchiotti, qualcuno lo ha definito. Pecorari qualcun altro.
Meno male che sono tra questi pastori, e non tra tanti altri cittadini metropolitani, che fanno dell'arroganza, dello schiamazzo, dell'urlo, della volgarita', del prevaricare il prossimo, dell'ottenere la ragione a tutti i costi e con ogni mezzo, una ragione di vita, un modo di essere, se non addirittura un motivo di vanto.
E poi alla fine, a me il presepe e' sempre piaciuto!!!
Mancano di arroganza. E' raro che al lavoro un Irlandese, pur avendo un ruolo superiore al mio, lo abbia mai fatto pesare fuori o dentro l'ufficio, lo abbia mai evidenziato o lo abbia mai detto. Dopo due anni di permanenza qui comincio a credere che le gerarchie per loro contino poco.
Mi e' capitato, e capita ancora, che quando proprongo una soluzione migliore di quella che magari un mio pari livello ha proposto, nessun dramma. Si discute, si verifica, si accetta, ed alla fine si va a bere al pub, amici coem prima. Ovviamente questo vale da persona a persona, ma in generale la mia impressione resta.
Quante volte ho visto CEO, manager, ed altri lavoratori di alto profilo, seduti a discutere nella Dart con magari cameriere, donne delle pulizie, lavapiatti, commessi.
Discorsi del tipo "io sono manager", "io sono piu' in alto di te", non ne ho mai sentiti.
Un modo di fare che inizialmente mi sorprese, ma a cui oggi sono abituato, eche non so se riusciro' di nuovo a farne a meno quando lascero' questo posto.
Le gerarchie ci sono, le classi sociali pure, le differenze tra ricchi e poveri rimangono abissali.
Esppure esiste un luogo, secondo qualche sprovveduto l'unico luogo in cui si puo' passare il tempo in Irlanda, dove queste gerarchie crollano. Il tanto odiato pub.
E' normale vedere politici, imprenditori, ministri, gente dello spettacolo, in Pub o ristoranti insieme a gente comune. Il Pub e' il momento in cui tutti scendono, o salgono, a seconda delle situazioni, e si livellano. E parlano, con tutto e tutti.
La vicinanza tra la politica e la gente in Irlanda e' comune. E' facile vedere l'eurodeputato che organizza riunioni di quartiere per prendere voti, spiegare le sue posizioni, e beccarsi insulti. E' nella loro cultura. Ma cio' vale per tutti i settori, non solo per la politica. Se io sto piu' in alto non vuol dire che non esisti, e devo ascoltarti. Di nuovo l'umilta' e la capacita' di ascoltare.
"E se non ho tempo ora di ascoltarti, allora ci vediamo stasera al Pub, in quella che e' la nostra livella".
E alla domanda: "Bacco, ma allora perche' noi non siamo cosi'? Perche da noi esistono termini come Casta? Baroni? Corporazioni? Perche' noi non abbiamo una Livella sociale?".
Io rispondo:
"Vi sbagliate. Si vede che non conoscete bene il nostro paese. Noi la livella ce l' abbiamo..."
"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte
Antonio De Curtis
Bacco1977
11 comments:
non a caso la parola pub non e' altro che il diminutivo di public house e molti la vivono davvero come una grande casa comune:) (purtroppo pero' alcuni pub al centro non la pensano cosi' e spesso non ti fanno entrare nella casa comune, con pretesti stupidi la casa diventa privata e selezionata, ma questa e' un'altra storia e il centro e' un caso a parte.. o forse li' e' solo un'evoluzione moderna del pub che scompare lasciando posto a luci psichedeliche, cocktails esotici e matrici occidentali, ma queste riflessioni sono out of topic!)
quella livella pero' esiste in tutti i popoli e se magari da noi livellera' il conte e il netturbino, il capo sgorbutico e il lavoratore sfruttato, magari in qualche altra nazione livellera' la donna col burqa e l'uomo privilegiato, in irlanda l'imprenditore umile e il knacker antipatico e magari chissa'.. altrove livellera' anche il papi e tutti i creatori di complotti comunisti:D
@andima
eh si...purtroppo qualche pub in centro ha perso la sua vecchia funzione livellatrice...ma chissa' fino a quanto durera'...Credo che non potranno piu' permettersi di "non livellare". La recessione si sente....
E' vero' pero'. Fuori dal centro e' tutt'altra cosa, ma credo te ne sia accorto anche tu.
La livella vale per tutti i popoli. Ed a quella nessuno potra' scappare.....
dopo piu' di un anno che stavo in Irlanda, parlando con un mio (ora ex) collega Irlandesi, venni a sapere dell'etimologia della parola pub, ci rimasi un po', non sapevo davvero della casa pubblica, e' davvero una bella cosa, se ci pensi, incontrarsi alla casa pubblica:) avevo anche un post in mente su alcune riflessioni sull'evoluzione del pub e su come alcuni oramai non avrebbero piu' dovuto adottare la parola pub ma poi, come ben sai, per vari motivi, ho lasciato Dublino e allora addio post..
Bacco ti giuro su quello che vuoi sono un paio di giorni che stavo pensando di fare un post simile, stesso argomento e stesse riflessioni!
Lo giuro!
Io lavoro in eircom ed oltre il 95% delle persone e' irlandese. Li saluti per nome tutti, il direttore, il managing director, il CEO, Cathal, lo incontri nell'ascensore, e gli dici Hi Cathal. Normalissimo.
Quando si presentano non ti dicono sono Alan, il direttore. Ciao sono Alan, tutto qui. Io rimasi stupito all'inizio il mio direttore si ricordava del mio nome ma io non mi ricordavo mai del suo.
Gli Irlandesi sono dei grandi ed io sto provando grandi emozioni, mi sento cosi integrato in questa societa'dove tutti si naturalizzano dopo un po'. Prendiamo un po' le loro abitudini, loro sono aperti ai costumi altrui, forse perche' viaggiano tanto e nel passato son stati costretti ad emigrare e poi ritornate.
Ci sara' una spiegazione scientifica o sociologica, non so come, ma la cultura irlandese e' cosi particolare. Io mi sento piu' accolto qui che magari al liceo, dove ci andavano principalmente i figli di professionisti e c'era la differenza di casta economica.
Figuriamoci se possiamo evitare il razzismo.
Una settimana fa mio cognato ha avuto l'onore di servire Bono. Si Bono, il cantante degli U2 e' andato a pranzo in un ristorante a Clontarf con la moglie, e lui ci ha parlato 10 minuti. Lui non e' mai stato un grandissimo fan, ma mi ha detto che si e' comportato come una persona normalissima ed alla fine ha pagato con la american express rossa, con la quale si fa una donazione ad ogni acquisto.
Ho l'autografo. Da bravo cognato l'ha chiesto per la sorella. E lui ha disegnato un fiore e poi scritto "a flower for Caroline".
E parliamo di una delle persone piu' famose al mondo.
Gli irlandesi sono dei fratelli per me. Li adoro, con tutti i loro difetti.
Bacco abbiamo la telepatia.
quando studiavo inglese la mia professoressa mi spiego'della particolarita' del pub e del significato della parola. Ne rimasi affascinato e dal vivo l'atmosfera ha confermato le mie aspettative. Un bel pub a Dun Laoghaire o Howth o Greystones in un pomeriggio di sole come oggi, tutti a chiacchierare al sole con una bella pinta fresca... amicizia, pace. Questa e' vita
e dai alf.
Fallo il post.....
Io ho solo fatto un ' introduzione....sarai tu a terminare!
;)
@Alfredo_s@x:
Non ti meravigliare del fatto che una persona di lingua inglese ricordi a menadito il nome dei propri intelocutori. E' il modo che hanno per passare dal registro formale a quello familiare. Chiamare uno John equivale a dargli del tu, chiamarlo Mr Smith equivale a dargli del lei. Mi hanno spiegato che quello che per noi Italiani è normale, cioè dimenticare il nome di una persona, lí viene ritenuta una grave scortesia.
Comunque la capacità di saper ascoltare è segno di apertura verso gli altri e di grande modestia. Uno che sa ascoltare è uno che non ha una visione assolutistica del proprio punto di vista essendo pronto ad emendarlo se l'altro gliene da motivo.
E' una grande virtù che a noi Italiani, con una elevata propensione alla spocchiosità (e mi ci includo), manca. Basta guardare un qualunque talk show per verificarlo.
non sono completamente d´accordo con l´umiltá.
non é facile ritornare coi piedi per terra, ed il potere dei soldi accecherebbe chiunque, non solo gli irish.
lo sono invece sulla livella.
io credo si possa parlare in generale di "cultura" anglosassone, per quanto riguarda gli esempi positivi che avete riportato sugli atteggiamenti sul lavoro.
porto anche un esempio grammaticale, in inglese ci si da del "you", non del "lei" o del "voi" come da ancora si usa al sud...
io lavoravo per una societá inglese, con manager brit e irish e confermo che era un piacere avere a che fare con loro.
ambiente rilassato, sempre una battuta pronta ma maggiore serietá per le cose importanti, ruoli rispettati non incutendo "terrore" ma dimostrando il proprio valore.
ad innsbruck, purtroppo lavorai per una societá italiana...non potete immaginare cosa é capitato in 2 mesi.
sono letteralmente scappato!
senza dare preavviso, dalla sera alla mattina, e non rimpiango quella scelta.
colleghi che parlano alle spalle, amici di amici, fidanzate, raccomandati...
addirittura ho assistito durante il periodo ad un avvicendamento societario che mi ricordava un golpe, fughe repentine dagli uffici, pc staccati e portati via a braccio, documenti triturati...ossequi ai nuovi "padroni", inchini, leccate, tappeti rossi, voltagabbana, sorrisi falsi...
@pedro
sono, di base, molto d'accordo pedro.
Mi piacerebbe ci raccontassi di Innsbruck. Degli austriaci so poco, e quel poco che so e' negativo ma solo in virtu' di una negativa esperienza personale.
Lungi pero' da me dall'asserire che gli irish siano perfetti. Tra loro e la perfezione passano un bel po' di popoli.
Saluti
@Vinz
Bel ragionamento, grazie dell'intervento.
Io potrei portare esperienze da "bastian contrario"... Lavoro con Irlandesi, e mi e' gia' capitato di sentirmi dire "fai cosi' perche' lo dico io", anche se la soluzione era peggio di quanto avevo proposto (Bacco conosce tutta la storia). Tuttavia, l'ambiente dove lavoro ha delle gravi lacune e non mi sento di portarlo ad esempio.
Concordo invece sul fatto che, per gli Irlandesi, le gerarchie sembrino contare poco. E' una cosa che io noto particolarmente perche' per me e' l'esatto contrario, non a caso ho il 90% di amici Tedeschi. :D
Ciao Diego, non vorrei farmi i fatti tuoi, posso chiederti il nome dell'azienda dove lavori?
Post a Comment