Da dove comincio?
Dagli insulti o da quello che vorrei dire?
No dai!!!
Gli insulti li lasciamo ai commentatori.
Stavolta cerco di essere equilibrato. Mi limito a riportare l'articolo.
Tempo fa feci questo post qui, in cui vi era un servizio molto lungo, che descriveva quanto in basso fosse scesa la ricerca Italiana. Pochi finanziamenti, scantinati, ricercatori sottopagati, concorsi di dubbia legalita', laboratori nocivi epr la salute, e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Seguito da questo qui, in cui parlavo di parentopoli, del malcostume, dello schifo interno all'Universita' Italiana.
La cosa che mi fece arrabbiare, lo ammetto, fu proprio il malcostume. La corruzione interna a quello che dovrebbe essere il posto piu' limpido e pulito (moralmente)del sistema Italia. La scuola, l'Universita', e' il luogo ove si forma una nazione. Se tale luogo fa schifo, e' corrotto, ed e' di basso livello, non vi sono speranze per il futuro del paese.
Ed infine da questo qui. Forse per quest'ultimo esagerai. invitai in pratica i ricercatori italiani a cercar fortuna all'estero, visto lo schifo che li circondava.
I commenti non sono stati proprio benevoli nei miei riguardi. Lo accetto comunque, ognuno puo' dire la sua. Magari mi sbaglio.
Ed allora, visto che io posso sbagliare, qualcuno puo' rispondere a questa ricercatrice?
Sbaglia anche lei??????
Io credo che questo argomento sia fondamentale per il futuro del paese...per il futuro del nostro popolo....
Secondo voi si puo' andare avanti cosi'?
Bacco1977
Fonte il corriere
Cervelli in fuga - Rita Clementi, 47 anni, 3 figli: sistema antimeritocratico
«Scappo. Qui la ricerca è malata»
Lettera della precaria che scoprì i geni del linfoma
Una laurea in Medicina, due specializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di genetica dell’Università di Pavia. Rita Clementi ( foto a sinistra), 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, in questa lettera indirizzata al presidente della Repubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Italia. Da mercoledì 1˚luglio lavorerà come ricercatrice in un importante centro medico di Boston.
Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre. Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana. 
Rita Clementi, 47 anni
Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca ci sono tantissime realtà che non vengono denunciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è automaticamente espulso dal «sistema » indipendentemente dai risultati ottenuti. Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottiene, poiché in Italia la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. Chi fa ricerca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può permettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nulla. E poi, perché dovrebbe adire le vie legali se docenti dichiarati colpevoli sino all’ultimo grado di giudizio per aver condotto concorsi universitari violando le norme non sono mai stati rimossi e hanno continuato a essere eletti (dai loro colleghi!) commissari in nuovi concorsi?
Io, laureata nel 1990 in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica, conseguite nella medesima Università, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con primo nome un articolo sul New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfoma maligno possono avere un’origine genetica e che è dunque possibile ereditare dai genitori la predisposizione a sviluppare questa forma tumorale. Tale scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decadere non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ricerca stranieri hanno confermato la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profeta in Patria.
Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici: mettevo i bambini a dormire e di notte tornavo in laboratorio, non c’erano sabati o domeniche...
Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pensionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi: borse di studio, co-co-co, contratti di consulenza... Come ultimo un contratto a progetto presso l’Istituto di Genetica medica dell’Università di Pavia, finanziato dal Policlinico San Matteo di Pavia.
Sia chiaro: nessuno mi imponeva questi orari. Ero spinta dal mio senso del dovere e dalla forte motivazione di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista costretta a interrompere la ricerca: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. Ho interrotto una ricerca che molti hanno giudicato promettente, e che avrebbe potuto aggiungere una tessera al puzzle che in tutto il mondo si sta cercando di completare e che potrebbe aiutarci a sconfiggere il cancro.
Desidero evidenziare proprio questo: il sistema antimeritocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiutare a crescere; per questo motivo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di aumentare i finanziamenti per la ricerca.
È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca.
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.
28 comments:
P.S.
ultimamente son tappato in casa a studiare...
Per cui ho poco da dire sull'Irlanda....
Post Irlandesi a breve...........
Caro Bacco,
ti rispondo cosi':
Napolitano: 'Fino a G8 stop polemiche'
Il capo dello Stato a stampa e partiti: "Vista la delicatezza di questo grande appuntamento sarebbe giusta una tregua".
NON C'E' SPERANZA!
Buono studio.
Paolo
una speranza deve esserci cavolo....
:(
Si, che muoiano tutti nel sonno.
Il titolo dell'articolo poi e' una presa per il culo: "scappa", come se avesse fatto lei qualcosa di male.
Caro Bacco,
mi piacerebbe ci fosse, ma io no la vedo.
Con un capo dello stato che ha bollato come "polemiche" i commenti e la ricerca di un po' di verita' dei giornali (e quindi sono polemici El Pais, Financial Times, The Times, The Economist, etc.) dove puo' andare uno stato?
I cittadini dove stanno? Si berrano anche questa che e' tutto una "polemica" o un "complotto della sinistra", una "congiunzione astrale sfavorevole", lo "specchio rotto"?
Ciao.
Paolo
@freddy
COmincio a credere che seguire i blog sia molto piu' formativo.
Solo che qualche notizia interessante, spiegata in maniera vomitevole, ogni tanto la danno
"solo che qualche notizia interessante, spiegata in maniera vomitevole, ogni tanto la danno"
mi riferivo ai giornali..."solo che i giornali...." avrei dovuto scrivere
Si, il soggetto era sottinteso, ma la frase secondo me si capiva lo stesso.
Comunque solo un appunto: quando copi gli articoli vedi se magari e' il caso di togliere la pubblicita' che ti porti appresso dal giornale da cui fai copa&incolla.
@tsunamoro...
occupare le universita'?
denunciare parentopoli ed i docenti che imbrogliano?
non nbasterebbe?
@freddy
sono troppo lazy......
:P
@freddy
fatto.....
milanese attento al dettaglio......... ;)
E' un aspetto su cui dovrei lavorare comunque. L'attenzione per il dettaglio.
Sto migliorando
A me ste notizie mettono la depressione.......................................
Non e' una questione di attenzione al dettaglio: se devi mettere dei banner, almeno guadagnaci qualcosa. :)
Poi magari dai tutto in beneficienza.
Le occupazioni ci sono già state ma non mi sembra che sia servito a qualcosa.
Sarà che sono troppo pessimista...
Paolo
eh si.
cmq tornando al topic.........
sono queste notizie che mi fanno credere che nn vi siano speranze....
@tsunamoro
bisogna chiudere la bocca ai pessimisti...
Bacco sei un comunista del cavolo! Che fai doni pubblicita'?
Scherzo. Puoi copiare il testo su word prima, eliminare la "monnezza" e poi ricopiare sul blog.
Cmq fa lo stesso. Voglio riportare l'ultima frase della lettera:
"È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostu me non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica con seguenza quella di potenziare le lobby che usano le Universi tà e gli enti di ricerca come feu do privato e che così facendo distruggono la ricerca."
I soldi non bastano, sono pochie e spesi male, se li aumentiano saranno piu' soldi spesi male. Occorre elimirare il malcostume, ma come quando chi dovrebbe da il cattivo esempio e come qualcuno dice il Presidente ha paura di parlare manco fosse il Papa che non vuole intromettersi ma manda comunque delle delicate indicazioni allegoriche?
A proposito di vergogne nazionali...Come stanno messe le ferrovie Irlandesi? E quelle del Regno Unito?
Bah, le ferrovie Irlandesi non coprono a sufficienza il territorio.
Quelle che ho preso mi son sembrate buone. Treni decenti, stazioni pulite.
Nel 2007 erano le ferrovie che crescevano di piu' in Europa. 20 anni fa praticamente non esistevano, oggi hanno decuplicato il numero di KM, ma e' ancora ENORMEMENTE insufficiente.
di fatto non hanno nessuna TAV, ed i treni veloci che abbiamo noi se li sognano. Questo credo valga anche per gli UK, ma non saprei
Altro discorso meriterebbe invece la dart, che soffre(soffriva) seri problemi di sovraffollamento.
In generale, comunque, quando li ho presi, seppur meno veloci non mi hanno mai dato i problemi avuti in Italia, e dico mai.
Non ho mai sentito di treni esplodere. Una volta sola ho sentito di un treno deragliare, ma non ne sono sicuro.
Qui sono solo 4 milioni di abitanti, e di fatto non hanno tutto quelle microaziendine interne alle ferrovie che hanno devastato le nostre ferrovie dello stato.
In sostanza, hanno meno di noi,l ma quel poco che hanno, secondo me, funziona megli.
Saluti
DART e ARROW per gli irlandesi sono "Calcutta Express".
Come ai saldi per antrare e poi boccheggi cercando di succhiare aria tra una stazione e l'altra.
Chiaro che se ci sali alle 9 non te ne accorgi.
Il problema sono le tratte monobinario o il fatto che se si spacca 1 segnale si blocca tutto (e successo e ancora mi ricordo che dovetti prendere un taxi, a saperlo prima mi sarei svegliato 40 minuti piu' tardi).
si freddy, dimenticavo el tratte monobinario.....
Che tu sappia vi sono lavori in vista?
nel 2007 vi erano na marea di cantieri in giro....
SE ci sono immagino che li indichino su transport21 che non ho voglia di andare a leggere. :)
vi sono un bel po' di progwetti
ogni commento sulla ricerca e l'universita' in italia e' puramente superfluo, purtroppo (sigh...). Perlomeno alla ricercatrice non hanno dato della bambocciona, dato che ha quasi 50 anni...
@paola
c'e' poco da dire.
Son contento che almeno stavolt siamo tutti d'accordo nel dire che forse e' il caso di vergognarsi per questa situazioen e cercare di porre rimedio.
si concordo. Ma il punto cruciale (fino ad ora senza soluzione) e': qual e' l'anello della catena che permette di rompere il circolo vizioso?
Giuro che ci ho pensato milioni di volte, ma ancora non sono arrivata ad alcuna conclusione, any ideas?
http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notizie/132/internet-e-diritto-all-oblio-quando-la-memoria-cade-in-prescrizione/
credo che ci sia rimasto poco da fare
http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notizie/132/internet-e-diritto-all-oblio-quando-la-memoria-cade-in-prescrizione/
credo che sia rimasto molto poco da fare
Post a Comment