Dovrei parlare d' Irlanda. Non ne ho voglia. Le riduzioni del Tesco ed il bel porto di Sandycove, il tutto accompagnato da una bella Guinness gelata potrebbero non interessare i lettori dei Cavesi a Dublino.
Gli Eroi.
Ultimamente si legge in giro questo termine, sui vari blog. Tutti ci danno la paternita' dell' aggettivo per definire gli Italiani all' estero, ed ovviamente piovono anche le critiche per l'uso ed abuso di tale parola.
Qualcuno scrive : " I Cavesi a Dublino si autodefiniscono Eroi". Un po' come dire che se la cantano e se la suonano da soli. Come dargli torto. Il sottotitolo del blog parla da se'.
Non vorrei dilungarmi e dissertare sull'uso del termine. Alla domanda :"Bacco tu ti senti un Eroe?". Io potrei rispondere che se un settantenne primo ministro italiano si sente un superuomo per andare a letto con decine di giovani donne, e se ne vanta con altri capi di Stato, allora io potrei anche definirmi eroe per il semplice fatto che faccio il mio dovere ogni giorno. "Potrei". Ma non lo faro'. Non sono eroe perche' gli eroi non hanno paura. Io di paura ne ho tanta, ogni giorno. Non sono eroe perche' di rado nelle loro avventure viene menzionata la famiglia, i legami, la nostalgia. Non sono eroe perche' ho coraggio, ma non a sufficienza. Non sono eroe perche' ho forza, ma non a sufficienza. Non sono eroe perche' ho intelletto, ma non a sufficienza.
Quando ero in Italia ammiravo coloro che avevano avuto forza, coraggio e determinazione, per mettersi tutto alle spalle. "Ci vuole piu' coraggio a partire che a restare", mi dicevo. Ora che sono partito, mi dico che gli eroi sono quelli che restano. "Ci vuole piu' coraggio a restare e lottare, che a partire".
Sto facendo confusione.
In una storia non possono essere tutti eroi. A meno che non si tratti di un romanzo di Zola. C'e' bisogno di buoni, di cattivi, di protagonisti, di comparse, di luoghi, di leggende, di storie, di eroi, di anti eroi.
Forse ci siamo. Forse riesco a mettere ordine nella mia testa.
Probabilmente chi resta e' eroe. Resta, combatte, lotta, cerca di migliorare le cose. A volte vince, ma spesso perde. Nessun disonore in questa sconfitta. A volte gli eroi perdono.
Pero' ci sono coloro che forse non hanno avuto il coraggio di partire, di fare il salto, di provarci, e vivono la loro vita facendo slalom tra i propri se, ma, pero', se solo, se avessi, perche'............ Ma questi in realta' non farebbero parte della storia, ed in verita' sarebbero solo comparse. Il lettore le legge, ma le dimentica dopo poche pagine. La comparsa commenta l'articolo del blogger, magari lo insulta, magari sbava d'invidia, semina odio, invettive odiose e bavose. Oppure legge senza commentare, e pensa dentro di se' di non avere il coraggio, di non averlo avuto, e che probabilmente questo coraggio non lo avra' mai. Oppure c'e' la comparsa che commenta, dice qualcosa, ma passa inosservata, senza infamia ne' lode. Ognuno e' libero di vivere come vuole, nel rispetto della persona e della liberta' altrui.
Manca qualcosa.
C'e' l' eroe, c'e' la comparsa, sia essa attiva oppure ignava, ma mancano molte cose ancora.
Manca un cattivo. Facile. Fin troppo.
Il cattivo e' lo zio Silvio, o qualunque sia il primo ministro di turno. Il cattivo e' il politico Italiano medio. Il cattivo e' il mafioso, il camorrista, il criminale, il corruttore, il corrotto, il clientelismo, la droga, il male. Il cattivo e' il male, e nella nostra storia, purtroppo, che vi piaccia o no, il male e' l ' Italia. Non l'ho scelto io ragazzi, non vi arrabbiate. Fa parte della storia, e la storia io la vivo e la racconto, ma non la faccio. In questo nostro mondo virtuale, e non solo, l 'Italia fa la parte del cattivo. Non e' detto che la storia non finisca con il cattivo che si converta, e diventi buono. Sarebbe una gran bella storia, non credete?
Stiamo cominciando a mettere ordine. Abbiamo eroi, comparse e cattivi. La storia narra delle avventure dei bloggers all'estero, i luoghi sono quindi i vari paesi dove ci si e' spostati per forza o per scelta, ma comunque ora ci si trova li'.
Abbiamo il luogo, ed abbiamo anche il microcosmo di eventi a cui le citta' del mondo ci assoggettano.
Ci siamo. La storia e' completa.
"Bacco, ed i Cavesi a Dublino, i bloggers? Non hai trovato collocazione per loro. Hai detto che non sono eroi. Ed allora cosa sono?".
Distratto che sono, non ho collocato i personaggi con cui era cominciato l'articolo.
Se abbiamo tutto, allora non possiamo essere che "anti Eroi". Non siamo i buoni, e nemmeno totalmente i cattivi. Non siamo simpatici. Parliamo spesso male del nostro paese, a volte siamo arroganti. L'aver vissuto per molto tempo all'estero ci ha cambiati. Vediamo ormai le cose in una prospettiva diversa. Siamo, nella maggior parte dei casi, ormai troppo diversi dagli eroi della storia.
Ed allora passiamo per presuntuosi, superbi, sapientoni. Viviamo in un mondo tutto nostro e non comprendiamo, ma nemmeno vogliamo comprendere, le problematiche degli eroi rimasti a casa.
Siamo gli anti Eroi. I connotati, i presupposti dell' eroe, mancano tutti. Non siamo simpatici, non siamo forti, non abbiamo coraggio, non siamo belli, non siamo perfetti.
Viviamo probabilmente meglio degli eroi, forse, ma soffriamo sicuramente di piu', e questa sofferenza affascina. Reagiamo a tale sofferenza in maniera spesso scomposta, violenta, sconnessa. E questo piace.
Finiamo per essere i veri protagonisti della storia, quelli di cui la gente poi, alla fine, veramente si innamora. Siamo quello che la gente non vorrebbe mai essere, ma siamo quello che la gente ama vedere, conoscere, leggere, capire.
Forse dovrei cambiare il sottotitolo del blog.
Cavesi a Dublin
Tre ANTIEROI, a Dublino
Bacco1977
Saturday, July 25, 2009
Cava Dei Tirreni
17 comments:
Bel post, molto intenso e pieno di spunti.
Ci sono quelli che come noi sono partiti e che hanno pagato un prezzo, ci sono quelli che restano e pagano anch'essi il prezzo delle loro scelte in forme diverse. Ma gli uni non sono i nemici degli altri.
Si parla di persone che hanno trovato soluzioni diverse allo stesso problema: il fatto che il paese in cui siamo nati ha voltato le spalle ai suoi giovani.
Un solo appunto. Mica nei romanzi di Zola sono tutti eroi, semmai il contrario. Era naturalista Zola. Te lo dico a ragion veduta dato che è il mio scrittore preferito.
pensi che il cattivo sia l'Italia?
forse nei romanzi di zola perdono tutti.
Ho letto "solo" Germinale. .
Passami il punto di vista diverso, ma sicuramente errato (il mio)
Allora bacco, diciamola meglio cosí scontentiamo meno gente:)
Il cattivo è non l'Italia in se, il cattivo è la 'situazione italiana'.
Spero suoni meglio:)
indeed
:)
"Un guerriero non tenta di sembrare. egli è! " [Paulo Coelho]
io farei una guerra civile per cambiare le cose...
enzo
Vincè e fai una guerra per salvare chi non vuol essere salvato?
chi ha come fine ultimo della sua vita, comprare un macchinone a rate per poi non a vere di che pagare assicurazione e benzina?
ma chi t'ò fa fà?
bel post
Che post Bacco. Io son tornato da poco, dopo quasi un mese di vacanza e direi siamo Eroi o Antieroi ma sempre maledetti, pieni di energia che ci rende insaziabili, ambiziosi ma certe volte questa energia ci da paura, ansia o dubbi che noi pero' risolviamo sempre prendendo decisioni spesso anticonformiste.
POssiamo cambiare il sottotitolo del blog per me.
Scrivero' presto
Brilliant!!!
Non condivido la frase "gli eroi non hanno paura"...per me ce l'hanno ma la affrontano...quindi per me rimanete eroi...
i tre eroi sono tornati
:)
"Ci vuole piu' coraggio a partire che a restare", mi dicevo. Ora che sono partito, mi dico che gli eroi sono quelli che restano. "Ci vuole piu' coraggio a restare e lottare, che a partire".
molto bello il post. Sentito e profondo.
Bella frase Michele. Ma se resti e non lotti non sei un eroe. E ancor piu', se resti e critichi chi seguendo il suo cuore e' andato via, sei un deficiente. Non sono diretto a te ovviamente!
Io conosco tante persone che restano, cercano d'aprire attivita' senza maltrattare i lavoratori, o lavorano ma cercano di non farsi sfruttare. Quelli sono eroi
ciao a tutti
per quanto riguada la storia degli eroi...
io mi definisco un combattente che si piega ma non si spezza....
Non saprei definire un eroe...
Vincenzo
un eroe e' uno che non offende gli altri e non e' arrogante, ma si sa difendere molto bene attaccando i rompiballe
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