
Ancora a Seattle, anzi a Bellevue per la precisione, ed il destino mi porta di nuovo negli USA in un momento storico per la nazione: l'insediamento del primo presidente Afro Americano, Obama.
A Novembre mi trovai qui durante le elezioni e la sua vittoria.
"Hope".
E' la parola che riecheggia con maggiore frequenza su tutte le televisioni statunitensi.
Oggi ho assistito in diretta sulla CNN al suo insediamento. Che emozione! Ammetto di aver avuto i brividi. Sono poi rimasto incredibilmente sorpreso quando si e' recitato il "Padre Nostro che sei nei cieli" durante la cerimonia, sul palco. Un paese multireligioso, laico, che comunque mantiene ancora questa tradizione di stampo Cristiano; ma non e' questo il punto.
Obama mi piace, molto. Mi e' simpatico a pelle, e poi sono uno di quelli che credono ancora che gli occhi siano le specchio dell'anima, e gli occhi di Obama sprizzano sincerita', catturano.
Mi piace molto la storia della sua vita, compresa la vita matrimoniale molto burrascosa di entrambi i genitori. Mi piace perche', come me, e' sempre stato molto legato ai nonni materni, soprattutto alla nonna.
Mi piace anche per cio' che rappresenta il fatto che lui, di padre Kenyano, sia diventato presidente. L'America e' davvero il paese dove tutto e' possibile.
Ma ora e' sera e, siccome io non sono Americano, a me la sbornia elettorale e' passata subito e, quindi, a freddo, posso ragionare, come dovrebbe fare una qualunque persona dotata di intelletto, compresi quegli pseudo giornalisti di quel sostituto di carta igienica che e' Repubblica, che continuo con piacere a sfogliare solo per vedere i Calendari, e per leggere le cavolate che scrivono, per capire fin dove riescono ad arrivare;fortuna che vi e' Zucconi che ogni due anni mi fa stare bene con le sue rubriche sulla nazionale ed il suo sano anti-juventinismo.
Ma torniamo al topic, e proviamo a ragionare.
"Hope"
"Yes we can"
Speranza, una nuova speranza per il mondo, si, si puo', possiamo farcela, yes we can, forse, se ci crediamo , "se", speriamo.....
Una vecchia canzone dei Litfiba, Gioconda, diceva "Se la speranza e' l'ultima a morire, chi visse sperando mori' ...non si puo' dire".
La speranza non e' una strategia. Mi spiace di andare fuori coro, ma a me non va di sentire parole come "Hope" o "Yes we can".
Non mi piace giocare alla probabilita', ed all'esame di statistica ho fatto talmente schifo da essermene uscito con un misero 19, ergo, ho bisogno di fatti reali, di cose concrete, per potermi sentire al sicuro.
"Hope" e' una parola che non aiuta a tranquillizzarmi.
Hope is not a Strategy.
Quindi io parlo di fatti. La poesia, la filosofia, l'ideologia, e la "Hope", la lascio agli altri.
"Yes we can"?, No Obama, "Yes we MUST", ed anche presto, che qui le cose precipitano.
Parlando di cose reali, terminata quella pacchianata di cerimoinia di insediamento, che a confronto la S. Patrick Parade di Dublino sembra una sfilata di alta moda, ragioniamo.
Mi piace la politica ambientale ed energetica di Obama. Stati Uniti totalmente indipendenti in 10 anni. Abbattimento sostanzioso delle emissioni di CO2, investimenti a favore delle energie rinnovabili, al fine di creare nuovo lavoro, far girare l'economia, e salvare il pianeta. Insomma un programma serio che vi consiglio di leggere.
Non a caso e' di ieri la notizia della partnership tra Fiat e Chrysler. Tra le motivazioni c'e' anche quella di aprire un mercato di auto a basso consumo, piccole, ed ecologiche proprio nel paese che emette piu' gas di scarico del mondo.
Ma al vera sfida e' sulla crisi, sulla crisi economica, su cio' che secondo me potra' diventare la catastrofe del secolo.
Il mondo ha gia' visto una crisi del genere, quella del '29. Ne e' uscito grazie ad una guerra mondiale e 50 milioni di morti. Non voglio essere catastrofista.
Al momento la soluzione sono le iniezioni di denaro pubblico nel sistema,ed il salvataggio delle banche. Gli esperti che fino a pochi mesi fa venivano insultati pubblicamente dai governanti, non solo Irlandesi, oggi dicono che non si possono salvare tutte le banche. Che qualcuna va lasciata fallire.
Io aggiungo qualcosa di mio. Se si continua ad immettere liquidita', come ha fatto fino ad ora l' America, non si rischia di incorrere in una enorme svalutazione del denaro? Non c'e' il pericolo di ritrovarsi, dalla sera alla mattina, con i tuoi risparmi che valgono 10 volte in meno? Ah si, avete ragione, io di economia non capisco nulla. Ma i cosiddetti "esperti" dove ci hanno portato fino ad oggi?
Presidente, la "Hope" da sola non basta. Qui occorre darsi una mossa.
Che Dio l'aiuti.
Bacco1977
10 comments:
Caro Bacco sono pienamente daccordo con te sui due punti principali:
1) Obama ispira fiducia, il suo sorriso sembra sincero
2) Cio' non significa che la speranza, nutrita dalla fiducia che il nuovo presidente ispira, portera' al benessere, ad un mondo migliore. Per avere un mondo, un'america migliore, occorrono volonta', sangue freddo e palle. Palle di ferro per prendere decisioni anche impopolari. Speriamo bene
caro bacco, dove trovi il tempo per scrivere tutti questi blog?
mi pagano per non fare un cazzo.
Quanti blog hai Bacco? Io ne conosco solo due.
sto solo sui cavesi a Dublino.
L'altro blog e' morto.....
Ti sei posizionato qui. Allora sto anonimo che vuole?
boh
ricordo di aver visto il programma di elle degeneres in tv in cui fece un collegamento con obama durante la campagna elettorale:fu divertente,si mise anke a ballare.
avendolo eletto sembrerebbe ke l'america sia pronta per il cambiamento,un cambiamento ke come anke ha scritto alfredo comporterà decisioni impopolari...l'america è pronta?e noi lo siamo?
io son sicuro fara;' bene.
Ma ora basta parlare di speranza e nuovo mondo. Qui c'e' da affrontare la crisi.
l'america e' pronta di sicuro, ma Obama ed i suoi sostenitori? Credo in lui, spero i suoi sostenitori lo supporteranno.
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