Saturday, October 10, 2009

Lotta armata contro Dio


Lotta armata contro Dio. Non lo sapevate che in Iran e' un reato penale cosi grave da essere mandati al patibolo.

Non credo ci sia bisogno di scrivere molto. Questo sa di assurdo e sfido chiunque a darmi una spiegazione logica, una giustificazione. Il reato di per se e' assurdo. Lotta armata contro Dio?

Detta cosi sembra quasi una frase folle pronununciata da qualche matto ubriaco. Invece no. In Iran e' una cosa seria. Serissima.
Tempo fa in un post, non ricordo quale, qualcuno venne a dire che non dobbiamo lamentarci di cose simili perche' anche nell'occidente c'e' ingiustizia. Sono daccordo. C'e' ingiustizia nell'Occidente, ma non a questi livelli. La Democrazia e' sempre imperfetta, perche' lo Stato e' gestito dall'uomo e l'uomo sbaglia, per volonta' o per incapacita'. Tuttavia preferisco di gran lunga la democrazia imperfetta che un vero e proprio regime.

Quello che fa paura davvero e' che in questi paesi lo Stato e' gestito da estremisti. E' legale ammazzare qualcuno che ha protestato. Non si tratta di un regolamento di conti tra bande. E' lo Stato che ammazza chi manifesta.

Quanto possiamo fidarci di un governo simile? Se ci dicono che non stanno costruendo la bomba atomica voi vi tranquillizate?

Io no.

Vi rimando all'articolo preso dal corriere. Vi lascio il link ed il testo integrale.






Ali-Zamani in aula, foto Fars «Sono cresciuto in una fami glia religiosa». Con la barba in colta e la divisa grigiastra da carcerato, il 37enne Muham­mad- Reza Ali-Zamani aveva iniziato così la sua «confessio­ne » l’8 agosto, in tribunale a Teheran. Era uno dei 100 impu tati — tra cui noti politici rifor misti e la studentessa francese Clotilde Reiss — accusati di aver fomentato le proteste con tro la vittoria di Ahmadinejad nelle elezioni del 12 giugno. Ali-Zamani aveva raccontato che, guardando una tv satellita re filo-monarchica, era stato at tratto dalle promesse di una «società senza problemi» e con vinto a distribuire a Teheran co pie dei Versetti satanici di Sal man Rushdie; poi a recarsi in Iraq, dove sarebbe diventato un agente Cia, e a tornare in Iran per progettare attacchi ter roristici (nome in codice: «Ope razione Salman»).
Ali-Zamani è stato condan nato a morte, giudicato colpe vole di «moharebeh» (lotta ar mata contro Dio) per aver ten tato di rovesciare la Repubblica Islamica (oltre che di propagan da e cospirazione). L’annuncio è arrivato dai siti dell’opposi zione riformista. Sarebbe la pri ma esecuzione legata alle prote ste dell’estate. Un verdetto giunto alla vigilia della giorna ta mondiale contro la pena ca pitale indetta per oggi. Una sen tenza emessa dopo processi de finiti una farsa da molti gover ni e attivisti, basati su confes sioni ottenute sotto tortura e senza avvocati difensori. Oltre tutto, non si sa nemmeno se Ali-Zamani abbia davvero par tecipato alle proteste. L’uomo, originario del sudo vest, ha lavorato davvero per il gruppo filo-governativo Anjo man- e Padeshahi-e Iran ( Asso ciazione monarchica iraniana). Lo conferma la portavoce del gruppo, negando però il resto della confessione inclusa la par tecipazione di Ali-Zamani alle proteste. Lavorava per la loro stazione radio. Non avrebbe mai incontrato «Frank, il capo della Cia in Iraq», «Iman Aqaf, agente israeliano», eccetera. Nel panorama dei gruppi esuli, Anjoman-e Padeshahi è ritenu to minore. Il fondatore Froud Fouladvand sognava di guida re la rivolta in Iran e dagli schermi di YourTv a Londra fa ceva a pezzi il Corano, insulta va i mullah. Nel 2005, suoi fan occuparono un aereo a Bruxel les. Quando presunti sostenito ri dissero d’aver compiuto un attacco dinamitardo contro la diga di Sivand, nel sud del l’Iran, pensò d’avere un segui to, decise di tornare. E’ sparito in Turchia nel 2007. Ma il regi me ha additato il gruppo per la bomba che nel 2008 uccise 15 persone in una moschea di Shi raz.


Gli attivisti non credono alla confessione. «Non ci sono pro ve che Ali-Zamani volesse com­piere atti violenti, è una con danna a morte politica che ne preannuncia altre», dice Hadi Ghaemi della International Hu man Rights Campaign . «Il regi me cerca di stabilire l’autorità persa attraverso le esecuzioni, al costo più basso possibile», dice MahmoodAmiry-Moghad dam di Iran Human Rights. «Hanno diviso gli imputati in due gruppi: da una parte, quel li da punire duramente con l’ac­cusa di essere agenti di gruppi in esilio o stranieri. Ali-Zamani è un obiettivo a basso costo. Sanno che nelle strade la gente non appoggia lo Scià. Nell’altro gruppo, riformisti come Hajja rian che hanno confessato: ver ranno rilasciati per limitare la spaccatura nel regime». E chi ha cittadinanza straniera come la Reiss? «Immagino che li use ranno nel miglior modo possi bile — dice Amiry-Moghad dam — nei negoziati sul nucle are».



Alfredo

3 comments:

Jack said...

Sono completamente d'accordo con te, soprattutto quando dici che "C'e' ingiustizia nell'Occidente, ma non a questi livelli.".
Quell'articolo mi sembra una fotografia del mondo nel medioevo, quando gli estremisti erano anche i cattolici. Per fortuna da noi quei tempi sn passati.
La tua frase "E' legale ammazzare qualcuno che ha protestato" mi ha fatto venire in mente i ragazzi che sn stati picchiati, e alcuni condannati a 15 anni di galera, e i dirigenti della polizia che sono stati tutti promossi, nonostante abbiano dichiarato il falso, ma questa è un'altra storia.
Cmq complimenti per l'articolo.
Jack

Alfredo_s@x said...

Grazie Jack. Hai colto la frase piu' importante, "E' legale ammazzare qualcuno che ha protestato" .
Ho fatto un giro tra blog e giornali on line leggendo riguardo la pena di morte. Ho letto cose sconcertanti, in Iran gli omosessuali vengono impiccati.

Il fatto e' che le istituzioni occidentali astrattamente sono giuste. Non ci sono leggi ingiuste, leggi che mandano a morte omosessuali o dissidenti.
Certo c'e' da fare in alcuni paesi sulla liberta' delle donne di decidere sull'aborto. C'e' chi considera le droghe leggere dovrebbero essere legalizzate, chi no. Non mettiamoci le tasse in mezzo in questo ragionamento perche' alcune sono ingiuste.

Le istituzioni occidentali non sono create per ammazzare o togliere la liberta', bensi per centralizzare dei servizi e prendere decisioni.

Che poi vengano fatte funzionare male e' un'altra storia.

Alfredo_s@x said...

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