Dai commenti del blog, riporto in prima pagina un commento arrivatomi da una ragazza che ha lasciato l'Australia per venire a Dublino.
Siccome mi e' sembrato un passaggio un attimino diverso da quello che e' di solito una transizione che va molto piu' di moda : "Dopo Dublino vado in Australia!", ho ritenuto opportuno riportare il commento in prima pagina.
Non ci sono altre motivazioni . E' solo un commento, una storia. Prendetela come tale.
I commenti erano a seguito della disavventura di Aldino.
Vi lascio con The Gipsy:
"io ho fatto il percorso inverso, prima Australia e poi Dublino.
Da come parlate sembra che l'australia sia per gli italiani la moda del momento, in realta' gli italiani hanno contribuito a farla cosi com'e', e se c'e' della merda e' anche grazie a loro. Se Aldino segue tenga presente che lavorare nei ristoranti italiani in Australia e' anche peggio che in Irlanda, visto che questi x la maggior parte appartengono a persone che sono emigrate li' negli anni '60 e che son rimasti 40 anni indietro. E' gente convinta che gli italiani che vanno li' sono come quelli che avevano lasciato loro in Italia 40 anni fa', cioe' gente disposta a tutto pur di tenersi un lavoro, a farsi insultare e trattare di merda. Personalmente ho trovato pace solo quando ho trovato lavoro in un negozio di alimentari "italiani". Il posto era di un signore greco eccezionale, e l'unico italiano che ci lavorava era una felice eccezione.
Questo discorso vale cmq per i posti di lavoro, non metterei nella stessa cerchia gli italiani che come te emigrano e vanno alla ricerca di una vita diversa. Quelli li ho trovati in Australia e adesso a Dublino, e per me sono un tesoro da tenere stretto. Basta non porsi il limite di frequentare solo italiani o solo stranieri, penso."
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"Non saprei da dove iniziare a raccontare di questo passaggio. L'Australia era un sogno, son contenta di esserci andata, pero' io penso che il fatto che li' nn si trovi lavoro nn dipenda da crisi o non crisi. Il fatto e' che gli australiani non hanno bisogno di noi emigranti x lavori d'ufficio o con competenze specifiche, hanno bisogno di manodopera, di gente che faccia quei lavori che loro non vogliono piu' fare, tipo camerieri o andare a lavorare nei campi. Non era il mio caso e dopo un anno ne avevo abbastanza, sarei rimasta ma nn ero disposta a fare troppi sacrifici. Cosi appena scaduta la visa son tornata in italia, x poi ripartire per dublino.
Qui e' iniziata una nuova vita, completamente diversa, personalmente la preferisco, ma e' anche vero che sono piu' "vecchia" e ho accumulato piu' esperienza, senza contare che mi ero gia' fatta ben bene le ossa prima, quindi qui e' stato tutto molto piu' facile. Ho trovato lavoro dopo due settimane che ero qui (era un paio di anni fa', situazione ben diversa), un lavoro da contabile per cui non avevo la minima esperienza, ma avevano bisogno e mi han presa comunque. E anche adesso mi e' andata bene, in tempo di crisi ho trovato un nuovo lavoro al volo. Diciamo che qui mi sento molto piu' a casa di quanto nn fossi in Australia, molto piu' indipendente, li' ogni decisione era presa con le molle, trovavo tutto molto piu' difficile.
Per questo faccio tanti auguri ad Aldino, spero che riesca ad intraprendere la nuova avventura australiana con lo spirito giusto.
E rinnovo il consiglio: alla larga dai ristoranti italiani!!!
"
@Top Gun: ti quoto in pieno, io gli studi li ho finiti da un pezzo, e avevo anche gia' una certa esperienza lavorativa, x cui mi dispiaceva buttare tutto quello che avevo fatto precedentemente x fare la cameriera, anche se probabilmente nel posto piu' bello del mondo (dal punto di vista naturale sono pochi i posti che reggono il paragone).
Gli stipendi davvero non erano male. Tieni conto che ho lavorato qualche mese come cameriera e ho messo da parte i soldi per starmene due mesi in giro (certo non dormivo in albergo...) e poi al negozio lavoravo 3 o 4 giorni a settimana e ci vivevo tranquillamente.
Il discorso e' piu' sul: cosa voglio fare del mio futuro. Io ho compiuto li' i 30 anni (per la prima volta nella mia vita in piena estate), per cui dovevo prendere una decisione, se tentarmela ancora magari per un anno, oppure tornare indietro e investire su quello che avevo imparato li'. Non mi sono mai pentita ne' di essere partita, ne' di essere tornata dopo un anno, ne' tantomeno di essere venuta qui a Dublino."
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"...
Cmq nn voglio dare l'impressione di quella che ha fatto le scelte giuste x forza, o molto sicura di se', in realta' nn lo sono neanche tanto, ho avuto ripensamenti e momenti di crisi sia qua che la', pero' bene o male la forza di andare avanti l'ho sempre avuta, e ho avuto anche fortuna, son sincera. Avrei solo voluto muovermi prima, credo l'ideale sia fare queste scelte quando si e'giovani, io penso di essermi mossa un po' tardi, almeno per quanto mi riguarda.
Buona serata."
Keep going....
Bacco1977
7 comments:
eh bravo Bacco che posta sempre argomenti interessanti!!!
Ho scoperto questo blog pedinando la pubblicità della TTL Lines , che ho visto solo oggi sulla rivista "Qui Touring" e volevo segnalare a delle amiche. Così ho letto il tuo post sul temporaneo ritorno in Italia, e devo dire che l'ho letto con piacere ma con fatica, perché mi sembrava di sentire mio marito che è da quando ci conosciamo che mi domanda di emigrare all'estero, ma io per quanto ami viaggiare, non me la sento, perche' ho visto i miei genitori come sono andati dietro ai miei nonni malati e pensare di essere distante migliaia di chilometri quando saranno loro a invecchiare, mi fa sentire troppo in colpa. Così invece mi sento in colpa verso mio marito... Bah. :-/
Quando saranno loro ad invecchiare.....Potranno venire magari da te.
grazie per essere passata.
Si tiene un blog per poter leggere questo genere di commenti.
Anche io spesso penso come faro' quando i miei genitori saranno troppo anziani per poter vivere da soli. Anche io penso potranno venire da me. Forse e' troppo difficile, ma penso un altra cosa, i miei genitori sono giovani, saranno vecchi tra 20 anni, avro' tempo di organizzarmi e chissa' magari saro' gia' tornato o avro' convinto loro prima ad emigrare?
Non lo so ma se per paura non si agisse, allora ogni giorno non dovremmo fare milioni di cose.
la paura...bella stronza.
si possono dire le parolacce?
@Close, i tuoi genitori vivono la loro vita.
"Quando invecchieranno" è giusto pensarci e porsi i problemi.
Ma se la tua realizzazione ti porta fuori...prova.
Stare stretta quì per essere pronta tra vent'anni ad accudire i tuoi.
è troppo presto.
quoto Alfredo.
la paura e' cattiva consigliera.
Forse anche peggio della fretta
TopGun & Bacco vi quoto! sono daccordissimo.
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