Stamani leggevo uno dei pochi articoli decenti che ogni tanto si leggono su quel cesso di giornale chiamato Repubblica. Articolo che mi interessa particolarmente, visto che riguarda il mio settore.
Ecco il link.
Nonostante Tvemonti si sbatta a dire che come PIL abbiamo superato gli UK, il problema e' che il nostro paese, con la crisi, ha finito per perdere competitivita' e la fuga di cervelli (ed EROI come nel caso dei Cavesi stranamente non citati nell'articolo) sembra ormai inarrestabile.
Piu' o meno quello che dico da 3 anni a questa parte e che fa si che venga sistematicamente insultato da 3 anni a questa parte.
Ma cerchiamo di capire cosa vuol dire l'allarme lanciato dall'articolo in questione.
Prendiamone alcuni spezzoni:
"Questa non è una fuga di talenti, questa è una sottrazione di cervelli. Una rinuncia al futuro. Perché c'è in atto una decimazione silenziosa di ingegneri, tecnici, ricercatori."
Comunisti che non siete altro, il nostro PIL ha superato quello degli UK.
"in questo terribile 2009 sono saltati quasi 20 mila posti di lavoro nell'information technology"
Si, ma (l')abbiamo (e)retto meglio degli altri.
"Abbiamo dato i natali a Guglielmo Marconi e Antonio Meucci - dice Emilio Lonati, segretario nazionale della Fim-Cisl - eravamo all'avanguardia della ricerca informatica con l'Olivetti, l'Italtel aveva una massa critica da 24 mila dipendenti, e siamo finiti nel lasciare quel poco che rimane in questo settore alle multinazionali".
Io lavoravo in una multinazionale in Italia e so bene di cosa parla Lonati. Se poi vogliamo parlare di aver dato i natali a Meucci e Marconi(di madre Irish), allora non ce ne usciamo piu'. il passato e' passato. Dobbiamo dimostrare oggi quanto valiamo. Leonardo Da Vinci pare sia morto un po' di anni fa.
"Così le grandi corporation del settore hanno ormai chiuso lungo la penisola quasi tutti i centri di produzione e continuano a ridimensionare i centri di ricerca. I marchi? Nokia Siemens, Motorola, Ericsson Marconi, Alcatel Lucent. Eccedenze di personale dovunque. Contribuisce a questo depauperamento industriale anche la nostra ex Eutelia con quasi 2.000 tecnici "prigionieri" di "imprenditori killer" decisamente senza scrupoli. Ma questa è una storia a sé."
Chi e' che scrisse che in Italia con un posto a tempo indeterminato non potevi mai essere licenziato? Che gli esuberi non esistevano? COGLIONE.
Riguardo l'Eutelia e l'Agile, suggerisco l'ultima puntata di anno zero. In cui compaiono anche alcuni prestanome british (non hanno perso il vizio di giocare coi soldi)
"Niente piu' ricerca in Italia.......La Nokia ha scelto di spostare le produzioni in Asia (Vietnam, Cina, India) e la ricerca sulla Lte (Long term evolution, cioè il dopo Umts) in Texas, a Dallas, Stati Uniti."
E' il futuro. Produzione in paesi emergenti (Asia, Est Europa) e ricerca in USA o paesi nord Europei. Ma questa e' una mia opinione per ora, che puo' tranquillamente essere dibattuta e contraddetta.
..."Come ha deciso Motorola, gigante statunitense della telefonia."
Bella la pubblicita' con la Sharapova....
"Tutta domestica la storia dell'Italtel che ormai dipende per quasi la metà del suo fatturato da Telecom. E poiché questa ha tagliato gli investimenti, la prima taglierà il 20 per cento del personale, 400 persone nell'arco di un triennio. Intanto, d'accordo con i sindacati, si sta facendo un massiccio ricorso ai contratti di solidarietà: su 2.000 dipendenti circa, sono coinvolti quasi 1.500. Ma nella storia dell'Italtel i contratti di solidarietà (orario e stipendi ridotti in cambio della difesa dei posti di lavoro) sono serviti solo a rinviare la soluzione (drastica) dei problemi."
Domanda. Ma in Italia , a detta di molti che vivono/lavorano in mercati del lavoro piu' flessibili come quello anglosassone, non era impossibile essere licenziati? Si saranno sbagliati... Da noi i contratti sono blindati.....Specie i cocoproccococo.
"Il 20 ottobre scorso si sono riuniti a Parigi i vertici della multinazionale Alcatel Lucent con i rappresentanti sindacali del gruppo in tutta Europa. Ed è interessante rileggere un passaggio del documento dei sindacati al termine della riunione: "La nostra esperienza quotidiana è che sempre più spesso le decisioni strategiche arrivano dagli Usa e sempre più spesso gli sviluppi sono realizzati in Asia. Il tutto mentre il gruppo riceve fondi pubblici europei. Per quanto riguarda la produzione, la direzione non crede che in Europa ci sia un futuro per i siti produttivi. Per il momento ce ne sono quattro: Battipaglia e Trieste (in Italia), Eu (in Francia) e Bydgoszcz (in Polonia) e la direzione ritiene che possano essere ancora troppi". E, infatti, Battipaglia (Salerno) è destinato a chiudere i battenti, nonostante la protesta estrema dei 200 lavoratori. L'Alcatel ha assicurato che salverà l'area della ricerca ma se le riflessioni dei sindacati europei hanno un fondamento, la scelta appare transitoria."
Ciao Alcatel. Ho amici che lavorano li' a Battipaglia. E conosco pure qualche professore di fisciano che fa "consulenze".
A casa 200 lavoratori con contratto "blindato". In italia ovviamente non si licenzia.
Pare che forse riusciranno a salvarli. Speriamo bene. Ho dei contatti diretti in quell'azienda per cui so di cosa sto parlando.
"Ma il problema non è solo nell'information technology. Alla Merck di Pomezia avevano scoperto l'"Isentress", un farmaco considerato rivoluzionario per la cura dell'aids. Ma la multinazionale se n'è andata e 150 ricercatori sono stati mandati a casa. In un settore che - ammette il presidente della Farmindustria, Sergio Dompè - "non ha sentito la crisi". Perché è un'industria anticiclica, perché la salute non entra in recessione. Questo è un settore che in cinque anni è passato da 840 milioni investiti in ricerca a 1,2 miliardi, portando la quota dell'export dal 10 al 53 per cento. Ma in un biennio ha anche espulso 5.000 addetti."
5000 a casa.....
"E si spiega così che l'Italia si collochi al penultimo posto in Europa in quanto a incidenza dei lavoratori creativi (ingegneri, architetti, matematici, medici e altre professioni molto qualificate) sul totale della forza lavoro: siamo al 9 per cento contro il 18-20 per cento dei paesi del nord Europa come Belgio, Svezia, Irlanda, o il 13-14 per cento dei paesi dell'Europa centrale e meridionale come Germania, Spagna e Grecia. Difficile pensare di vincere le prossime sfide globali schierando solo le nostre, un tempo dinamiche, piccole imprese"
C'e' scritto Belgio , Svezia ed Irlanda? E' un errore. I soliti disfattisti che gettano merda sul proprio paese. Probabilmente l'articolo l'ha scritto bacco.
Penultimo posto per l'incidenza lavoratori creativi, mentre l'Irlanda e' al primo posto.
Il che significa che in Italia i cervelli non servono, in Irlanda si. Detto papale papale.
Una via d'uscita ci sarebbe:
"E' scontato che la crisi porterà con sé un impoverimento della capacità produttiva. Molte aziende marginali, soprattutto nel tessile e nel metalmeccanico, finiranno per essere tagliate via. Per questo bisogna decidere di sostenere i settori più promettenti. Riscoprire una politica industriale dei settori (la biomedica, le nanotecnologie, l'ambiente) più che dei fattori (il costo del lavoro, l'accesso al credito, la sburocratizzazione)"
Cosa che in Irlanda e USA stanno facendo(seppur commett3ndo un po' di errori grossolani, specie qui a Dublino).
Che dirvi
Molti mi faranno notare che la disoccupazione qui' in Irlanda e' volata oltre il 12%. Certo, ma la meta' dei disoccupati lavora nelle costruzioni, mente qui si parla di settori tecnologici. IT, elettronica, meccanica, ecc, che ancora tirano e su cui il governo sta investendo.
Da quel che ho visto, il territorio che maggiormente si impoverisce di cervelli ed aziende e' proprio il Nord Italia, ma questo era ovvio visto che la densita' era sicuramente piu' alta.
Insomma va tutto bene.
Il PIL e' buono, abbiamo risentito meno degli effetti della crisi, le nostre finanze sono sicuramente piu' solide di quelle di UK , Irlanda e Spagna al momento. Pero'.
Pero'.
Come sara' il futuro con queste premesse?
Bacco1977
27 comments:
La cosa che piú mi sorprende e spaventa, é che sembra non esistere punto di rottura
Cioé...tutti i popoli oppressi ed affamati, prima o poi "danno di pazzo"
In Italia, o si va via ( lode a noi ) o si subisce passivamente. La colpa é degli altri. Non cambierá mai niente. C'é disoccupazione. C'é crisi.
Il punto di rottura e' vicino. Io spero veramente in un po' di tensione sociale positiva..
Vinz, cosa vuoi dire?
Che cosa accadra' secondo te?
Ragazzi il punto di rottura c'è sato all'inizio degli anni 90 quando è entrato in crisi il modello di crescita che fino a quel momento aveva più o meno funzionato.
Lí ci siamo trovati difronte ad una scelta. Voltare pagina o prendere la strada che abbiamo preso. Adesso è tardi. Non ci si puó permettere quello che ci siamo permessi per quasi 20 anni impunemente.
Quello che sta già accadendo e che tu descrivi molto bene nel post.
Un declino economico e tecnologico che già è in corso e che richiederà decenni di buon governo, di sicuro non alle viste, per essere colmato.
questo e' fuori ogni dubbio ormai.
Il declino e' evidente ed inesorabile.
Ora, al di la' di qualche idiota che commentera' dicendo che invece in italia tutto va bene, secondo voi, questo declino, comportera' tensioni sociali?
no...staranno tutti a casa a guardare le tette della Marcuzzi.
Bacco ma che fai leggi i giornali?
Sei COMUNISTA?
Io ho un'altra teoria. Siamo incapaci di migliorare come paese. 60 anni dopo l'unione abbiamo avuto una dittatura che e' finita con la distruzione del paese con l'entrata nella seconda Guerra Mondiale.
40 anni dopo Craxi ha piu' che raddoppiato il debito pubblico in meno di 10 anni.
18 anni dopo la fine della prima repubblica.. oggi.
Devo dirlo in che situazione siamo?
Chi ragiona col cervello lo sa che siamo in uno stato penoso e cosa peggiore non miglioriamo.
va tutto bene alf...
ad ogni modo, io sarei di destra... :)
Almeno non mi possono dare delc omunista..
Le tensioni cresceranno sicuramente.
Purtroppo non è scontato che esse si trasformino in energia positiva.
Finora il malcontento ha alimentato populismo, demagogia, razzismo, ha rafforzato falsi profeti le cui idee non fanno che peggiorare le cose.
Operai, piccolo ceto medio, precari, gente con le pezze al culo che votano in massa per la lega e per berlusconi.
Il declino non è solamente economico. E' soprattutto umano e morale.
come dice alfredo, la ns economia è stata "pompata" artificialmente.
soldi ce ne erano ben pochi, di nostri, il colonialismo u$a ha fatto il suo, dandoci boccate di ossigeno e sponsorizzando, finche volevano e servivamo (trieste/barriera anticomunista...), poi scoperte nuove frontiere, saluti a tutti e chisièvistosièvisto...
l'italia è un paese che ha il 70% delle bellezze artistiche e naturalistiche del mondo (non sono sicuro della percentuale, ma credo sia pure piu'alta).
avremmo dovuto vivere di quello.
accogliere i turisti, fargli godere delle nostre spiaggie, delle colline, delle alpi, delle pompei, dei fori imperiali, di venezia, dei musei vaticani, degli uffizi...
dovremmo avre strade in marmo di carrara e lampioni in oro massiccio tanta la ricchezza che avremmo potuto generare per noi stessi.
invece?
vogliamo ancora insistere in fabbriche e settori merceologici che non combaciano con la storia, la struttura territoriale del paese.
resiste solo il divertificio riviera romagnola, esempio di come l'italia sarebbe dovuta essere se fosse stata governata e popolata da cervelli.
questa è la ragione per cui, chi lo ha , fugge...
@Vinz
Come dico sempre, Berlusconi non e' la causa, ma la conseguenza deld eclino culturale.
"Ho paura del Berlusconi in me..."
Lui ci rappresente degnamente
@pedro
eh.....
Ma che blog di comunisti...
Informatevi!
Ascoltate il TG1 e Porta a porta!
Va tutto bene, noi stiamo reggendo la crisi benissimo, siamo più ricchi degli inglesi e tra poco pure di Dubai.
Abbiamo talmente pochi problemi che per riempire i telegiornali siamo a mettere come prima notizia i trans e il processo di Perugia.
Come? Motorola, Nokia & C. stanno chiudendo i centri di ricerca italiani lasciando a piedi migliaia di persone ? Ma non è vero... è tutta propaganda bolscevica...
@Anonimo
avanti popolo..alla riscossa...
L'ottimista pensa che ci voglia una riscossa.
Il pessimista pensa che ci sarà.
E che sarà l'ennesimo cambiare tutto perchè nulla cambi.
questa l';ho sentita...vediamo...
Già sentita?
Veramente me la sono inventata ora...
Ma è anche possibile che l'abbia letta in passato e ora inconsciamente l'ho ritirata fuori.
However, è una situazione marrone e puzzolente...
Ah, ovviamente mi riferivo all'insieme di quanto ho detto...
"Cambiare tutto perchè nulla cambi" ovviamente so bene da dove viene... :)
@Anonimo
eheh
grazie the gipsy
Caro Bacco. Questo post pesa come un macigno su una situazione ormai sclerotizzata del nostro paese.
Che ti devo dire? Ho sentito fin troppo persone minimizzare e gongolarsi sul disastro. Ma lo sappiamo: le emergenze sono tali solo quando colpiscono personalmente.
L'economia italiana fatica ma ha le carte in regola per cambiare il proprio modello. Peccato che non voglia. Allora tanti saluti a tutti.
Le parole esistono e vanno usate :D
Le uso io, faccio un post ora
Condivido quello che ha detto Pedro...
vivendo in una citta` come Amsterdam, che vive di turismo fondato per lo piu` sulla maria giovanna, la bernarda e in secondo luogo sulle opere illustri di Van Gogh e compagni e solo in ultimis sui mulini e le bellezze naturali, non posso che condividere.
Amsterdam e` sempre piena, vive di turismo, investe sul turista, lo accoglie, lo protegge, e ovviamente, lo munge...ma lo munge con amore :) LOL...non lo frega.
Non sarebbe stato possibile fare lo stesso in Italia?
ciao Dude.Bentornato!
ciao concordo con la tua nota ovvero son spesso molto sorpreso quando molti italiani mi dicono "ah italia grande paese abbiamo avuto il Rinascimento, Leonardo da Vinci, Mattei, il neorealismo" ed io che rispondo "oh si si va bene ma negli ultimi 10 anni?? "
L'abbiato tutti preso in quel posto negli ultimi 10 anni :(
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