Sunday, January 17, 2010

Quattro anni a Dublino



1461 giorni
209 settimane
48 mesi
4 anni





Quattro anni a Dublino. Quattro anni trascorsi a meta' tra l'ascesa al picco del boom, con tutte le sue assurdita' e positivita', e questa recessione che sta punendo i troppo audaci ed arroganti che hanno gestito le istituzioni in questo paese.

Nel bel mezzo di questo momento cosi importante per questo paese c'e' anche la mia storia che e' parallelalemte il momento piu' importante della mia vita, almeno fin'ora. In un vecchio post parlai del lato morale e sentimentale della mia scelta; decidemmo di fare dei post di presentazione, il mio risale alla fine del 2007, dopo quasi due anni di esperienza a Dublino.

Oggi la mia presenza qui ha radici ancora piu' forti. Non che non ne avessi due anni fa, ma oggi quelle radici messe tempo fa son entrate profondamente nella societa' e mi mantengono saldo a questa citta'.
Cosa sono oggi? Sono un globetrotter, sono fermo in Irlanda ma ho capito oramai che non sara' tanto facile tornare. Perche'? Perche' giorno per giorno capisco d'aver fatto la scelta giusta. Le soddisfazioni sono tante, soprattutto umane e professionali.

Sono sempre fiero d'essere Italiano, Campano ma soprattutto Cavese, un cittadino di Cava Dei Tirreni. Non sono fiero della classe dirigente per niente, ma non significa non essere fiero d'essere Italiano. Sono fiero della storia del nostro paese e della mia citta' e son fiero d'essere uno uno dei Cavesi a Dublino, un gruppo di amici e cittadini Cavesi che, come tanti altri cittadini della nostra gloriosa citta', e' partito in cerca di fortuna in giro per il mondo. La nostra citta' ha un grande passato, fatto d'eroi e di uomini ambizioni e dotati di grandi capacita' grazie alle quali la nostra citta' divento' ricca e potente. Io non ho abbandonato la mia terra, sto portando il suo nome alto in giro per il mondo, oggi a Dublino, domani chissa' dove. Questo e' quello che sto facendo.

Oggi 18 gennaio il mio ricordo va a 4 anni fa, quando presi il mio volo da Roma Ciampino diretto a Dublino, la capitale della Repubblica d'Irlanda dove c'era un cavese arrivato qualche mese prima il quale mi diede qualche indicazione, Marco Novara. Non avevo ne' lavoro ne' posto dove dormire. Mi mancano sempre tante cose che ho lasciato ma non c’e’ stato mai un attimo in cui mi sia pentito di qusta decisione. Le prime settimane vissi in un'ostello e lavorai qualche giorno in un pub. Ero neolaureato, senza un'esperienza lavorativa lunga ed ufficiale, a parte collaborazioni durante gli studi particolarmente interessanti e formanti ma senza contratti di lavoro, retribuizioni etc.

La storia degli inizi qui a Dublino e' lunga e piena di compromessi, difficolta' e spirito d'adattamento nel periodo iniziale. L'Irlanda era nel pieno del boom economico, tutto era costosissimo, trovare una sistemazione era molto piu' difficile che trovare lavoro. Sembrava il paese dei balocchi. File ai bancomat, disoccupazione praticamente inesistente ma tanta difficolta' nel trovare una camera anche pagando profumatamene.

Quest'ultima era la cosa che mi ha fatto probabilmente soffrire maggiormente. Il bisogno di uno spazio fisso per niente soddisfatto in una citta' dove trovare camera era come trovare l'ago in un pagliaio anche se devo dire che fuori citta' era molto piu' facile ma l'ho scoperto troppo tardi. Fino all'eta' di 10 anni la mia famiglia ha cambiato 4 abitazioni, questo probabilmente e' il motivo per cui ho bisogno di un punto fisso dopo tanti cambiamenti. O forse questa mia sensibilita' e' dovuta al periodo (alcuni anni) in cui la mia famiglia ha rischiato d'andare per strada perche' la nostra abitazione era a rischio pignoramento a causa di un'ipoteca. Ho visto i miei genitori spaccarsi le spalle onestamente per anni ed anni ed ho visto le banche che per poco non ci han lasciati per strada e da ragazzino non e' bello ve l'assicuro. Non e' giusto, non e' giusto che delle persone intelligenti, dotate e volenterose devono avere cosi tanti problemi economici. Non e' giusto in un paese che si ritiene fondato sul lavoro e sulla famiglia.

Per fortuna i miei genitori mi hanno insegnato a lavorare duro e la mia capacita' d'analisi mi ha fatto capire che questa dote e' davvero utile nella vita ma non mi avrebbe aiutato in un paese in queste condizioni. I problemi del nostro paese non sono attuali. Diciamo la verita', e' dal 1991 che abbiamo difficolta' serie ed abbiamo cominciato una strada in discesa dalla quale non riusciamo ad uscire. Ecco perche' son partito.



Ci sono persone, per fortuna la minoranza, che accusa noi, quelli che viaggiano in cerca di un futuro migliore, d'essere traditori o perdenti o semplicemente stupidi. In questo periodo di difficolta' in questa Italia che sembra persa i sentimenti e la sofferenza si intrecciano e spingono alcune persone a sostenere questi ragionamenti campati in aria. Queste sono le persone che disonorano il nostro paese, non noi. Se lavorassero anziche' pensare a come insultare gli altri sarebbe meglio. Credono che la strada scelta da noi sia quella facile, dei soldi facili. Ed invece no. Cosa sanno queste persone di come si vive in camere fredde ma costose, quando non si riusciva ad affittare case o appartamenti migliori perche' servivano referenze che non avevo. Cosa sanno queste persone dei sacrifici, del tempo trascorso a studiare inglese dopo lavoro e del periodo in cui ho risparmiato tanto per prepararmi a lasciare il lavoro che avevo in un Technical Help Desk, che non era male ma non era il mio lavoro, per muovermi nel mio settore, per avere un lavoro destinato ad un neolaureato in Economia? Ho sempre avuto le spalle coperte per fortuna, con una famiglia che mi ama e che mi avrebbe riaccolto in caso di fallimento, ma qui non e' che sia stato rose e fiori il primo anno. Non ho mollato e per fortuna son riuscito ad integrarmi.

Per fortuna c'e' ancora chi premia le persone che armate di coraggio lasciano famiglia, amici, affetti e comodita' per seguire il proprio spirito e realizzare i propri sogni e le proprie aspirazioni e diventare magari eroi, come il caro concittadino Antonio Ferrigno scomparso tragicamente in Olanda ed al quale il Sindaco Gravagnuolo ha proposto d'assegnare il premio Cavesi nel Mondo 2010. Queste istituzioni sono importanti. Bisogna ricordare e premiare chi e’ un esempio. La memoria e' importante, il nostro paese sta dimenticando cosa sia, muovendosi verso una societa' piuttosto superficiale e senza valori individualisti.

Noi Cavesi nel Mondo, a Dublino ed in ogni altra parte di questo mondo, lavoriamo in silenzio portando sempre con orgoglio dentro di noi il ricordo della nostra citta'. Noi Cavesi nel Mondo siamo patriottici ed amiamo la nostra terra e le nostre tradizioni. Siamo andati via, fisicamente ma non con il cuore, per avere un futuro migliore in questi tempi tanto difficili per la nostra nazione. Noi Cavesi nel mondo siamo il baluardo della nostra citta'. I Cavesi in giro per il mondo portano il buon esempio e mantengono alta l’immagine della nostra citta’. Lavorano onestamente, crescono, studiano, mostrano le loro abilita’. Non tutti ritornano ma tutti portano in nel mondo alto il nome di Cava Dei Tirreni.

Fatemi gli auguri per i miei quattro anni a Dublino

Alfredo


16 comments:

bacco1977 said...

tanti auguri Alf.
Felice anniversario!

TopGun said...

Auguri.

p.s. dopo questo post mi sento in colpa per la guerra alimentare di qualche giorno fa :)

Gabriele Massari said...

Tanti sinceri auguri.

Io ho appena mandato la mia lettera di licenziamento dal mio vecchio lavoro...e "certi pesci grossi" continuano a chiamarmi traditore...

Ma son sicuro anche io che la scelta é stata quella giusta. Son qui da meno di un'anno, e sono post come questo che mi fanno sentire bene

Applausi! :D

pedro said...

cento di questi giorni, alfredo.

Molto belle le tue parole.

katia said...

Auguri Alfredo :)

Alfredo_s@x said...

Ragazzi grazie per gli auguri e le vostre belle parole!
@ TopGUn non preoccuparti, era una guerra scherzosa.
@ Gabriele, well done! Che se ne andassero a quel .... questi pesci grossi. Solo invidia, te lo dico io, per te che sei diverso dal branco, individualista e magari anche un po' anticonformista.
@ Pedro grazie mi fai commuovere!
Grazie anche a Bacco e Katia ;)

Zax (Andrea) said...

i miei complimenti per il bel post, per come hai raccontato i tuoi primi 4 anni.

Tanti auguri !

Andrea

Alekos said...

Letti d'un fiato questo post e quello di due anni fa. Che carica che mi hai trasmesso.

Grazie di cuore!

Alfredo_s@x said...

Zax, Alekos grazie mille. Mi fa piacere sapere il mio post, le mie idee vi ispirano o vi danno carica. Ognuno che ha la forza di fare cio' che vuole, quello che veramente vuole (e lo si capisce quando non si lamenta sempre) sta facendo la cosa giusta.

Dude said...

Sono fiero dell'Italia ma non degli italiani, direi io.

Augurissimi, mr. Alf!

Aldo said...

Complimenti per i 4 anni ed in bocca al lupo per il futuro. Continua cosi.

Lyndon said...

Tanti auguri. Celtici, ovviamente.

Alfredo_s@x said...

Dude grazie mille.
Aldo grazie per gli auguri e per averci visitati
Lyndo grazie anche a te! Saluti celtici

Joan said...

Auguri in ritardo, spero che siano ugualmente ben accetti.

Alfredo_s@x said...

Joan gli auguri sono sempre bene accetti. Grazie tanto. Alfredo

Vincenzo said...

tanti auguri

Cava Dei Tirreni