Ebbene si, ne parliamo ancora. L’istruzione universitaria italiana. Un dibattito senza fine, pareri sempre contrari dettati probabilmente da risentimenti, visto che cifre, numeri, risultati sono inconfutabili e non sono affatto positivi. Sulla scia degli ultimi post che riguardano il Bel Paese, (strage di cervelli ma tutto va bene; le migliori universita’ al mondo) mi ritrovo oggi a discutere di un’articolo pubblicato qualche settimana fa sulla classifica delle Universita' italiane completa, e' possibile consultarla in dettaglio su questa pagina del Solc 24 Ore , criteri inclusi.Si tratta di criteri nella maggior parte dei casi non discutibili. Alcuni esempi: produzione scientifica, brevetti, successi europei, tutti in base percentuale rispetto ai fondi ricevuti e comparati alla effettiva produttivita’. Se capite bene l’italiano non c’e’ molto da discutere cari miei.
A tutti piacciono i cellulari ipertecnologici, a tutti piace che il prezzo della tecnologia va sempre in basso di anno in anno mentre l’innovazione non si arresta. Qualche anno fa avevamo i televisori a tubo catodico o CRT, questo natale molti passeranno ad un bel Lcd per non parlare di chi comprera’ un bel plasma per seguire la propria squadra del cuore su uno schermo piu’ grande. Meglio ancora se qualcuno vi regalera’ un dolby surronded system.E riguardo le automobili? A noi italiani piace cosi tanto avere l’automobile personale che siamo tra i paesi con il piu’ alto numero di auto per persona. Le nostre grandi citta’ hanno il doppio o il triplo di auto per persona di altre grandi capitali europee. Anche nelle auto c’e’ tanta tecnologia. Nuovi motori, piu’ veloci ed efficienti. Nuovi impianti stereo, climatizzatori, fari allo xenon. Tutto. Insomma oggi la ricerca vi cambia anche le mutande, producendo nuovi tessuti, delicati sulla pelle.
Dove nasce la ricerca? In laboratori privati e nelle universita’. Ricerca scientifica misurabile con brevetti e pubblicazioni, ricerca sociale con pubblicazioni. Esiste un output che genera ricerca. Un paese che produce piu’ innovazione e’ un paese che attrae investimenti privati. Gli investimenti creano lavoro, il lavoro attira cervelli e la concentrazione di cervelli attira ancora piu’ investimenti. E’ un circolo virtuoso. Le universita’ che producono piu’ ricerca sono rinomate, i laureati che sfornanno hanno piu’ possibilita’ nel mondo del lavoro.
Chi non e’ daccordo? In Italia molti non sono daccordo visto che quando cominciamo a parlare delle nostre universita’ e della triste situazione sul piano internazionale abbiamo interventi un po’ troppo emotivi. Scuola di vita, confusione tra capactita’ individuali di avere risultati decenti anche in circostanze disastrose e reale qualita’ di un istituto dominano nelle risposte. A noi italiani piace parlare molto. Voglio sottolineare, non voglio recare alcuna offesa ad ognuno che ha commentato nei post precedenti. La nostra lingua e’ bella e ricca. Tanti verbi, centinaiai di sinonimi per ogni sostantivo ed aggettivo. Sono orgoglioso della mia seconda lingua (la prima e’ il napoletano), ma dobbiamo ammettere che la ricchezza della nostra lingua ci porta a parlare troppo. A volte non siamo diretti. Ci disperdiamo, gonfiamo i discorsi. A volte bisogna essere diretti. Diretti nell’esporre un concetto o nel formulare una risposta. La laurea un tempo serviva per avere quel foglio di carta con il quale si accedeva ad albi, concorsi pubblici, ad alte posizioni, decise dalla politica, per le quali occorroveva necessariamente il titolo oltre alla "botta". Titolo e conoscenze, cosi ha funzionato per molti anni. Ed ecco cosa ci ritroviamo, classe politica incompetente e menefreghista, un esercito di votanti che non sa scegliere i propri rappresentanti, una scuola disconnessa dal mondo del lavoro, dalla realta’ in genere.
Ora mi fermo e vi lascio la lista dei criteri con i quali e’ stata condotta la ricerca. Ad ogni criterio ho aggiunto il link alla classifica in base a quel singolo criterio. Le ricerche internazionali sono condotte allo stesso modo. Sono criteri molto affidabili che rappresentano molto bene la realta’, quindi non serve a nulla arrabbiarsi se non siamo nelle top 200 al mondo. Senza offesa, cercate la vosta universita’, giusto per curiosita’. Inutile dirlo che spesso quelle del Sud sono in basso nella classifica. Da ricordare per che nemmeno la migliore universita’ italiana e’ nelle prime duecento al mondo! Quindi io direi che e’ un paragone tra schifo e schifezza, niente gloria ne onori per nessuno, un avvertimento per sindromati e razzisti.La lista dei criteri:
Iscritti che hanno ottenuto almeno 5 crediti nel 2008. I dati sono espressi in percentuale
Studenti arrivati al 2° anno con almeno i 2/3 dei crediti del 1° anno. I dati sono espressi in percentuale
Insegnamenti per i quali è stato chiesto il parere degli studenti. I dati sono espressi in percentuale
Peso percentuale dell'ateneo sul totale dei fondi distribuiti in base alla produzione scientifica
Peso percentuale dell'ateneo sul totale dei sui fondi distribuiti in base al numero di docenti con valutazione positiva nei progetti Prin 2005/2007
Peso percentuale dell'ateneo sui fondi totali distribuiti in base al successo ottenuto nei bandi del VI programma quadro Ue
Crediti ottenuti dagli studenti, in percentuale sul totale disponibile
Peso percentuale dell'ateneo sul totale dei fondi distribuiti in base ai brevetti riconosciuti
Percentuale di laureati nel 2004 occupati dopo tre anni dal titolo
Professori di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti per corso di studio. I dati sono espressi in percentuale
Fonte ufficiale: Sole 24 Ore
14 comments:
l'universita' e' solo lo specchio del sistema. Un microcosmo italiano nell'Italia stessa.
Lento, vecchio, macchinoso, mediocre, corrotto,stanco.
Ho avuto la conferma che l'Universita' che ho frequentato e' una delle peggiori d'Italia.
Fortunatamente non mi sono mai vantato del valore degli studi che ho fatto in Italia.
Piuttosto che lodare il grande valore dei nostri atenei, come molti fanno, dovremmo agire per riformarli e non con quelle porcherie a crediti, che vanno bene per un Coin Op e non per formare delle persone preparate.
Non parliamo dell'imbarazzante posizione delle nostre universita' in ambito internazionale. I cavesi ne hanno gia' parlato ampiamente in questa sede.
Questa e' la situazione, e come dice Bacco e' uno degli specchi riflettenti di una brutta e cadente signora chiamata Italia.
A volte ho l'impressione che molti colgano le nostre critiche come sadismo. Io penso che noi vorremmo semplicemente che le cose andassero almeno un po meglio.
Grazie Alfredo per il tuo post.
@Lyndon
Nessun sadismo.
Se vi fosse la possibilita' di cambiare le cose. Se sapessi di avere la possibilita' di contribuire in una qualche maniera allo sviluppo del mio paese, stai pur certo che in un anno, assimo due, sarei di nuovo a casa a lavorare duramente e magari a frequentare un nuovo corso universitario.
Purtroppo non e' cosi'. Ma la cosa che piu' mi fa incazzare e' che non vedo via d'uscita.
Qua' c'e' gente che commenta insultandoci dicendo che da noi va tutto bene....
@ Lyndon, grazie per il tuo commento pienamente in intesa con quello che volevo dire e che penso.
Quoto le tue parole
"A volte ho l'impressione che molti colgano le nostre critiche come sadismo. Io penso che noi vorremmo semplicemente che le cose andassero almeno un po meglio."
@ Bacco
Quando diciamo la verita' e ci sveniamo stiamo provando a fare qualcosa, qualcuno di buon cuore e buona testa puo' interessarsi e poi continuare a ricercare la verita' di sua iniziativa. Anche una sola persona in piu' finalmente cosciente e' un risultato per me.
Star zitto non lo saprei fare cmq, quindi io canto, urlo ed attacco.
I deficienti che non solo dicono stronzate quando insistono che tutto vada bene, scambiando la realta' con la propria felicita' e/o scelta (perche' se sei contento a casa in Italia non c'e' niente di male, ognuno deve vivere dove vuole) ma ci offendono o minacciano denuncie (che risate) mi fanno solo pena, non mi incazzo piu' da tempo.
Ma voi vedete quanto il ragionamento e' contorto?
Queste sono persone depresse e/o represse che non felici della propria scelta non voglio pensare d'aver sbagliato (quando hanno scelto) ed i nostri ragionamenti intaccano il microcosmo di false ragioni che si sono costruiti nell'inconscio per giustificarsi?
Ma dico io, hai deciso di restare o non puoi spostarti, e che male c'e'?
Ognuno e' un eroe quando vive onestamente, a Dublino o a Catania. Io la penso cosi.
Standomene qui potrei strafottermene del mio paese ed invece no, desidero ogni giorno che le cose migliorassero. Potrei andarmene a prendere un caffe' in questi 5 minuti che sto utlizzando per scrivere questo commento, invece sono qui alla tastiera.
Cmq sono parole perse per chi non ha cervello. Io sto parlando a chi sa ascoltare, tra questi voi due Bacco e Lyndon.
Bisognerebbe vedere i pesi dei vari criteri. Valutare una università in base a quante persone riescono a laurearsi mi sembra una incitazione a trasformare le università in laurifici ( cosa che sta già succendendo).
Oppure valutare in base a quante persone laureate riescono a trovare lavoro mi sembra troppo approssimativo. Io posso vivere in una zona in cui c'è molta disoccupazione o meno, oppure ho trovato lavoro ma in un altro settore diverso da quello per cui ho studiato, oppure sono sotto impiegato. Sugli altri criteri sono d'accordo.
PS naturalmente sono anche d'accordo che le università italiane hanno serissimi problemi e che rappresentano uno specchio dello società.
Jack
Ciao Jack.
Sono d'accordo.
Pero' ilc riterio della ricerca prodotta e della reputazione internazionale (che e' basata su risultati) mi sembrano convincenti anche se poi non ci dicono quanto buona sia l'universita'.
Ma solo quanto produce. Il fatto e' che la produzione scientifica e' uno dei fattori chiave di un'universita'.
Il mio commento sarebbe lo stesso dell'altra volta.
bellissimo post.
@Alfredo ti segnalo che il primo link, "Studenti Attivi" non funziona.
@Top Gun grazie per la segnalazione. Chiedo scusa! L'ho aggiornato ora.
@Jack, concordo, i criteri che citi non sono proprio dei migliori, gli altri sono buoni pero'.
Ho fatto questo post non tanto per la ricerca in se ma per far capire quali sono i criteri di valutazione quando si fanno paragoni a livello internazionale. Mi sembra siamo tutti daccordo cmq.
Grazie a tutti per i commenti, abbiamo generato una discussione molto positiva
http://www.corriere.it/economia/09_dicembre_07/bocconi-politecnico-classifica-financial-times_9cb98c18-e33c-11de-b4bf-00144f02aabc.shtml
Questo voi espatriati di successo non lo commentate...
io ci avrei studiato al poli......
eh...eh! Bacco! Non commenti, espatriato di successo, la classifica che mette in cosi` brillante luce due universita` italiane? Comunista! Drogato!
24esima e 56esima su 70...pero`...azz' che risultato brillante.
Arrivano poco dopo tutte le altre nazioni europee (Spaon, France, UK, Netherlands)
http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/european-business-school-rankings
Ciao Dude.
Anche dopo l'irlanda come puoi notare (paese arretratissimo fino a 15 anni fa con ancora molto da fare)
56esima posizione su 70 non e' male se siamo un paese del G7
No?
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